Morte George Floyd: decretata un'altra notte di coprifuoco a Minneapolis per le proteste

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Dopo l'ennesima giornata di tensione negli Usa per la morte dell’uomo afroamericano durante un fermo da parte di un poliziotto, le autorità del Minnesota e il sindaco di Atlanta confermano la misura preventiva. Il legale della famiglia: "Omicidio premeditato". Trump si congratula su Twitter con la Guardia Nazionale e accusa i media di "fare tutto ciò che è in loro potere per fomentare odio e anarchia"

Sarà un’altra notte di coprifuoco a Minneapolis, dove da giorni infiammano le violente proteste (FOTO) per la morte di George Floyd, il 46enne afroamericano cha ha perso la vita per soffocamento mentre veniva fermato da un agente di polizia che lo ha immobilizzato a terra. Lo ha decretato il governatore del Minnesota, Tim Walz, che ha confermato la stessa misura anche a St. Paul, dalle 20 locali di stasera fino a domani alle 6, in tutti gli spazi pubblici. Stessa decisione per il sindaco di Atlanta, Keisha Lance Bottoms, che ha esteso il coprifuoco nella città dalle 21 locali fino all'alba di domattina. Da Minneapolis a New York, le manifestazioni si sono diffuse a macchia d’olio in tutti gli Stati Uniti, nonostante il coprifuoco già imposto in molte città. Si è registrata anche una nuova vittima, dopo le due di ieri. Intanto il legale della famiglia Floyd, alla Cbs, ha parlato di "omicidio premeditato". Il presidente Donald Trump, invece, si è congratulato su Twitter con la Guardia Nazionale per aver "bloccato rapidamente" gli "anarchici della sinistra radicale la scorsa notte a Minneapolis" e ha invitato altri Stati e città governati dai dem a usarla "prima che sia troppo tardi". Il tycoon ha poi accusato i media di "fare tutto ciò che è in loro potere per fomentare odio e anarchia", di essere "fake news e davvero cattive persone con uno scopo malato" nel coprire le proteste per la morte di Floyd. E ha aggiunto: "Gli Stati Uniti designeranno Antifa come organizzazione terroristica".

Almeno 1.400 arresti da inizio proteste

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Alcuni media americani, citando un calcolo fatto dall’Ap, hanno detto che la polizia ha arrestato almeno 1.400 persone in 17 città Usa da quando sono iniziate le proteste per la morte di George Floyd. Le manifestazioni più accese si sono svolte a Minneapolis, dove l’uomo è morto, a New York, a Washington Dc, a Los Angeles e Atlanta, a Boston e Chicago, fino a Seattle e Columbus. Quasi ovunque sono stati segnalati momenti di tensione, tafferugli con la polizia, incendi di auto e cassonetti delle immondizie, vetri di negozi infranti. Il coprifuoco è in vigore in molte città, tra cui Los Angeles, Atlanta e Philadelphia. Vari Stati hanno mobilitato la Guardia nazionale: Georgia, Kentucky, Wisconsin, Colorado e Ohio hanno seguito l'esempio del Minnesota.

Oltre 60 dirigenti e agenti del Secret Service feriti davanti alla Casa Bianca

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La Guardia nazionale americana, tra le altre cose, è intervenuta anche nella capitale Washington DC per proteggere la Casa Bianca circondata da centinaia di manifestanti violenti che hanno ingaggianti pesanti scontri con le forze delle polizia. Oltre 60 tra dirigenti e agenti del Secret Service sono rimasti feriti e undici sono stati ricoverati tra venerdì e oggi nelle proteste davanti alla Casa Bianca, comunica una nota dell'agenzia che tutela il presidente e le alte autorità dello Stato, precisando che nessuno ha varcato le cancellate e che una persona è stata arrestata. Nella capitale una troupe di Fox News è stata presa di mira da un gruppo di manifestanti che hanno circondato un reporter mentre era in diretta e lo hanno inseguito mentre si allontanava con i suoi collaboratori, usando pugni e lanciando oggetti. Intanto Robert O'Brien, il consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, ha detto alla Cnn che non pensa che ci sia un "razzismo sistematico" negli Usa. "Ci sono cattivi poliziotti che sono razzisti e ci sono poliziotti che forse non hanno il giusto addestramento", ha dichiarato, aggiungendo che la polizia è danneggiata da "poche mele marce". 

Tensione a Minneapolis e New York

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Nella notte tra sabato e domenica la polizia in tenuta antisommossa ha caricato i manifestanti che hanno violato il coprifuoco a Minneapolis. Gli agenti hanno sparato gas lacrimogeni e granate stordenti per tenerli lontani da un commissariato. Migliaia di persone sono scese in piazza anche in vari quartieri di New York. I dimostranti hanno occupato strade, bloccato il traffico, preso di mira le auto della polizia con graffiti e marciato da Harlem a Brooklyn, dal Queens alla Trump Tower a Manhattan. A Brooklyn ci sono stati anche alcuni tafferugli con la polizia. Secondo la Abc, la polizia della Grande Mela ha arrestato 345 persone nella notte tra sabato e domenica e nei disordini 33 agenti sono rimasti feriti.

Agente pugnalato al collo in Florida

A Jacksonville, in Florida,  un agente è stato "pugnalato o ferito al collo ed è attualmente in ospedale", ha dichiarato lo sceriffo di Jacksonville Mike Williams, citato dalla Cnn. Williams ha riferito che altri agenti sono stati attaccati dai rivoltosi e colpiti con pietre e mattoni durante le proteste in città. Sono stati fatti molti arresti, ha detto, senza fornire un numero preciso.

Trump: morte Floyd grande tragedia ma fermerò violenza

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Il presidente Usa Donald Trump, parlando da Cape Canaveral, ha definito la morte di George Floyd "una grande tragedia" e ha difeso "il diritto a manifestare pacificamente" ma ha condannato le violenze e il caos attribuendoli al movimento Antifa e alla sinistra radicale. "La mia amministrazione fermerà la violenza di massa", ha promesso. La memoria di Floyd è stata "disonorata da rivoltosi, saccheggiatori e anarchici", ha aggiunto, lanciando un appello per la "riconciliazione, non l'odio, per la giustizia, non il caos".

Il fratello di Floyd: “Trump non mi ha ascoltato”

Intanto Philonise Floyd, il fratello di George, ha riferito alla Msnbc che la sua conversazione con Donald Trump è stata "troppo veloce. Non mi ha dato l'opportunità neppure di parlare". "È stato difficile. Tentavo di parlargli ma lui continuava a respingermi come se dicesse 'non voglio sentire di cosa stai parlando'", ha raccontato. "Gli ho solo detto che voglio giustizia e che non potevo credere che avessero commesso un moderno linciaggio in pieno giorno", ha proseguito. Philonise Floyd ha parlato nei giorni scorsi anche con Joe Biden, rivale di Trump nella corsa alla Casa Bianca. "Gli ho chiesto di ottenere giustizia per mio fratello. Ne ho bisogno. Non voglio vedere la sua faccia su una maglietta come gli altri (afroamericani morti per mano della polizia, ndr). Nessuno merita quel trattamento, le vite degli afroamericani contano".

"Non capiamo come non sia un omicidio di primo grado"

Inoltre Benjamin Crump, l'avvocato della famiglia Floyd, non condivide l'accusa di omicidio colposo per l'agente Derek Chauvin. "Pensiamo che avesse l'intenzione... ha tenuto per quasi nove minuti il suo ginocchio sul collo di un uomo che implorava di respirare e per quasi tre minuti dopo che aveva perso conoscenza. Non capiamo come non sia un omicidio di primo grado", ha spiegato il legale, chiedendo anche come mai non siano stati arrestati gli altri tre agenti.

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