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Attentati Sri Lanka, 9 kamikaze in azione. Si aggrava il bilancio delle vittime

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Nuovi arresti per la strage di Pasqua: i sospettati sono 58. Uno degli attentatori aveva studiato in Gran Bretagna e poi si era specializzato in Australia. Il presidente Sirisena chiede le dimissioni del ministro della Difesa e del capo della polizia

Sono 58 i sospetti arrestati in relazione agli attentati del giorno di Pasqua in Sri Lanka. Lo fanno sapere le autorità locali, specificando che a entrare in azione sono stati nove kamikaze, di cui otto identificati. Uno di loro aveva studiato in Gran Bretagna e poi si era specializzato in Australia, ma anche la gran parte del resto del gruppo aveva legami internazionali avendo vissuto o studiato all'estero. Intanto il bilancio delle vittime sale (anche se poi è stato rivisto al ribasso) e il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, ha chiesto le dimissioni del ministro della Difesa e del capo della polizia per l' accaduto (LE FOTO - LE IMMAGINI DEL GIORNO DOPO - I PRIMI FUNERALI). 

I kamikaze: studi all'estero e buone famiglie

Il sottosegretario alla difesa Ruwan Wijewardene ha confermato che molti dei kamikaze avevano legami internazionali: "Molti di loro sono ben istruiti e provengono dalla classe media o medio-alta, quindi sono finanziariamente abbastanza indipendenti e le loro famiglie stabili dal punto di vista economico e questo è un dato preoccupante. Alcuni di loro credo avessero studiato in vari altri Paesi, con una laurea, quindi persone abbastanza istruite". Dalle indagini - a cui collabora anche l'Fbi - è poi emerso che tra i kamikaze c'erano due fratelli musulmani. Erano figli di un ricco commerciante di spezie di Colombo e si sono fatti esplodere in due grandi hotel della capitale, mentre gli ospiti erano in fila per la colazione. I due, le cui identità non sono ancora state rese note, avevano meno di 30 anni e gestivano una "cellula terroristica familiare" (IL VIDEO DI UN SOSPETTO ATTENTATORE IN AZIONE - IL LEADER DEGLI ATTENTATORI MORTO NEGLI ATTACCHI).

La rivendicazione dell'Isis e l'ipotesi del legame con Christchurch

Ieri, a 48 ore di distanza dalla strage, era arrivata la rivendicazione dell'Isis per gli attacchi. Non solo, gli jihadisti hanno anche fatto circolare la foto del 'capo' dei kamikaze e, in un comunicato diffuso attraverso l'agenzia Amaq, hanno descritto dove è stato dislocato ogni attentatore. Il governo dello Sri Lanka ha affermato che gli attentati potrebbero essere stati una risposta del fondamentalismo islamico agli attacchi di Christchurch avvenuti in Nuova Zelanda a marzo (LE FOTO). Ma su questo punto, secondo quanto riporta il New York Times, la premier neozelandese Jacinda Ardern ha precisato di non aver ricevuto "niente di ufficiale, nè abbiamo ricevuto rapporti di intelligence che confermino quanto è stato detto nello Sri Lanka".

Data ultima modifica 24 aprile 2019 ore 13:24

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