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Sri Lanka, si dimette anche il capo della polizia

4' di lettura

La decisione, per le falle nella sicurezza, segue quella del ministro della Difesa. Le autorità ifanno sapere che il leader degli attacchi è morto nell'esplosione all'hotel Shangri-La a Colombo. Nel Paese si temono nuove azioni terroristiche e rappresaglie alle moschee

 

Le autorità dello Sri Lanka affermano che il presunto leader degli attacchi del giorno di Pasqua è morto durante l'attentato esplosivo nell'hotel Shangri-La a Colombo (COSA È SUCCESSO). Intanto oggi, venerdì di preghiera musulmano, un massiccio dispiegamento di forze di sicurezza è attivo nella capitale cingalese e il Paese è blindato. In seguito ad avvertimenti di possibili nuove azioni dei miliziani e nel timore di rappresaglie, le chiese sono rimaste chiuse e le moschee sono nel mirino (L'ISIS RIVENDICA). Rivisto intanto in forte ribasso il bilancio dei morti (da 359 a 253)  (LE FOTO - LE IMMAGINI DEL GIORNO DOPO - I PRIMI FUNERALI), mentre si è dimesso il capo della polizia. 

Le dimissioni a causa delle falle nella sicurezza

Pujith Jayasundara, capo della polizia dello Sri Lanka, si è dimesso in seguito alle falle nella sicurezza che hanno portato agli attentati di Pasqua. Lo ha reso noto il presidente Maithripala Sirisena. Jayasundara è il secondo alto responsabile della sicurezza a lasciare. Ieri si era dimesso il segretario alla Difesa, Hemasiri Fernando. Intanto, l'intelligence australiana, che in passato aveva indagato almeno uno dei kamikaze, ha riferito che è alta la probabilità di nuovi attentati. La Gran Bretagna ha invece sconsigliato ai suoi cittadini di recarsi in Sri Lanka, se non per motivi necessari. 

La capitale blindata

A Colombo, nella chiesa di Sant'Antonio, una di quelle colpite domenica scorsa, c'erano più soldati del normale stamattina. I negozi nelle vicinanze sono rimasti chiusi. Il ministero degli Affari Islamici a Colombo ha invitato i musulmani a pregare a casa piuttosto che partecipare alle preghiere comuni del venerdì, le più importanti della settimana. Alle donne musulmane è stato chiesto di non portare il velo in pubblico. Allo stesso modo le chiese restano chiuse, con centinaia di soldati schierati in loro difesa, e i fedeli cristiani sono stati invitati a seguire la messa di domenica da casa (LA RICERCA DEI PARENTI NEGLI OSPEDALI - VIDEO - I SOCCORSI NELLA CAPITALE). 

Le tensioni interreligiose

Il Paese teme quindi il riemergere di tensioni interreligiose. Secondo il Guardian, almeno 700 persone di una setta islamica perseguitata - la comunità ahmadi, un gruppo minoritario dell'Islam perseguitato in Pakistan e che non può entrare nelle città sante della Mecca e di Medina - hanno lasciato le loro case nella città portuale di Negombo e sono sfollati; circa 500 persone hanno trovato riparo in una città di cui il Guardian non rivela il nome. La polizia è schierata in forze ma la presenza del musulmani non è gradita in loco e decine di persone hanno già protestato chiedendo che il gruppo venga allontanato dalla zona.

Chi erano gli attentatori: giovani istruiti e benestanti

Come è emerso negli scorsi giorni, a entrare in azione a Pasqua sono stati nove kamikaze. Uno di loro aveva studiato in Gran Bretagna e poi si era specializzato in Australia, ma anche la gran parte del resto del gruppo aveva legami internazionali avendo vissuto o studiato all'estero. "Molti di loro sono ben istruiti e provengono dalla classe media o medio-alta", ha spiegato il sottosegretario alla difesa Ruwan Wijewardene. Il premier cingalese ha confermato a sua volta che gli attentatori erano istruiti e benestanti, definendo i loro profili come "sorprendenti". Dal fronte delle indagini è anche emerso che uno degli attentatori suicidi era stato precedentemente arrestato dalla polizia, ma poi rilasciato, come ha riferito un portavoce del governo cingalese alla Cnn. L'attentatore in questione si è fatto esplodere al Cinnamon Grand Hotel di Colombo e anche suo fratello era tra i kamikaze. La polizia, il 25 aprile, ha inoltre confermato di aver arrestato il padre dei due che è un ricco commerciante di spezie, perché si sospetta che li abbia aiutati a compiere l’attacco.

 

Data ultima modifica 26 aprile 2019 ore 11:10

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