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Attentati Sri Lanka, sale il numero dei morti. "7 kamikaze. Ritrovati 87 detonatori"

5' di lettura

Per il governo i responsabili sono membri del gruppo jihadista National Thowheed Jamath con l'aiuto "di una rete internazionale". Nuova esplosione di un ordigno durante disinnesco. Farnesina: finora nessuna vittima italiana. Morta una donna da anni residente a Catania

Secondo il governo dello Sri Lanka c'è un gruppo jihadista locale, il National Thowheed Jamath, dietro gli attentati esplosivi avvenuti il giorno di Pasqua nel Paese: sei esplosioni simultanee nella mattinata, e altre due più tardi, hanno colpito tre chiese durante la messa, tre hotel di lusso e un piccolo albergo (GLI AGGIORNAMENTI). Il bilancio delle vittime è salito ad almeno 300 (BILANCIO POI RIVISTO AL RIBASSO A 250), mentre i feriti sono oltre 500. Fonti del ministero degli Esteri fanno sapere che "finora non risultano vittime italiane". Tra le persone che hanno perso la vita c'è invece una donna cingalese che da anni viveva a Catania. Intanto oggi si è verificata una nuova esplosione nei pressi di una chiesa della capitale Colombo. La detonazione è avvenuta in un furgone, nei pressi della chiesa già colpita ieri, mentre gli artificieri stavano cercando di disinnescare l'ordigno. Leggermente ferito da una scheggia anche il giornalista di Repubblica Raimondo Bultrini.

Secondo le forze dell'ordine, ad agire ieri sono stati 7 kamikaze. Un alto funzionario ha aggiunto che gran parte degli otto attentati sono stati realizzati da una persona ciascuno, mentre in almeno un attacco - quello all'hotel Shangri-La di Colombo - gli attentatori erano due. Il presidente Maithripala Sirisena ha deciso di dichiarare lo stato d'emergenza nazionale a partire dalla mezzanotte di oggi (MORTI ANCHE 3 FIGLI DEL MILIONARIO DELL'ABBIGLIAMENTO HOLCH POVLSEN).

"Aiutati da una rete internazionale"

Il gruppo jihadista locale, sostiene il sottosegretario al governo Rajitha Senaratne, avrebbe agito con l'aiuto di una rete internazionale: "Non crediamo che gli attacchi possano essere stati portati avanti solo da un gruppo di questo Paese. C'è una rete internazionale senza la quale questi attacchi non sarebbero riusciti", ha detto secondo quanto riportato dal Guardian.

87 detonatori in una stazione dei bus

Oggi un portavoce della polizia, riporta Reuters, ha riferito che sono stati trovati 87 detonatori a basso potenziale esplosivo nella Bastian Mawatha Private Bus Station a Pettah, un quartiere della capitale Colombo.

Un ordigno inesploso

Nella tarda serata di ieri un altro ordigno esplosivo è stato trovato e disinnescato su una strada di accesso all'aeroporto internazionale vicino la capitale Colombo. Il capitano dell'aeronautica Gihan Seneviratne ha detto che le autorità hanno trovato un tubo riempito con 50 chilogrammi di esplosivo ad Andiambalama, vicino allo scalo. Intanto le autorità hanno imposto un nuovo coprifuoco per questa notte, dalle 8 di sera alle 4 di domani mattina. Le strade della capitale Colombo sono deserte, con la maggior parte dei negozi chiusi e un pesante dispiegamento di soldati e polizia. (LE PRIME IMMAGINI DOPO GLI ATTACCHIVIDEO - I SOCCORSI NELLA CAPITALE)

Uccisi almeno 35-40 stranieri

Secondo la Bbc, gli stranieri morti nelle esplosioni sono almeno 36 e più di 30 sono ricoverati in ospedale. Tra le vittime anche tre dei quattro figli di Anders Holch Povlsen, il patron danese del colosso dell'abbigliamento Asos. Il Giappone ha confermato che uno dei suoi cittadini è stato ucciso e almeno altri quattro sono rimasti feriti, mentre l’India ha parlato di cinque vittime. Gli Stati Uniti hanno detto che gli americani uccisi sono molti, ma non hanno dato una cifra, mentre le autorità cingalesi affermano che tra le vittime straniere ci sono anche un portoghese e due turchi. Il ministero degli Esteri dello Sri Lanka ha reso noto che fra le vittime ci sono anche cinque cittadini britannici: per il momento il ministero degli Esteri britannico si è limitato a confermare che cittadini del regno sono deceduti negli attentati, senza specificarne in numero. Secondo le autorità dello Sri Lanka, due delle cinque vittime avevano la doppia cittadinanza britannica e statunitense. (LA RICERCA DEI PARENTI NEGLI OSPEDALI)

Morta una donna residente a Catania

Tra le vittime c'è anche una donna cingalese di 55 anni, che lavorava come badante e abitava a Catania dagli anni Novanta. Ha perso la vita mentre era nella chiesa di San Sebastiano a Katuwapitiya nella provincia di Negombo. La donna, sposata con un suo connazionale rimasto in Sicilia, era nel suo Paese d'origine per trascorrere le vacanze pasquali in compagnia di amici e parenti in attesa di proseguire per l'Australia dove vive la sua unica figlia.

Dipartimento di Stato Usa: "Gruppi terroristici continuano a pianificare attacchi"

Intanto l'allerta attentati rimane altissima: "gruppi terroristici" continuano a pianificare attacchi in Sri Lanka dopo gli attacchi di Pasqua. L'allerta, citata dalla Reuters, è stata emanata domenica dal Dipartimento di Stato Usa, secondo il quale "hotel e luoghi di culto" restano tra gli obiettivi, ai quali si aggiungono località turistiche, centri commerciali, aeroporti e altre aree pubbliche.

Gli arresti

Tra ieri sera e questa mattina sono 24 le persone sospette arrestate. Le esplosioni sono avvenute in tre città dell'isola: Colombo, Negombo e Baticaloa. I tre hotel colpiti nella capitale sono lo Shangri-La, il Kingsbury e il Cinnamon Grand. Il quarto è un piccolo hotel a Dehiwala, un sobborgo della città. Colpite anche tre chiese, il santuario di Sant'Antonio, una a Negombo, città a maggioranza cattolica a nord, e l'altra a Batticaloa. L'ottava esplosione nel sobborgo di Dematagoda.

Data ultima modifica 22 aprile 2019 ore 20:05

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