Scandalo Facebook, il cofondatore di WhatsApp: cancellarsi dal social

Il titolo di Facebook ha perso 50 miliardi di dollari in due giorni di contrattazioni (Getty Images)
5' di lettura

"E' arrivato il momento di cancellarsi da Facebook" ha scritto su Twitter Brian Acton, co-fondatore del servizio di messaggistica. Intanto Mark Zuckerberg fa mea culpa sullo scandalo Cambridge Analytica. Il titolo perde 50 miliardi di dollari in due giorni

Una lunga serie di nomi "illustri" pronti ad abbandonare Facebook dopo le rivelazioni che hanno dato vita allo scandalo Cambridge Analytica e all'uso improprio dei dati sensibili di 50 milioni di utenti statunitensi. L'ultimo "big" in ordine di tempo è Brian Acton co-fondatore di WhatsApp, che su Twitter ha annunciato l'adesione alla campagna #DeleteFacebook (cancella Facebook) diventata virale nel giro di poche ore.

Il messaggio di Brian Acton

Un tweet lapidario dalla sua pagina ufficiale di Acton che ha scritto: E' arrivato il momento. #DeleteFacebook". Il papà di WhatsApp, che nel 2014 ha venduto la sua creatura proprio a Mark Zuckerberg per l'incredibile cifra di 19 miliardi di dollari, non ha lasciato spazio a interpretazioni ed è andato ad aggiungersi agli altri colleghi che chiedono a gran voce un abbandono di massa del social network più famoso del mondo. Con un patrimonio netto stimato da Forbes in 6,5 miliardi di dollari, Acton è impegnato da circa un mese con la sua fondazione nello sviluppo di Signal, un servizio alternativo a WhatsApp su cui il magnate ha puntato 50 milioni di dollari. La sua voce si è aggiunta a quella di Sandy Parakilas, 38 anni, ex manager di Facebook responsabile del dipartimento di controllo violazione dati che durante il suo periodo a Menlo Park, tra il 2011 e il 2012, ha espresso più volte i suoi dubbi ai superiori, che però avrebbero ignorato gli allarmi con un "approccio lassista". Anche Chamath Palihapitiya, ex capo dello sviluppo di Facebook lo scorso anno ha dichiarato: "Abbiamo creato strumenti che stanno lacerando il tessuto sociale che fa funzionare le nostre società". Sulla stessa linea anche le dichiarazioni di nomi come Sean Parker, Justin Rosenstein e dell'investitore Roger McNamee.

Pressing su Zuckerberg

Intanto la società di Zuckerberg vive da giorni sotto il fuoco incrociato di utenti e istituzioni. I primi, oltre all'hashtag #DeleteFacebook continuano a twittare messaggi accompagnati dal bollino #WheresZuck (dov'è Zuckerberg?) in relazione al totale silenzio mediatico in cui ha deciso di rifugiarsi il fondatore di Facebook. E poi ci sono le richieste di chiarimenti rivolte a Zuck da parte delle autorità inglesi, statunitensi ed europee. Da Londra gli è stato recapitato un mandato a comparire davanti a una commissione parlamentare del Parlamento britannico, mentre a Washington si è mossa la Federal Trade Commission, che ha aperto un'indagine sul caso della Cambridge Analytica anche alla luce dei suoi rapporti con la campagna di Donald Trump. Anche Bruxelles incalza, con il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani che ha invitato Zuckerberg a riferire agli eurodeputati. Il re dei social è "ricercato" anche dall'Agcom italiana che gli ha inviato una specifica richiesta di informazioni circa "l'impiego di dati per finalità di comunicazione politica da parte di soggetti terzi".

Bruciati 50 miliardi di dollari in due giorni

La campagna online, le richieste da parte delle autorità e l'imbarazzante silenzio dei vertici di Facebook – che nei giorni scorsi hanno semplicemente dichiarato di essere stati ingannati – hanno portato la società a bruciare circa 50 miliardi di dollari in due giorni. Il colosso dei social, che oggi ha una capitalizzazione di 488,5 miliardi di dollari, alla fine della seduta di lunedì aveva ceduto a Wall Street il 6,8%, lasciando sul terreno quasi 37 miliardi di dollari del suo valore (che superava a inizio settimana i 500 miliardi di dollari). Si tratta della perdita più pesante degli ultimi quattro anni. Solo nella giornata del 20 marzo il titolo aveva terminato le contrattazioni con una flessione del 2,6%, mandando in fumo altri 13 miliardi di dollari del suo valore di mercato.

Cancellarsi da Facebook

Tra le milioni di critiche che stanno sommergendo Facebook quelle che preoccupano di più i vertici provengono da buona parte dei suoi iscritti. A metà del 2017 la piattaforma aveva raggiunto la quota impressionante di 2 miliardi di utenti in tutto il mondo. Le domande che oggi ci si fa sono due: quanti rimarranno ancora a bordo della nave dal bollino blu? E ancora, quanti conoscono realmente la procedura per chiudere il proprio account? Per avere risposta al primo quesito bisognerà aspettare ancora qualche tempo e le future evoluzioni dello scandalo. Al secondo risponde la stessa piattaforma con una spiegazione standard per i propri iscritti che potranno sospendere, cancellare o lasciare in eredità il proprio profilo semplicemente recandosi nell'apposita sezione "Gestisci account". Da qui è possibile cliccare sull'opzione "Disattiva account"  scegliendo di "congelarlo" temporaneamente per poi riattivarlo in un secondo momento. Una scelta più drastica permette di scaricare tutti i propri dati (foto, info, chat ecc) attraverso l'opzione "Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook" per poi procedere alla cancellazione totale attraverso il "Centro assistenza" e una procedura che potrebbe richiedere fino a 90 giorni.

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