TuttoFood 2026 al via a Milano: novità e tendenze dal mondo del cibo

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A Rho prende forma il supermercato del futuro immaginato dall’industria alimentare europea. Buyer internazionali, prodotti identitari e nuove mode salutistiche convivono in uno scenario sempre più globale. La manifestazione mette insieme tradizione territoriale, tecnologia alimentare e nuovi linguaggi del marketing. Dai cocktail con arancia rossa e Prosecco agli alimenti low carb, il Made in Italy appare sempre più globale

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Non è soltanto una fiera alimentare. Tra i padiglioni di Rho, al debutto di TuttoFood 2026, in programma a Fiera Milano Rho dall'11 al 14 maggio nell'area Arepo (l'Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d'Origine), coordinata da Regione Lombardia, prende forma una fotografia molto precisa di come sta cambiando il rapporto tra industria, consumatori e identità gastronomica. Più che un semplice salone di settore, l’evento appare come una sorta di atlante geopolitico del cibo contemporaneo, dove convivono tensioni commerciali, ricerca del benessere, ossessione per le proteine e ritorno delle produzioni territoriali.

 

Milano vuole diventare punto di riferimento dell'agroalimentare

Milano così prova a diventare un punto di riferimento internazionale dell’agroalimentare, sfruttando il proprio doppio ruolo di capitale del lusso e piattaforma logistica del cibo europeo. Nei corridoi della fiera emerge con chiarezza quanto il Made in Italy sia ormai diventato un linguaggio globale, continuamente reinterpretato. La cucina italiana viene adattata, contaminata e riletta: dalla pizza reinterpretata da un maestro pizzaiolo polacco al panettone estivo trasformato in terreno di sfida per giovani lievitisti, fino al tonno in scatola che dialoga con avocado e lime o ai cocktail costruiti con arancia rossa siciliana e Prosecco. Intorno si muovono buyer del Nord Europa interessati ai prodotti “free from”, operatori americani attratti dai fermentati, delegazioni asiatiche alla ricerca di filiere mediterranee e osservatori dell’Est Europa che guardano alla cucina italiana anche come modello industriale.

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Un vero e proprio "supermercato del futuro"

La sensazione diffusa è che TuttoFood abbia come obiettivo quello di rappresentare il supermercato del futuro, con tutte le sue contraddizioni. Da una parte si rafforza il richiamo alle denominazioni territoriali: arancia rossa, aceto balsamico, marroni Igp e consorzi che costruiscono degustazioni condivise per valorizzare la provenienza. Dall’altra cresce il peso dei prodotti che modificano profondamente l’idea tradizionale di alimento: skyr vegetale, gnocchi keto con drastica riduzione dei carboidrati, dessert lactose free e albumi a lunga conservazione destinati al food service internazionale. Le due tendenze, però, non sembrano più in conflitto. Al contrario convivono e spesso si sostengono reciprocamente. La nostalgia del territorio diventa leva di marketing avanzato, mentre la tecnologia alimentare assume un volto sempre più rassicurante e quasi artigianale. Anche il linguaggio dei brand riflette questa trasformazione: da un lato il richiamo alla memoria familiare, dall’altro naming aggressivi e internazionali progettati per funzionare sui social prima ancora che a tavola.

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Eccellenze agroalimentari Dop e Igp: oltre 80 miliardi di valore in Europa

Le eccellenze agroalimentari Dop e Igp saranno protagoniste a Tuttofood. Le Indicazioni Geografiche generano oggi in Europa oltre 80 miliardi di euro di valore. In questo contesto l'Italia è leader sia per numero di prodotti certificati, con 891 riconoscimenti davanti a Francia (774) e Spagna (394), sia per valore economico, con un sistema che vale 20,7 miliardi di euro e un export di 12,3 miliardi.  All'interno di questo scenario, la Lombardia, prima regione agricola italiana, si conferma uno dei motori della Dop Economy europea. 

In programma conferenze, degustazioni e show

Per l’occasione è stato organizzato un ricco calendario di eventi dedicati alle Indicazioni Geografiche.Grazie alla collaborazione con Origin (associazione dei Consorzi di tutela DOP e IGP) e con la Federazione Italiana Cuochi, le regioni si alterneranno con conferenze, degustazioni e show cooking. Saranno presenti, tra le altre, Lombardia, Emilia-Romagna, Puglia, Piemonte, Veneto, Toscana, Liguria, Marche, Lazio e Valle d’Aosta, insieme a rappresentanze europee da Catalogna (Spagna), Tessaglia e Macedonia (Grecia). "Vogliamo portare questo modello oltre la dimensione fieristica e costruire un calendario europeo stabile di iniziative dedicate alle Indicazioni Geografiche, coinvolgendo territori, consorzi e ristorazione", ha dichiarato Beduschi.

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Il racconto dell'evoluzione delle abitudini alimentari

Il calendario degli eventi racconta il cambio d’epoca. Accanto ai convegni su sostenibilità e approvvigionamenti globali trovano spazio dj set, showcooking costruiti come programmi televisivi e contest dedicati agli under 30. Ma sotto questa superficie più pop si intravedono segnali economici molto concreti. Tra i fenomeni più osservati c’è il boom dei prodotti fermentati. Il kefir, in particolare, nel mercato italiano registra ritmi di crescita superiori al 50% annuo. Un dato che racconta l’evoluzione delle abitudini alimentari europee e la centralità crescente di microbiota, digestione, proteine e benessere misurabile. Allo stesso modo, la diffusione dei prodotti senza lattosio o low carb evidenzia un consumo sempre più frammentato. L’idea del consumatore medio sembra lasciare spazio a vere e proprie tribù nutrizionali, ciascuna con esigenze specifiche.

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Un evento a forte vocazione internazionale

Dentro la trasformazione del mondo del food, emerge anche un forte tema generazionale. Una delle immagini simbolo della manifestazione è quella dei quindici lievitisti under 30 arrivati da tutta Italia per una competizione dedicata al lievito madre. Un segnale che racconta il tentativo di evitare che il sapere artigianale si trasformi in semplice folklore. Perché oggi il cibo passa sempre di più attraverso dati, algoritmi, filiere, trend salutisti e social network, oltre che dalla capacità di costruire racconto. Ed è proprio per questo che TuttoFood 2026 finisce per trasformarsi in un osservatorio privilegiato sul futuro prossimo dell’alimentazione europea. Non a caso, con il 30% di espositori esteri, questo evento aumenta la sua vocazione all'internazionalizzazione. Su circa 5mila marchi presenti in Fiera, 1.500 provengono dall'estero, confermando le previsioni di Fiera di Parma (organizzatore dell'evento) di una crescita del 20% sul 2025. 

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Prenti espositori provenienti da 80 Paesi

Gli espositori - spiegano gli organizzatori in una nota - provengono da 80 Paesi e "saranno sicuramente uno dei punti di attenzione per i 100mila visitatori professionali già pre-accreditati" alla manifestazione che apre lunedì 11 maggio nel quartiere fieristico di Milano Rho Fiera. Ci sono anche diverse new entry, come Algeria, Corea del Sud, India, Libia, Paesi Baschi, Sri Lanka, Uzbekistan. Rimangono positive le conferme da Medio Oriente (in crescita rispetto all'anno scorso) e Africa (area Mena), con  un’unica defezione da Saudi Export a causa del conflitto bellico. Per l’area Latam, confermati espositori da Argentina, Cile, Cuba, Ecuador, Messico. Inoltre, tra i partner, ci saranno alcune sigle internazionali rappresentative delle più importanti filiere del food & beverage: Food&Drink Europe, Eda (European Dairy Association), Arepo (Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine), Aim (Association des Industries de Marque), Copa-Cogeca.

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