Lo speciale sulla Manovra finanziaria 2027
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Manovra 2027, le misure sulle pensioni: proroga bonus Giorgetti e stretta su rivalutazioni

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Nella Manovra, l'ultima della XIX legislatura, sono presenti diverse novità in tema di pensioni. Partendo dalle misure rinnovate, per chi sceglie di restare a lavoro oltre la soglia minima anagrafica e contributiva la Legge di bilancio prevede, all'articolo 54, la proroga anche per il 2027 del cosiddetto bonus Giorgetti (ex bonus Maroni) che permette ai lavoratori dipendenti di ricevere direttamente sullo stipendio, senza imposizioni fiscali, la quota di contributi previdenziali normalmente versata all’Inps.

Quello che devi sapere

Ape sociale confermata, serviranno 63 anni e 6 mesi

Tra le misure confermate per il prossimo anno spicca la proroga di Ape sociale, un sussidio di accompagnamento alla pensione anticipata rivolto a chi ha compiuto 63 anni e 6 mesi. Oltre ai requisiti anagrafici, l'accesso Ape è riservato a categorie specifiche di lavoratori: disoccupati, caregiver, persone con invalidità e lavoratori impegnati in mansioni gravose. Per il prossimo anno la Manovra stanzia 180 milioni di euro aggiuntivi e 370 milioni per il 2028. I finanziamenti proseguiranno anche negli anni successivi, fino al 2032. Resta il divieto di cumulare l'Ape sociale con redditi da lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro 5mila euro annui. 

 

Per approfondire: Manovra 2027, stretta su rivalutazione pensioni e cedolare solo su nuovi contratti

Stretta su rivalutazioni assegni alti

Sul fronte degli assegni più alti, con la manovra cambia inoltre la rivalutazione, cioè il meccanismo che adegua gli importi degli assegni all’andamento dell’inflazione dell’anno precedente. In base alle nuove regole, la Manovra prevede una rivalutazione piena al 100% solo per gli assegni pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo Inps (611,85 euro) che per il 2026 si attesta a 2.447,4 euro. Oltre tale soglia, scatta come sempre il taglio ma in modo più netto:

  • per i trattamenti tra 4 e 5 volte il minimo, 3.059,25 euro, la rivalutazione cala all'85%;
  • per i trattamenti tra 5 e 6 volte il minimo, soglia di 3.671,1 euro, rivalutazione al 53%;
  • per i trattamenti tra 6 e 8 volte il minimo, soglia di 4.894,8 euro, rivalutazione al 47%;
  • Per i trattamenti tra 8 e 10 volte il minimo, soglia di 6.118,5 euro, rivalutazione al 37%;
  • Per i trattamenti oltre 10 volte il minimo, rivalutazione al 32%

 

Per approfondire: Manovra, continua lo scontro su scuola e pensioni. Stretta sugli stipendi dei magistrati

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Da rivalutazione risparmi lordi per 14,2 miliardi in 10 anni

Con il ritorno ad un meccanismo di indicizzazione analogo a quello in vigore nel 2023, la relazione tecnica al provvedimento calcola risparmi lordi per 14,2 miliardi di euro in dieci anni, 8,5 miliardi al netto degli effetti fiscali. Limitando l'orizzonte temporale ai prossimi tre anni, il documento quantifica una minor spesa pensionistica di 1,476 miliardi l'anno lordi, 885 milioni al netto del fisco.

 

Per approfondire: Pensione, tagliata la rivalutazione di alcuni assegni: cosa cambia

Tfs, accrediti più rapidi e stop rate nel 2035

Cambiano poi tempi e metodi per il pagamento del Trattamento di fine servizio (Tfs), l'indennità di fine rapporto riconosciuta ai lavoratori dipendenti della Pubblica amministrazione che accedono alla pensione di vecchiaia. Dal 2028 l'attesa per chi matura il requisito scende da nove a sei mesi. Nel 2029 serviranno tre mesi per vedere riconosciuto il pagamento del proprio Tfs. Dal 2030, invece, per chi lascia il lavoro per sopraggiunti limiti d'età il trattamento di fine servizio scatterà al momento della cessazione. Nella "raod map" introdotta dal governo in manovra trova spazio inoltre l'innalzamento della soglia per poter richiedere il pagamento del Tfs in un'unica soluzione. Nel 2035 i dipendenti Pa riceveranno l'intero accredito al momento dell'uscita dal lavoro.

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Fondo pensioni da 850 milioni

Come si legge nel testo bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, nasce un fondo “per il supporto in uscita dal mercato del lavoro” da 850 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-29. L’obiettivo è quello di stanziare risorse per interventi a sostegno di “soggetti in difficoltà e con eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali”. 

Ipotesi Quota 100

Secondo la Lega provvedimento mira a favorire il superamento della legge Fornero. Dal Carroccio arriva infatti la proposta di utilizzare il fondo per dare vita ad una nuova Quota 100, la possibilità di andare in pensione con 64 anni di età anagrafica e 36 anni di contributi versati. La misura verrebbe estesa ai lavoratori che hanno versato contributi anche prima del 1996, al contrario di quanto previsto ora.

 

Per approfondire: Pensione anticipata a 64 anni, la proposta della Lega per la Manovra divide il governo

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