Fondi pensione e previdenza complementare, arriva l'erogazione frazionata: cosa cambia
EconomiaIntroduzione
Dal 31 ottobre gli iscritti ai fondi pensione che abbiano maturato i requisiti per la prestazione pensionistica potranno scegliere, in alternativa alla rendita vitalizia, di ricevere il montante accumulato attraverso un’erogazione frazionata. Il periodo verrà definito dall’interessato e non potrà comunque essere inferiore a cinque anni. Le nuove indicazioni sono state date dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), con la circolare del 22 ottobre 2026 n. 6616.
Quello che devi sapere
Come funziona l’erogazione frazionata
Prima di tutto, va sottolineato che l’erogazione frazionata permette a chi la sceglie di ricevere il montante pensionistico accumulato attraverso pagamenti distribuiti nel tempo, con due caratteristiche fondamentali:
- la durata viene stabilita dal beneficiario al momento della richiesta e non può essere inferiore a cinque anni;
- il periodo di erogazione non è collegato alla vita attesa residua del beneficiario, diversamente da quanto avviene per la rendita vitalizia.
L’erogazione frazionata, inoltre, si aggiunge alle alternative della rendita vitalizia introdotte dalla legge di Bilancio 2026 che prevede, come erogazioni pensionistiche anche la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili.
Per approfondire:
Pensioni, quasi un assegno per ogni occupato: i dati della Cgia
Erogazione frazionata non cumulabile con altre prestazioni
È poi importante ricordare che l'erogazione frazionata non è cumulabile con le altre prestazioni: chi aderisce deve quindi scegliere una delle modalità alternative alla rendita vitalizia e, una volta iniziata la liquidazione, la prestazione scelta non può essere revocata liberamente.
Ci sono però due possibilità:
- La conversione del montante residuo in rendita vitalizia, immediata oppure differita, se prevista, secondo le condizioni e i criteri indicati nella "Nota informativa".
- Il trasferimento del montante residuo a un’altra forma pensionistica, per beneficiare delle condizioni di rendita vitalizia offerte dalla forma pensionistica di destinazione.
Per approfondire:
Pensioni, assegni più bassi per chi lascia il lavoro dal 2027. Le simulazioni
Le limitazioni sul montante residuo
Durante l’erogazione delle nuove prestazioni pensionistiche sono poi previste limitazioni alle operazioni sul montante residuo. Questo vuol dire che l’aderente non può richiedere:
- anticipazioni;
- riscatti;
- trasferimenti ordinari;
- rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).
La circolare comunque sottolinea che è ammessa la variazione del comparto o del profilo di investimento, nel rispetto del periodo minimo di partecipazione previsto dallo statuto o dal regolamento.
Gli altri interventi
Va anche ricordato che l’introduzione dell’erogazione frazionata si inserisce in un quadro più ampio di interventi che interessano sia la fase di adesione alla previdenza complementare sia quella di liquidazione delle prestazioni. In particolare, dal 1° luglio 2026, per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione, è operativo il meccanismo di adesione automatica, anche se rimane la possibilità di effettuare una scelta diversa entro 60 giorni, con destinazione dei flussi contributivi a percorsi di investimento life cycle (cioè che modifica automaticamente la composizione del portafoglio in funzione dell'età dell'investitore, ndr).
Le altre novità
Sulla previdenza complementare, poi, si è mantenuto al 50% il limite massimo della prestazione erogabile in forma di capitale, superando l’ipotesi iniziale della Legge di bilancio 2026, che ne prevedeva l’innalzamento al 60%. È invece già aumentato, dal periodo d’imposta 2026, il limite annuo di deducibilità fiscale dei contributi versati alle forme pensionistiche complementari, che è di 5.300 euro. Dal 31 ottobre 2026 decorrerà, inoltre, la possibilità di trasferire il contributo datoriale in caso di passaggio a un’altra forma pensionistica complementare, una volta maturati almeno due anni di partecipazione.
Per approfondire:
Pensioni, Italia 41esima su 55 Paesi nel mondo: male la sostenibilità. Lo studio
I numeri delle pensioni in Italia
Intanto, In Italia, il numero dei lavoratori si avvicina a quello delle pensioni erogate. Nel 2025, secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, gli occupati erano 24,1 milioni, contro circa 23,2 milioni di pensioni: quasi un assegno per ogni lavoratore. Negli anni Ottanta il rapporto era invece di tre occupati per ogni pensione. A determinare il cambiamento sono soprattutto il calo delle nascite e l’allungamento della vita media, fattori che stanno trasformando la struttura demografica e pongono nuove sfide al mercato del lavoro e al sistema previdenziale. E la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi anni. L’invecchiamento della popolazione procede insieme a un ricambio generazionale non abbastanza ampio: chi raggiunge l’età pensionabile non viene sempre sostituito da un numero adeguato di nuovi lavoratori.
Per approfondire:
Bonus Natale 2026, a dicembre un contributo da 154,94 euro per i pensionati: a chi spetta