Il decreto sulla trasparenza salariale servirà a combattere il gender pay gap?
EconomiaTra gli obiettivi del provvedimento, che prevede il diritto a essere informati sulla retribuzione media percepita da chi svolge le stesse mansioni, c’è quello di combattere il divario retributivo tra uomini e donne. Secondo molti il problema dipende però in larga parte da questioni diverse dall’applicazione della legge. Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" dell’8 giugno
È ufficialmente entrato in vigore il decreto sulla trasparenza salariale, che prevede il diritto a essere informati sul livello retributivo medio percepito dai colleghi e dalle colleghe dello stesso ufficio o della stessa fabbrica, sia nel settore pubblico che privato. Tra gli obiettivi principali c’è quello di combattere il divario retributivo tra uomini e donne. Servirà davvero a diminuire il gender pay gap in Italia? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24, dell’8 giugno.
Cosa prevede la legge
Innanzitutto va detto che la legge, che recepisce la direttiva Ue 2023/970 in materia di parità retributiva, in realtà stabilisce soltanto il diritto di conoscere la retribuzione media di chi svolge compiti simili al proprio, non quindi dell’importo specifico corrisposto a tutti i colleghi, né come stipendio base né come bonus e altri emolumenti.
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Il divario salariale è un problema di accesso a ruoli apicali: il caso dei primari
In molti pensano che non sarà questo nuovo provvedimento a colmare il divario salariale di genere, che in larga parte dipende da questioni diverse dall’applicazione della legge. Si tratta più che altro di un problema di accesso alle professioni apicali. Se si guarda ad esempio alla sanità, dove i generi sono rappresentati più o meno ugualmente, i ruoli da primario sono occupati al 77% da uomini.
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Poche donne iscritte alle lauree più remunerative: l'esempio di ingegneria
Un’altra questione rilevante è che le lauree che tradizionalmente portano a stipendi più alti continuano a scontare una carenza di donne iscritte. Così è per ingegneria: nel 2024 le studentesse erano il 28,1% del totale. È sostanzialmente la stessa percentuale di 15 anni fa (26,7%).
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Gli obblighi informativi
Per le imprese con almeno 100 dipendenti scatta comunque l’obbligo di comunicare una volta all’anno i dati sugli stipendi dei dipendenti. Se emergeranno differenze retributive pari o superiori al 5%, il datore di lavoro dovrà giustificarle ed eventualmente correggere il tiro dopo essersi confrontato con sindacati e l’Ispettorato del Lavoro.