Assicurazione grandine, da polizze a clausole: cosa sapere per evitare rimborsi ridotti

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Eventi atmosferici come la grandine, che in questi giorni ha colpito diverse zone del Nord Italia, possono essere 'coperti' dalle polizze auto: tuttavia è necessario fare attenzione ad alcuni elementi, perché tra franchigie, scoperti, massimali e clausole, il rimborso può essere molto diverso da quello che ci si aspetta. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Quello che devi sapere

L’assicurazione obbligatoria e le altre opzionali

L'unica assicurazione che la legge impone ai proprietari di un'auto è la RC Auto, che tutela esclusivamente dai danni causati a terzi. Tutte le altre garanzie sono opzionali e possono essere sottoscritte liberamente, anche in una data successiva rispetto alla polizza obbligatoria e presso una compagnia diversa. Tra queste rientrano la copertura contro la grandine, le garanzie per gli eventi atmosferici, furto e incendio, la polizza cristalli e la Kasko. Contrariamente a quanto creduto da molti, la Kasko non risarcisce automaticamente i danni provocati dalla grandine. Per ottenere un indennizzo è necessario acquistare una garanzia specifica, che può essere proposta come copertura autonoma oppure inserita all'interno di pacchetti assicurativi più ampi dedicati agli eventi naturali, agli atti vandalici o ad altre tutele accessorie.

 

Per approfondire: Danni da grandine all'auto: cosa copre l'assicurazione e quanto costa la riparazione

Cosa comprende la garanzia eventi atmosferici

  • La copertura dedicata agli eventi atmosferici protegge il veicolo dai danni causati non solo dalla grandine, ma anche da fenomeni come tempeste, trombe d'aria, uragani, nubifragi, bufere, alluvioni, inondazioni, frane, valanghe e slavine. L'importo riconosciuto dall'assicurazione viene calcolato sul valore commerciale dell'auto al momento del sinistro, dal quale vengono però sottratte le eventuali franchigie e gli scoperti previsti dal contratto.

 

  • Per i vetri dell'auto esiste invece una garanzia separata, la polizza cristalli, che copre parabrezza, lunotto e finestrini. Anche questa può essere stipulata in qualsiasi momento e con una compagnia differente rispetto a quella della RC Auto. Generalmente il costo annuale oscilla tra 50 e 90 euro, ma molte compagnie limitano il numero di interventi rimborsabili oppure fissano un tetto massimo di spesa nel corso dell'anno assicurativo.

 

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Le clausole che incidono sull'indennizzo

  • La presenza della copertura non garantisce automaticamente il rimborso integrale del danno. Ogni compagnia è libera di stabilire premi assicurativi e condizioni contrattuali, inserendo clausole che possono ridurre sensibilmente l'importo riconosciuto all'assicurato. Tra gli elementi più importanti figurano la franchigia, cioè la quota fissa che rimane a carico del cliente, lo scoperto, espresso in percentuale sul danno, e il massimale, cioè il limite massimo entro il quale la compagnia liquida il sinistro.

 

  • Alcuni contratti prevedono inoltre un numero massimo di eventi risarcibili nell'arco dell'annualità assicurativa: esaurita questa soglia, gli eventuali danni successivi non vengono più indennizzati. È frequente anche la cosiddetta clausola del "maggiore tra i due", che combina franchigia e scoperto. 

Differenze tra compagnie e limiti territoriali

Le condizioni possono cambiare sensibilmente anche in base all'area geografica. Nei territori maggiormente esposti alle grandinate il premio assicurativo tende ad aumentare, mentre possono crescere le penali o ridursi i massimali previsti dalla polizza. Alcune compagnie applicano inoltre il cosiddetto degrado dei ricambi sulle vetture meno recenti: il risarcimento viene calcolato considerando l'usura del componente danneggiato, per cui l'importo liquidato può risultare inferiore al costo necessario per acquistare un pezzo nuovo. Esistono poi contratti che limitano la validità della copertura ai sinistri verificatisi nella provincia di residenza dell'assicurato. Se il danno si verificasse altrove, il rimborso potrebbe non essere riconosciuto. Prima dell'attivazione della garanzia, soprattutto per i veicoli usati, molte compagnie richiedono inoltre fotografie dell'auto per accertare l'assenza di danni preesistenti.

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Quando viene riconosciuto il risarcimento

La semplice denuncia del proprietario non è sufficiente per ottenere l'indennizzo. L'evento meteorologico deve risultare certificato da un bollettino emesso da un organismo ufficiale e deve essere stato riscontrato anche da altri automobilisti nella stessa zona. Per questo motivo è fondamentale documentare tempestivamente i danni con fotografie e conservare ogni elemento utile alla pratica. Le allerte meteo diffuse dalle Regioni hanno invece una funzione preventiva: vengono emesse dal sistema di Protezione civile per informare cittadini e Comuni del rischio di fenomeni intensi e consentire l'adozione di misure di autoprotezione, come parcheggiare l'auto al coperto o evitare la sosta sotto gli alberi e strutture pericolanti.

Alberi caduti e responsabilità

Quando un albero cade su un'automobile, il risarcimento non dipende dalla polizza grandine ma dalle regole previste dall'articolo 2051 del Codice civile. In linea generale, l'ente proprietario dell'area è responsabile come custode del bene, salvo dimostrare che il danno sia stato provocato da un evento eccezionale e imprevedibile. La giurisprudenza della Cassazione ha però chiarito che un'allerta meteo non basta, da sola, a escludere la responsabilità dell'ente se l'albero risultava malato o privo della necessaria manutenzione. Al tempo stesso, l'avviso preventivo può incidere sulla valutazione del comportamento dell'automobilista qualora abbia lasciato il veicolo parcheggiato in una situazione evidentemente rischiosa.

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Attenzione alle condizioni per le riparazioni

Anche le modalità di ripristino possono influire sull'importo riconosciuto dalla compagnia. Alcuni assicuratori rimborsano integralmente, o quasi, gli interventi effettuati presso centri convenzionati specializzati nella tecnica levabolli, che elimina le ammaccature senza riverniciare la carrozzeria. Chi sceglie invece una riparazione tradizionale potrebbe vedersi applicare penalizzazioni economiche previste dal contratto. Per quanto riguarda i cristalli, le piccole scheggiature possono spesso essere riparate con resine specifiche, mentre in presenza di crepe estese o vetri completamente danneggiati diventa necessaria la sostituzione.

Quanto si spende per riparare un'auto grandinata

I costi variano notevolmente in funzione del numero di ammaccature, del modello della vettura, dei componenti coinvolti e dell'officina scelta. In linea generale, una riparazione può partire da circa 400 euro e superare anche i 5 mila euro nei casi più complessi. Prima di autorizzare i lavori è quindi consigliabile richiedere più preventivi.

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Quando conviene stipularla

La polizza grandine rappresenta una tutela particolarmente utile per chi possiede un'auto recente o di valore medio-alto e vive in territori dove gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti. Prima della sottoscrizione è però indispensabile leggere con attenzione tutte le condizioni contrattuali, valutando franchigie, scoperti, massimali, limiti territoriali e modalità di riparazione, perché proprio questi elementi determinano quanto l'assicurazione rimborserà realmente in caso di danno.

 

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