"Legge beneficenza", aziende e influencer dovranno essere più trasparenti sulle donazioni

Economia

I nuovi obblighi scattano da oggi, 21 luglio. In particolare, è fatto obbligo ad aziende, professionisti ed influencer  indicare in maniera chiara ed evidente quale quota del prezzo del prodotto che viene sponsorizzato va a finire realmente in beneficenza. Ma non solo

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Scatta da oggi, 21 luglio per aziende, professionisti ed influencer che promuovono iniziative benefiche, la cosiddetta "Legge beneficenza", che prevede nuovi obblighi di trasparenza a tutela dei consumatori. La norma era conosciuta inzialmente in parlamento come “ddl Ferragni”, dal momento che regola il comportamento in questo settore dopo il caso mediatico dei pandori Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi, creatosi tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

Le novità a partire da oggi

Ci sono dunque novità in merito e regole da rispettare, a partire dalle informazioni destinate ai consumatori. La più importante è che aziende, professionisti ed influencer devono indicare in maniera chiara ed evidente quale quota del prezzo del prodotto che viene sponsorizzato va a finire realmente in beneficenza. Non saranno più accettate formule non precise del titpo "una parte del ricavato andrà a sostegno" della tal associazione. Servirà segnalare in maniera chiara quale sia l’organizzazione interessata, di cosa si occupa e, come detto, quale cifra esatta percepisce. In sostanza, va dichiarato ai consumatori quanta parte del prezzo di vendita del prodotto o servizio è destinata in beneficenza. Il tutto attraverso la segnalazione di una percentuale o dell’importo nel dettaglio. Tutte queste informazioni devono essere ben visibili nelle pubblicità o nei contenuti sponsorizzati sui social network, ma anche sul cartellino o sulla confezione del prodotto pubblicizzato o, ancora, all'interno dei materiali informativi presenti nei punti vendita.  Ma non è tutto, perchè i soggetti interessati sono obbligati a comunicare all’Antitrust il contenuto e le modalità della campagna di promozione con un minimo di 15 giorni prima che questa venga realmente proposta al pubblico. Occorre dichiarare espressamente anche il termine entro cui verrà erogata la donazione all’ente benefico con l'obbligo, entro tre mesi da questa data, di produrre la prova dell'effettivo pagamento.

Le sanzioni

Chi non rispetta tali norme può incorrere in sanzioni che partono dai 5mila e arrivano fino ai 50mila euro, decise sulla scorta del prezzo di vendita e della quantità venduta, dunque in generale sulla base della portata dell’iniziativa. Sarà direttamente l'Agcom a dar notizia della sanzione avendo anche facoltà di obbligare l'ente o la persona sanzionata a darne notizia tramite il proprio sito o i propri canali social. Il mancato rispetto di quest’obbligo potrebbe far scattare un’ulteriore sanzione. 

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