Rinnovo contratto enti locali, nella bozza fino a 154 euro di aumento di retribuzione
EconomiaIntroduzione
Si va verso l'accordo finale per il rinnovo del contratto di lavoro per il triennio 2025-27 degli enti locali, settore che occupa più di 400mila dipendenti. L'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) e i sindacati stanno lavorando a un'intesa che potrebbe essere raggiunta nella giornata di oggi, 21 luglio, e che prevede aumenti a regime tra i 118 euro per gli operatori e i 154 euro per le elevate professionalità. Nel testo anche regole sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale, sulle progressioni economiche all'interno delle aree, sugli incarichi di elevata qualificazione, le ferie e i riposi solidali e l'orario di lavoro flessibile. Ecco cosa sappiamo.
Quello che devi sapere
Gli aumenti di retribuzione
Per quanto riguarda il tema delle retribuzioni, gli aumenti tabellari previsti nel testo, per il periodo a regime a partire da gennaio 2027, vanno dai 108,95 euro per gli operatori (ai quali si aggiungono 9,74 euro di aumento dell'indennità di comparto) per arrivare a 118,69 euro ai 138,52 per le elevate professionalità (ai quali si aggiungono 15,61 euro di crescita dell'indennità di comparto, arrivando quindi nel complesso a 154,13 euro). Per gli operatori esperti gli aumenti a regime nel 2027 saranno invece nel complesso per le due voci di 125,35 euro, mentre per gli istruttori l'aumento sarà di 141,40 euro, sempre contando le due voci.
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La retribuzione degli incarichi di elevata qualificazione
Il contratto disciplina poi gli incarichi di elevata qualificazione, chiarendo che l''importo della retribuzione di posizione varia da un minimo di 5mila euro a un massimo di 22mila euro lordi, per tredici mensilità, sulla base della graduazione di ciascuna posizione. Nel caso di mancanza di funzionari e di personale di elevata qualificazione l'importo della retribuzione di posizione varia da un minimo di 3mila a un massimo di 9.500 euro annui, sempre in cifra lorda e sempre per tredici mensilità.
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La retribuzione di risultato
Alla retribuzione di posizione si aggiunge comunque quella di risultato. Sono gli enti, secondo il testo, che definiscono i criteri per la determinazione e per l'erogazione annuale della retribuzione di risultato degli incarichi di elevata qualificazione, destinando a questa voce retributiva una quota non inferiore al 15% delle risorse complessivamente finalizzate alla erogazione della retribuzione di posizione e di risultato di tutti gli incarichi previsti dal proprio ordinamento.
Incarichi di elevata qualificazione per non più di 3 anni
Si prevede inoltre che gli incarichi di elevata qualificazione, previa determinazione di criteri generali da parte degli enti, sono conferiti dai dirigenti per un periodo massimo non superiore a 3 anni con atto scritto e motivato e possono essere rinnovati anche con procedure semplificate.
Orari di lavoro più flessibili: quando sarà possibile
Nella bozza di accordo è prevista anche la possibilità di avere un orario di lavoro più flessibile di adesso, con fasce temporali flessibili sia in entrata che in uscita. Altre forme ancora più personalizzabili sono possibili per il personale che beneficia delle tutele connesse alla maternità o che sia portatore di handicap o che assiste familiari in questa situazione, oltre che coloro che sono "residenti o domiciliati in località distanti dalla sede di servizio, o mal collegate, per i quali i tempi di percorrenza risultino particolarmente gravosi".
La programmazione plurisettimanale dell’orario di lavoro
E ancora, sempre nell’ottica di un bilanciamento tra lavoro e vita privata, si è inserita nel testo anche la possibilità di “programmazione plurisettimanale dell'orario di lavoro ordinario, in relazione a prevedibili esigenze di servizio di determinati uffici e servizi, anche in corrispondenza di variazioni di intensità dell'attività lavorativa, nonché in relazione alle esigenze di conciliazione vita-lavoro, eventualmente individuate in sede di contrattazione collettiva integrativa con particolare riferimento ai genitori con figli in età scolastica, oppure a chi svolge un ruolo di caregiver - comunque compatibili con le esigenze di servizio".
Le norme sull’utilizzo dell’IA
Un capitolo a sé è dedicato alle norme sull'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale, con regole sull'informativa per l'uso della nuova tecnologia che dovrà riguardare le finalità del sistema, gli ambiti di utilizzo, le tipologie di dati trattati e le possibili ricadute sull'organizzazione del lavoro, sulla tipologia di attività da svolgere, sull'intensità dell'impegno richiesto al lavoratore, sulla salute e sicurezza e sulla valutazione della performance. In ogni caso, si precisa come principio generale, l'utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale comunque "non potrà dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un appropriato e congruo intervento umano".
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