Busta paga, adesso c'è l'obbligo di indicare codice del CCNL. Cos'è e cosa cambia

Economia
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Introduzione

La busta paga di maggio per i lavoratori dipendenti ha visto debuttare una nuova voce: è scattato l’obbligo di inserire il codice alfanumerico unico del CCNL di riferimento per le mansioni svolte. È una misura a tutela dei lavoratori, perché consente di verificare con facilità se il trattamento economico applicato è quello previsto dalla contrattazione collettiva. Ecco cosa cambia.

Quello che devi sapere

Il codice identificativo del CCNL da indicare in busta paga

La novità è stata introdotta dall’ultimo intervento del governo di Giorgia Meloni in tema di lavoro, cioè il cosiddetto Decreto Primo Maggio (decreto-legge n.62 dello scorso 30 aprile, entrato poi in vigore a partire proprio dal 1° maggio). L’articolo di riferimento è l’undicesimo – “Obblighi di informazione” – inserito nel capo dedicato alle “disposizioni in tema di salario giusto”.

 

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Dove deve essere inserito il codice

Il nuovo codice deve obbligatoriamente comparire non solo nel prospetto paga, ma anche nelle informazioni che il lavoratore riceve quando viene assunto dal datore e nei flussi informativi che vengono utilizzati dagli enti a cui spettano il controllo e il monitoraggio del mondo del lavoro. Solo il suo ingresso in busta paga è però una novità, perché già dal 2020 il codice va indicato negli altri casi menzionati (così come nelle denunce di infortunio e di malattia professionale per l’INAIL).

 

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Il monitoraggio e il controllo

Nello specifico, la legge prevede infatti che il codice alfanumerico unico relativo al contratto collettivo nazionale di lavoro applicato, indicato “nelle comunicazioni obbligatorie e nei flussi informativi previdenziali”, verrà utilizzato anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dall'Ispettorato nazionale del lavoro, dall'INPS, dal CNEL e dagli altri enti competenti, nell'ambito delle  rispettive attribuzioni, “anche mediante interoperabilità delle banche dati disponibili, ai fini del monitoraggio dell'effettiva applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e dell'individuazione di eventuali scostamenti dei trattamenti economici e normativi”. I risultati del monitoraggio, si legge al comma 4 dell’articolo 11, sono utilizzati “per la programmazione dell'attività di vigilanza, per l'analisi dei fenomeni di dumping contrattuale e retributivo e, nei casi previsti dalla legge, per la verifica dei presupposti per l'accesso a benefici normativi, contributivi o economici comunque denominati”. I datori che non rispettano i trattamenti previsti dai CCNL rischiano dunque di perdere anche i vantaggi fiscali pubblici.

 

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Una misura per la trasparenza e contro i “contratti-pirata”

Come ha fatto notare anche la Cgil, l’introduzione del codice in busta paga non è un “dettaglio formale”, perché è dal CCNL che dipendono “salario, livello di inquadramento, maggiorazioni, tredicesima, quattordicesima quando prevista, ferie, permessi, malattia, maternità e paternità, TFR e contributi”. Si vuole quindi combattere anche la diffusione dei cosiddetti “contratti-pirata”, cioè quelli che non sono stati sottoscritti dalle sigle sindacali che sono realmente rappresentative dei lavoratori.

 

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I rinnovi contrattuali

Attraverso il codice sarà anche possibile verificare se sono stati effettivamente applicate le maggiorazioni di stipendio dovute ai rinnovi contrattuali per ciascun settore di riferimento, come può essere quello della metalmeccanica, del commercio, dell’edilizia e così via. 

Dove si trova il codice nel cedolino della busta paga

Il nuovo codice alfanumerico, spiega sempre la Cgil, dovrebbe essere facilmente individuabile, vicino a voci come “contratto applicato”, “CCNL”, “codice contratto” o “codice CNEL”. 

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Cosa succede se non si trova il codice in busta paga

Se, dalla busta paga di maggio in poi, il codice non è ancora stato inserito, si tratta di una mancanza del datore di lavoro. Il Decreto Primo Maggio non prevede però un sistema di sanzioni automatico, anche perché non è detto che se manchi il codice il trattamento retributivo sia per forza errato. Si attiveranno comunque i meccanismi di controlli e di vigilanza.

 

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