Lavoro, Italia penultima in Europa per occupati under 30: i dati Eurostat

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Mentre il governo si appresta a emanare il "decreto Primo Maggio" che dovrebbe contenere una riedizione del bonus per i giovani, emerge inoltre che nel nostro Paese gli imprenditori under 30, ovvero i lavoratori autonomi con età compresa tra i 20 e i 29 anni, sono circa 420mila, l'8% dell'intera categoria.

Quello che devi sapere

Il confronto con gli altri Paesi europei

Nel 2025, secondo gli ultimi dati Eurostat, in Unione europea c'erano 2,06 milioni d'imprenditori con età compresa tra i 20 e i 29 anni. Tra gli Stati membri l'Italia si piazzava quindicesima, più o meno a metà classifica, con una media in linea con quella europea (7,9%). Agli estremi della classifica si trovavano la Slovacchia (12,2%) e l'Irlanda (5,1%).

 

Per approfondire: Dagli stipendi ai bonus assunzioni, possibili misure del “decreto Primo Maggio” sul lavoro

I dati sull’occupazione giovanile in Europa

Generalmente, lo scorso anno il tasso occupazionale dei Paesi europei tra 20 e 29 anni era al 65,6%, più 6,3 punti percentuali rispetto al 2015. In questa classifica, con il 47,6% l'Italia occupava addirittura il penultimo posto, prima soltanto della Bosnia. I primi della classe erano invece i Paesi Bassi (84,0%) e Malta (82,1%).

 

Per approfondire: Bonus giovani, sgravi contributivi al 100% fino al 30 aprile: come funziona e cosa cambia

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I dati Istat e gli squilibri generazionali

Anche l'Istat conferma i problemi nazionali sul fronte lavorativo. Nel corso di un ventennio, gli occupati tra i 15 e i 34 anni sono scesi da 7,3 a 5,2 milioni. In parallelo, il numero dei lavoratori over 50 è più che raddoppiato. Si lavora sempre di più, l'accesso alle pensioni è sempre più complesso e per i giovani ci sono sempre meno posizioni attive. Il lavoro è quindi una criticità che tocca tutti. Se da un lato, sempre secondo Eurostat, il tasso di occupazione nell'ultimo anno è salito dello 0,3% (toccando il 62,5%), dall’altro, però, si tratta però del valore più basso di tutta Europa, inferiore di 8,5 punti rispetto alla media.

Gli esempi di successo

A dispetto dei numeri, l'Italia può comunque vantare notevoli esempi di imprenditoria giovanile, in passato come adesso. Nel 1978, all'età di 23 anni, Renzo Rosso fondò il marchio d'abbigliamento Diesel per poi costituire la holding Only The Brave (Otb), il cui fatturato ha toccato 1,7 miliardi di euro nel 2025. Sempre a 23 anni, Giovanni Rana aprì un piccolo laboratorio per la produzione di pasta fresca. Due anni dopo partì produzione industriale che lo consacrò tra i leader mondiali del settore. Ma esistono anche casi più recenti, come quello di Luca Ferrari, ceo di Bending Spoons (azienda sviluppatrice di applicazioni per dispositivi mobili), che all'epoca della fondazione aveva 28 anni.

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Le difficoltà delle start-up

Eccezioni a parte, avviare una start-up in Italia non è un'impresa facile. Lo dimostra l'Osservatorio Startup Innovative di Cribis: nel 2025 sono state 11.090 le start-up innovative (imprese con residenza, sede produttiva o filiale in Italia create da non più di cinque anni) in attività, il 4,2% in meno rispetto al 2024.

Le misure del governo

Per stimolare l'imprenditoria e in generale il lavoro giovanile, nel "decreto Primo Maggio" dovrebbero essere presenti una serie di misure. Secondo quanto trapela, il provvedimento dovrebbe includere un pacchetto articolato di interventi per sostenere lavoro e redditi: tra questi, la stabilizzazione del bonus per le assunzioni degli under 35 con sgravi contributivi per le imprese, nuove agevolazioni per l’occupazione femminile e possibili misure per i rider e i lavoratori delle piattaforme digitali. Il provvedimento punterebbe anche a rafforzare la sicurezza sul lavoro e ad ampliare le tutele contro sfruttamento e caporalato, oltre a introdurre strumenti per contrastare il caro vita, come l’estensione dei minimi salariali dei contratti più diffusi per garantire un “salario giusto”. Non mancherebbero interventi indiretti sugli stipendi, attraverso leve fiscali e contributive, con l’obiettivo di aumentare il potere d’acquisto e incentivare l’occupazione.

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Il bonus giovani

Il bonus giovani, valido per ora fino al 30 aprile, è stato finora uno degli strumenti principali per incentivare l’occupazione stabile degli under 35: prevede uno sgravio contributivo per i datori di lavoro che assumono o trasformano contratti a tempo indeterminato. L’agevolazione, legata al rispetto di specifici requisiti e alle modalità di presentazione delle domande tramite le procedure dedicate, punta a favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e a sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro

 

Per approfondire: Assunzioni, si riducono i bonus giovani e Mezzogiorno: cosa cambia

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