Dagli stipendi ai bonus assunzioni, possibili misure del “decreto Primo Maggio” sul lavoro
EconomiaIntroduzione
Si sta avvicinando sempre più la Festa dei lavoratori e, in questa occasione, il governo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando a un decreto che conterrà diverse misure di contrasto al lavoro povero e di sostegno per le famiglie. Sono diverse le ipotesi circolate finora su quanto sarà inserito nel testo, a partire dal cosiddetto “salario giusto”: secondo il ministero del Lavoro “il provvedimento legislativo darà un'ulteriore risposta alle aspettative e alle esigenze dei lavoratori e delle imprese e conterrà norme efficaci per garantire un 'salario giusto' ai lavoratori”.
Quello che devi sapere
La crisi internazionale e il lavoro
Dietro la volontà di un intervento legislativo del governo, con un provvedimento d'urgenza, ci sono le necessità derivate dal contesto di crisi internazionale, che espone il mondo del lavoro a uno "stress" che, come detto da fonti del ministero del Lavoro, "il governo deve e vuole prevenire e affrontare con determinazione, all'interno di una visione strutturale che punta a rendere il lavoro sempre più dignitoso e remunerativo”.
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Bonus under 35 strutturale
Al centro del decreto dovrebbero esserci giovani e donne: uno dei primi obiettivi del provvedimento è infatti quello di rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under 35. L'agevolazione è già attiva dal 2025 ed è stata rinnovata nel decreto Milleproroghe, ma con un piccolo stanziamento e solamente per 4 mesi, dunque in scadenza a fine aprile: la nuova norma permetterebbe dunque di dare continuità alla misura, volta ad abbattere, nel caso di contratti a tempo indeterminato, i costi dei contributi che le aziende devono versare ai neoassunti.
In cosa consiste la misura
Oggi i requisiti per rientrare nella misura sono non aver ancora compiuto 35 anni e non aver mai avuto, in precedenza, un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il bonus in vigore consiste in uno sgravio contributivo per l'azienda del 100%, se l'assunzione genera un incremento occupazionale netto (cioè il numero totale dei dipendenti deve aumentare rispetto alla media dell'anno precedente); è invece del 70% se il numero complessivo dei dipendenti non aumenta. L’importo massimo varia sul territorio nazionale: di base è infatti di 500 euro mensili, ma sale a 650 euro al mese per le assunzioni effettuate presso una sede nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.
Agevolazioni per il lavoro femminile
Oltre alla stabilizzazione del bonus per gli under 35, l’altro intervento strutturale dovrebbe riguardare le donne. Nel decreto Milleproroghe infatti le agevolazioni per il lavoro femminile erano state prorogate più a lungo, fino al 31 dicembre di quest'anno, ma la volontà del governo di coinvolgere le donne andrà molto probabilmente oltre: Giorgia Meloni infatti ne ha fatto un cenno esplicito nel suo intervento in Parlamento, indicando la crescita dell'occupazione femminile e l'allineamento dell'Italia alla media europea come una delle priorità.
Possibile un intervento sui rider?
Inoltre, secondo quanto trapelato da fonti del ministero del Lavoro, non è escluso che il decreto possa contenere anche un intervento sul tema dei rider: si tratta infatti di uno dei lavori in assoluto più poveri, pagato tra i 2 e i 4 euro a consegna, e proprio per questo finito sotto inchiesta della magistratura.
Il tema dell’inflazione
E ancora, una parte del provvedimento dovrebbe essere dedicata alla sicurezza sui posti di lavoro. Spazio anche a una maggiore estensione delle tutele in favore delle famiglie, dei lavoratori delle piattaforme digitali e a un sempre più incisivo contrasto ai fenomeni di sfruttamento e caporalato. Inoltre altre misure saranno destinate a dare una risposta più forte alle categorie maggiormente esposte al tema del "carovita", e fra queste misure rientreranno - come detto - quelle dirette a garantire un "salario giusto" che punteranno ad estendere a tutti i lavoratori i minimi dei contratti nazionali più applicati.
Il taglio del cuneo fiscale
Il decreto, inoltre, dovrebbe confermare il taglio del cuneo fiscale già arrivato nei mesi scorsi. Si tratta di una decurtazione dei contributi a carico dei lavoratori, che si traduce quindi in un aumento dello stipendio netto che si riceve: l’effetto di questa misura è più rilevante per chi ha un salario più basso, andando via via a decrescere per chi invece ha un lordo più alto.
La rappresentanza sindacale
Infine secondo quanto trapelato finora il “decreto Primo Maggio” al quale si lavora dovrebbe affrontare anche il tema - sensibile per i sindacati - della rappresentanza, tuttavia appare probabile che il testo contenga solamente dei punti di principio: per una statuizione più organica della materia il Ministero aspetterà che il confronto fra le parti sociali arrivi a un accordo su questo tema.
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