Introduzione
Il carovita rischia di cambiare ancora una volta “il volto della povertà”, tra l’aumento del prezzo dei beni di prima necessità, come gli alimentari, e il costo delle bollette. Parla di “nuove povertà invisibili, spesso difficili da intercettare perché non corrispondono all’immagine tradizionale del bisogno” l’Osservatorio di Antoniano sulla povertà in Italia.
Dai dati consuntivi 2025, raccolti con la rete solidale di Operazione Pane, emerge come lo scorso anno i nuclei assistiti dalla rete siano cresciuti del 4% rispetto al 2024. All’interno dei “nuclei” a cui fa riferimento l’Osservatorio, le famiglie sono aumentate del 23%, le mamme del 13%: “Un segnale che la fragilità economica è sempre più un elemento strutturale che colpisce anche contesti precedentemente stabili”. I pasti giornalieri distribuiti da Antoniano sono così aumentati del 10% in un anno.
Quello che devi sapere
Il costo del cibo corre più dell’inflazione
I dati diffusi dall’Osservatorio di Antoniano, operativo soprattutto a Bologna e dintorni, arrivano mentre la guerra in Medio Oriente rischia di peggiorare ulteriormente il quadro che risulta dai dati del 2025. A fronte di una inflazione media del +1,5%, i prezzi dei generi alimentari registrano una crescita più marcata, pari al +2,5%, rispetto allo stesso periodo del 2025, fa notare il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso.
Ti potrebbe interessare anche: Uova a Pasqua, gli italiani notano che sono più piccole e a prezzi maggiori
Allarme rincari per Pasqua
Si guarda quindi con apprensione alle imminenti vacanze di Pasqua, che cade domenica 4 aprile. "Al di là dei dati di febbraio il vero allarme riguarda l'andamento dei prezzi negli ultimi giorni: i rincari dei carburanti e la grave crisi in atto si stanno riversando sui listini al dettaglio in molteplici comparti e rischiano di rendere particolarmente 'salata' la Pasqua degli italiani, rendendo più costosi spostamenti in auto, viaggi, consumi alimentari", continua Melluso.
Ti potrebbe interessare anche: Caro voli a Pasqua, come risparmiare? I consigli
Istat, a febbraio carrello della spesa a +2%
Appena prima che scoppiasse la guerra, di mese in mese il carrello della spesa diventava comunque sempre più caro. A febbraio, fa sapere l’Istat, i prezzi dei beni alimentari (insieme a quelli per la cura della casa e della persona accelerano) sono passati da +1,9% a +2,0%.
Per approfondire: Carburanti e gas alle stelle, 10 consigli per contenere i rincari
A trainare i rincari sono i prodotti alimentari freschi
A trainare gli aumenti della spesa per il cibo sono soprattutto i prodotti freschi: frutta, verdura, carne, pesce, latte fresco e, in generale, tutti quelli che non subiscono trasformazioni industriali rilevanti e che costituiscono la base della dieta mediterranea. I dati diffusi dall’Istat lo scorso 4 marzo parlavano di rincari del 3,6% per questi prodotti.
Il perché dei rialzi
Questa categoria di prodotti è più esposta di altre ai rincari per una serie di motivi che si concatenano tra loro. Tra questi ci sono ad esempio gli alti costi per la produzione agricola, tra mangimi, fertilizzanti e il carburante necessario per i trasporti (elementi, gli ultimi due, che rischiano di aggravarsi ulteriormente con il conflitto in Iran e nel Golfo). Poi c’è la logistica, perché i prodotti deperibili devono essere mantenuti costantemente al freddo, oltre che essere distribuiti rapidamente per non rischiare di doverli buttare via. A tutto questo si aggiungono i cambiamenti climatici, che – tra eventi meteo estremi e una modifica strutturale dell’ecosistema – per alcuni prodotti si sono tradotti in un’offerta meno ampia e quindi in costi maggiori.
Allarme rincari per le uova: +27% in un anno
Per tornare al periodo pasquale, la Commissione Unica Nazionale (Cun) evidenzia come i listini delle uova da consumo, tra gli ingredienti più gettonati del momento, segnano una crescita rispetto a inizio gennaio 2025 del +27% per le uova da allevamento a terra (categoria L) e del +23% per le uova in gabbia (categoria L). Anche qui, al di là dell’inflazione generale, le cause sono molteplici. La principale è l’ondata di influenza aviaria che ha colpito il mercato europeo lo scorso anno, portando a una forte diminuzione dell’offerta. Eppure, la domanda è in crescente, con un incremento dei consumi del 7% nel 2025, fa notare Unaitalia (Associazione di categoria che tutela e promuove le filiere agroalimentari italiane delle carni e delle uova).
Per approfondire: Bollette, per famiglie italiane possibili rincari da 9,3 miliardi. Le città più a rischio