Intelligenza artificiale sostenibile e tecnologie indossabili, ecco le sfide del 2026
EconomiaIntroduzione
Intelligenza artificiale al banco di prova, tecnologie indossabili che puntano a sostituire lo smartphone, il quantum computing e la verifica dell'età per i minori sui social. Sono alcuni trend previsti dagli esperti per il 2026. Vediamoli nel dettaglio.
Quello che devi sapere
Un sistema sempre più integrato
Il 2026 "sarà l'anno in cui entreranno in maturazione e accelereranno alcune evoluzioni che stiamo osservando", spiega all'Ansa Valeria Portale, direttrice del Center for Digital Envisioning del Politecnico di Milano. "Il digitale si muoverà sempre meno per tecnologie isolate e sempre più come sistema integrato in cui infrastrutture, software e dati evolvono in modo sinergico", aggiunge. Ecco i principali cambiamenti prospettati dagli esperti.
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Per l'Ia è il momento della verità
Dopo l'hype degli ultimi tre anni, per l'Intelligenza artificiale potrebbe essere il momento della verità. L'attenzione, infatti, si sposterà dalle capacità generative alla sostenibilità economica e ambientale, con investimenti che, secondo la società di analisi Gartner, toccheranno i 2 trilioni di dollari. Le aziende pretenderanno un ritorno concreto per scongiurare il rischio di bolla finanziaria.
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Il rischio bolla
Come osserva infatti il tecnologo americano Casey Newton, l'interesse si sposterà dalle mere capacità dell'Intelligenza artificiale alla sostenibilità economica e pratica degli strumenti generativi che sono anche energivori. Le aziende, come detto, inizieranno a chiedere un ritorno sugli investimenti, tanto da far temere un rischio bolla. In tale quadro si attende la mossa di Apple, che cerca di recuperare terreno sulle concorrenti OpenAI e Google.
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Il tramonto dello smartphone tradizionale
Il 2026 potrebbe anche sancire l'inizio del tramonto dello smartphone come interfaccia dominante, grazie al consolidamento delle tecnologie indossabili. Dispositivi come i nuovi occhiali smart di Meta capaci di integrare informazioni visive e comandi gestuali spingeranno verso un'interazione sempre più immediata. Tali occhiali sono dotati di un piccolo schermo che consente di vedere notifiche, mappe, traduzioni senza dover estrarre il telefono dalla tasca. E con l'ausilio di un bracciale sfrutta le neurotecnologie per tradurre i gesti in comandi. È il primo vero passo verso la sostituzione dello smartphone come interfaccia, una mossa che costringerà diversi big del settore a ripensare i loro gadget.
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Forme di intelligenza autonome
"Emergeranno forme di intelligenza sempre più autonome, capaci di operare in sostituzione dell'uomo anche nei processi decisionali critici. La coesistenza nella competizione non riguarderà solo l'innovazione tecnologica ma la capacità di ridisegnare l'accesso ai mercati riconfigurando l'arena di gioco", sottolinea Portale, direttrice del Center for Digital Envisioning del Politecnico di Milano. "La forte concentrazione nelle mani delle Big Tech e la dipendenza da pochi attori portano le imprese a ricercare nuovi equilibri tra efficienza, sovranità e interoperabilità", aggiunge.
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Il quantum computing per la sicurezza
L'anno nuovo potrebbe poi portare a un impulso deciso delle tecnologie quantistiche più veloci di quelle tradizionali con applicazioni nell'informatica, finanza, difesa, aerospazio, farmaceutica e cybersicurezza. Per quest’ultimo settore di grande attualità, secondo l'esperta del Politecnico di Milano, "un vantaggio potrebbe arrivare dal quantum computing, che evolverà in applicazioni operative più diffuse con impatti rilevanti sul piano della sicurezza dei sistemi". Il quantum computing, insomma, promette di uscire dalla teoria per offrire protezione avanzata a settori critici come difesa e finanza.
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La tutela dei minori online
Altra grande sfida del 2026 è la tutela dei minori online su cui c'è una crescente sensibilità di opinione pubblica e governi, con l'Australia primo Paese al mondo ad aver vietato i social agli under 16. Un bando che potrebbe spingere altri Paesi ad agire di conseguenza. In Europa Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca dovrebbero essere i primi a sperimentare un’app congiunta per la verifica dell'età online per salvaguardare la sicurezza dei più giovani.
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Il caso australiano
"I giovani adolescenti australiani saranno presto risparmiati dallo scorrere senza fine online", ha dichiarato il primo ministro Anthony Albanese in occasione dell'entrata in vigore della legge. Le dieci piattaforme più grandi del Paese devono impedire l'accesso agli utenti australiani sotto i 16 anni, pena multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani (circa 33 milioni di dollari Usa). La legge ha ricevuto dure critiche da parte delle principali aziende tecnologiche e dei sostenitori della libertà di parola, ma è stata accolta con favore da molti genitori. "Sebbene l'Australia sia la prima ad adottare tali restrizioni, è improbabile che sia l'ultima", ha commentato Tama Leaver, professoressa di studi su Internet alla Curtin University.
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L'app per la verifica dell'età: c'è anche l'Italia
Come accennato, l'Unione europea sta lavorando a un'applicazione per verificare che un utente sia maggiorenne e permetterne l'accesso alle piattaforme che lo richiedono, senza dover rivelare ulteriori informazioni personali nel rispetto della privacy. L'Italia, insieme a Francia, Spagna, Grecia e Danimarca, prenderà parte alla fase pilota dell'app. "Per imprese e istituzioni la sfida non sarà solo quella di adottare singole innovazioni tecnologiche - conclude Portale, direttrice del Center for Digital Envisioning del Politecnico di Milano - ma governare dinamiche sistemiche sempre più complesse che diventeranno un fattore discriminante per la competitività futura".
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