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Lavoro, solo il 15% dei professionisti italiani è pronto a trasferirsi all’estero: i dati

Economia fotogallery
03 mag 2024 - 07:00 12 foto
©IPA/Fotogramma

Secondo un sondaggio di Boston Consulting Group, i lavoratori del nostro Paese disposti a lavorare all’estero sono meno della media globale, fissata al 25%. Tra i Paesi più scelti da chi si sposta ci sono Svizzera, Spagna, Germania, mentre l’Italia è solo al dodicesimo posto nel ranking globale: nelle prime posizioni ci sono Australia, Stati Uniti e Canada. Londra resta la città preferita dai professionisti di tutto il mondo, nonostante la Brexit

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IL TEMA

  • Nel mondo ci sono 800 milioni di professionisti che sono alla ricerca di opportunità di lavoro al di fuori del proprio Paese. Il tema, invece, è meno presente nei pensieri dei professionisti italiani, che considerano meno la questione della mobilità professionale sia all’interno del Paese, dove ci si sposta prevalentemente da Sud a Nord, sia all’estero

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LE RAGIONI

  • “Ci sono alcune peculiarità che distinguono il nostro Paese. Innanzitutto, una percentuale più bassa di professionisti disposti a trasferirsi all’estero: se la media globale è intorno al 25%, il dato italiano è di 10 punti più basso, intorno al 15%. Questo si deve almeno a 3 fattori: il maggiore attaccamento al contesto locale, la qualità della vita e una minore percezione delle opportunità di lavoro che ci sono all’estero”, ha dichiarato Matteo Radice, managing director e partner di Boston consulting group, a Il Sole 24 Ore

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LA RICERCA

  • Secondo il sondaggio di Bcg, pubblicato sul quotidiano economico, è emerso che solo il 15% cerca attivamente opportunità di lavoro all’estero: un dato in linea con il 17% del 2018 e nettamente inferiore al 57% del 2020. Tra chi ha meno di 30 anni, la percentuale sale al 20% e, per gli italiani altamente istruiti (ossia in possesso di laurea, master o dottorato) al 24%. I professionisti del settore legale, del design, dell’architettura sono risultati quelli più disposti a trasferirsi all’estero

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LE METE PREFERITE

  • Ma dove sognano di trasferirsi i lavoratori italiani? La meta preferita è la Svizzera, seguita da Spagna, Germania, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Australia, Canada, Austria e Olanda. Rispetto al 2020 la Svizzera non ha perso il suo primato, mentre la Spagna ha guadagnato il posto che era del Regno Unito

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LE RAGIONI PER TRASFERIRSI

  • Ma quali sono le ragioni per trasferirsi? Il sondaggio di Bcg evidenzia che la prima è sicuramente un’offerta di lavoro concreta, secondo quanto dice il 67%. Poi vengono i fattori economici, indicati dal 66%, il miglioramento della qualità di vita complessiva (62%) e, infine, la crescita personale (55%)

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LE RAGIONI PER RESTARE

  • E per chi resta invece? In questo caso la ragione principale che viene indicata è l’impossibilità di portare con sé familiari e partner (54%), seguito dal forte legame affettivo con il proprio Paese (26%) e dal costo della ricollocazione (25%)

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QUANTO RESTARE ALL’ESTERO

  • Il periodo di lavoro all’estero è un altro degli elementi considerati dal sondaggio: il 37% dei lavoratori italiani prevede un soggiorno a lungo termine, mentre il 33% è indeciso poiché dipende dall’esperienza effettiva. Solo il 7% degli italiani intervistati pensa a periodi brevi, inferiori a un anno

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L’ATTRATTIVITÀ DELL’ITALIA

  • E dall’estero come vedono l’Italia? Nel sondaggio al primo posto per interesse per l'Italia c’è l’Argentina (19%), seguita da Egitto (11%), Marocco, Romania e Tunisia (10%). Tra le ragioni ci sono la qualità della vita (72%), qualità delle opportunità lavorative e dalla cultura accogliente e inclusiva (45%), dal costo della vita (34%) e dall’ambiente family-friendly (33%)

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I PAESI AL TOP

  • Australia, Stati Uniti e Canada. Sono questi i primi tre Paesi che vengono considerati a livello generale per lavorare all’estero. In passato il primato è stato più degli Stati Uniti (2014 e 2018) e del Canada (2020) che rimangono comunque tra le mete preferite. La classifica appare dominata da Paesi di lingua inglese, con economie forti e retribuzioni mediamente elevate. La top ten prosegue con il Regno Unito, la Germania, il Giappone, la Svizzera, Singapore, la Francia e la Spagna. L’Italia è fuori dalla top ten, al 12esimo posto

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IL FASCINO DI LONDRA, ANCHE DOPO LA BREXIT

  • Tra le città, invece, domina Londra, nonostante la Brexit. Due le ragioni principali: la lingua e la sua eccezionale rete globale. Dopo la capitale del Regno Unito ci sono Amsterdam, Dubai e Abu Dhabi, ma va sottolineato che nella top 30 delle città ci sono anche delle new entry come Bangkok al 17° posto, Chicago al 24° e Atene al 27°

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DEMOGRAFIA

  • Chi è più disponibile a spostarsi per lavoro in genere arriva dai Paesi ad elevato tasso demografico con un surplus di lavoratori, dovuto a tassi di natalità più elevati, e tende ad essere più mobile di chi vive in aree in cui la forza lavoro è in diminuzione. Un esempio è la percentuale del 64% dei lavoratori di Medio Oriente e Africa che è attivamente disposto a trasferirsi

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PERCHÉ MUOVERSI

  • Ma cosa rende certi Paesi più attrattivi di altri? Innanzitutto, la possibilità di crescita professionale, secondo quanto afferma il 68% dei rispondenti che hanno indicato l’Australia e il 77% di coloro che hanno indicato gli Stati Uniti. Più in generale i fattori importanti sono la qualità della vita; reddito e il costo della vita; la sicurezza e la stabilità; la cultura accogliente e inclusiva, ma anche l’ambiente family-friendly

Istat, stipendi e qualità della vita: un italiano su due è soddisfatto

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