Il patto di stabilità sarà sospeso fino al 2023. Ecco cosa comporta
La Commissione europea raccomanda di non riattivare le regole su bilanci e deficit per tutto il 2022. La conferma a metà marzo con una riunione dei ministri dell'Economia della zona euro. "Non si ripetano gli errori di un decennio fa ritirando troppo presto il sostegno” all’economia, ha spiegato il commissario Paolo Gentiloni. "La pandemia continua a danneggiare persone e attività", aggiunge il vicepresidente Dombrovskis
La Commissione europea raccomanda di mantenere sospeso il Patto di Stabilità anche nel 2022 e di proseguire con il sostegno pubblico all'economia fino al 2023. “La battaglia non è ancora vinta e dobbiamo assicurarci che non si ripetano gli errori di un decennio fa ritirando troppo presto il sostegno” all’economia, ha spiegato il commissario all’Economia Paolo Gentiloni
Come e quando verrà riattivato il Patto di stabilità?
La posizione della Commissione è arrivata dopo aver analizzato la situazione della ripresa e le prospettive dei prossimi mesi
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"Le indicazioni preliminari suggeriscono di continuare ad applicare la clausola di salvaguardia nel 2022 e di disattivarla a partire dal 2023", scrive Bruxelles nella sua comunicazione, precisando che comunque la situazione è in divenire, e la decisione verrà confermata dopo le previsioni economiche di maggio
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Nei prossimi mesi non ci si aspetta comunque un miglioramento tale da giustificare un cambio di rotta
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I ministri dell'economia della zona euro dovranno confermare la scelta di Bruxelles nella loro riunione di metà marzo, e il presidente dell'Eurogruppo, Paschal Donohoe, ha già plaudito alla scelta di proseguire il sostegno alle aziende
I governi saranno quindi liberi di spendere per sostenere cittadini e imprese per tutto il 2022, cercando di accompagnarli fuori dall'emergenza per l'anno prossimo
Non significa che la spesa potrà essere di qualsiasi tipo: i Paesi con alto debito dovranno fare attenzione al "medio termine", evitando di caricare i conti di pesi "permanenti"
La decisione del commissario all'economia Paolo Gentiloni e del vicepresidente responsabile dell'euro, Valdis Dombrovskis, arriva in tempo per la preparazione dei Def e mentre si lavora ai piani nazionali che sfruttano i miliardi del Recovery Fund
I due puntano proprio sul Recovery Fund, invitando i governi a usare le sue sovvenzioni - neutre ai fini del debito - per finanziare il più possibile progetti in grado di far salire la crescita. Se il Pil salirà senza far salire la spesa, si avvierà quel circolo virtuoso che farà scendere il debito senza sforzi
In ogni caso, non è ancora il momento di ricominciare a preoccuparsi dei deficit esplosi, perché la ripresa è troppo fragile e il futuro dell'economia non prevedibile, ha sottolineato Dombrovskis
"C'è speranza all'orizzonte per l'economia dell'Ue, ma per ora la pandemia continua a danneggiare persone ed attività. Per attutire questo impatto e per promuovere una ripresa resiliente e sostenibile, il nostro messaggio chiaro è che il sostegno fiscale dovrebbe continuare per tutto il tempo necessario", ha detto Dombrovskis presentando la comunicazione sull'orientamento di bilancio del prossimo periodo
Dombrovskis invita i governi a sfruttare il Recovery Fund, che dà "una possibilità unica di sostenere l'economia senza appesantire i conti pubblici"
Gentiloni ribadisce che la Commissione ha imparato dalla passata crisi, e ha cambiato completamente atteggiamento. "Dobbiamo assicurarci che non si ripetano gli errori di un decennio fa ritirando troppo presto il sostegno" all'economia, ha spiegato. Per il 2022, è chiaro che il sostegno fiscale sarà comunque necessario: "Meglio sbagliare facendo troppo piuttosto che troppo poco", ha spiegato
Rinviare il ritorno del Patto di un altro anno è anche un modo per dare tempo di riaprire la discussione sulla sua riforma, partita a febbraio 2020 e subito congelata per lo scoppio della pandemia
Dombrovskis ricorda che sarà necessario trovare un consenso per riaprire la discussione, perché non si può aprire un dossier tanto complesso senza la certezza di poterlo richiudere. Gentiloni non nasconde che il tema continua a essere "divisivo per la famiglia Ue", ma si dice anche convinto che "dopo questa crisi, le ragioni per trovare un consenso sono più forti di prima"