Recovery plan, le governance degli altri: Francia, Germania e Spagna

Economia

Lorenzo Borga

In Italia Mario Draghi ha indicato la via di incardinare il recovery plan al Ministero dell'Economia. Ma cosa stanno facendo gli altri paesi europei?

Mario Draghi vuole assegnare la governance del Recovery Fund al Ministero dell’Economia, che lavorerà assieme ai ministeri competenti. È ciò che ha annunciato nel corso del discorso al Senato della scorsa settimana. In Italia si è molto discusso di quale organismo gestirà i soldi e i progetti del Recovery Fund (IL MONITORAGGIO DI SKY TG24), tanto che il disaccordo politico sulla struttura ha contribuito a far cadere il governo di Giuseppe Conte.

 

La Commissione europea nelle linee guida agli stati membri richiede che ogni stato nomini un unico ministero o autorità su cui ricada la responsabilità di gestire il recovery plan. Questa istituzione dovrà essere responsabile anche per l'implementazione del piano con particolare attenzione al monitoraggio dei progressi di cronoprogrammi e obiettivi dei progetti. Ma Bruxelles ha lasciato agli stati la libertà di decidere la governance, se per esempio accentrarla in un'unico organismo oppure lasciare il potere ai singoli ministeri. Così ogni paese ha scelto la propria strada.

Ruolo centrale per il primo ministro in Spagna

Per esempio la Spagna sembra voler optare per una commissione interministeriale di coordinamento, al cui vertice sarebbe il Primo ministro. La proposta spagnola di recovery plan prevede poi un’unità di monitoraggio del piano insediata alla presidenza del governo e una commissione tecnica che fornirà supporto. La Spagna dunque ha scelto un modello di collaborazione governativa che risponde a Pedro Sánchez, attuale presidente del governo di Madrid.

L'ufficio per la pianificazione francese

La Francia invece ha scelto di riattivare l’Haut-Commissaire au Plan (Ufficio per la pianificazione), creato nel 1946. Il suo responsabile è nominato dal presidente Emmanuel Macron: il 3 settembre 2020, il giorno della presentazione del piano francese, è stato nominato François Bayrou, influente politico nazionale centrista. In Francia dunque, come in Spagna, si è preferito creare una nuova struttura invece di lasciare il lavoro a istituzioni già esistenti. L’azione dell’Haut-Commissaire au Plan sembra essere di raccordo e pianificazione, mentre nel decreto istitutivo non sono previsti poteri sostitutivi rispetto ai ministeri. Per quanto riguarda invece il piano France Relance (in cui non è specificata la governance), è stato in buona parte scritto al Ministero dell’economia, guidato da Bruno Le Maire.

Germania simile all'Italia

La Germania invece sembra aver adottato un coordinamento simile a quello voluto da Mario Draghi. Sarà infatti il Ministero delle finanze tedesco a coordinare la spesa dei fondi europei. Lo stesso dicastero sarà anche il punto di contatto con le autorità europee sul Next Generation Eu. Il piano tedesco sottolinea comunque che il processo sarà portato avanti assieme all’ufficio del Cancelliere, agli altri ministri responsabili e al Parlamento tedesco.

Grecia e Portogallo

Per quanto riguarda invece Portogallo e Grecia a fare chiarezza è stato l’Osservatorio sui conti pubblici italiani. In Portogallo verranno creati uno comitato direttivo presieduto dal Primo Ministro e un Comitato tecnico all’interno del Ministero delle Finanze. Mentre la vigilanza sarebbe affidata a un’agenzia governativa. Mentre in Grecia saranno i ministeri competenti a gestire i fondi, aiutati da un comitato di coordinamento vicino al Primo ministro e al Ministero delle Finanze. 

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