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Chi è Marcello Foa, il nuovo presidente della Rai

Cronaca
Marcello Foa, il nuovo presidente della Rai (Ansa)

Classe 1963, allievo di Montanelli, è stato per molti anni caporedattore esteri e inviato speciale del Giornale. Poi è diventato ad del gruppo Timedia Holding SA e del quotidiano Corriere del Ticino. Dopo una bocciatura, la sua nomina è stata approvata dalla Vigilanza

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Dopo la bocciatura della commissione di Vigilanza Rai, che il 1° agosto 2018 non ha approvato la sua nomina a presidente della tv pubblica, Marcello Foa è tornato di fronte alla commissione che questa volta ha detto sì. Il nuovo presidente della Rai è stato eletto il 26 settembre grazie al sostegno, prima negato e poi concesso, di Forza Italia. Laureato in Scienze politiche alla Statale di Milano, 55 anni, l'ex amministratore delegato della società editrice del Corriere del Ticino (incarico che ricopre dal 2012) è un ex giornalista economico prima, poi inviato e caporedattore degli esteri del Giornale di Indro Montanelli.

Allievo di Montanelli

Studente lavoratore in Svizzera, Foa inizia la sua carriera giornalistica nel 1984 a Lugano, alla Gazzetta Ticinese e poi nel 1987 al Giornale del Popolo. Nel maggio 1989, all'età di 25 anni, vince il premio giornalistico Lucini per la miglior prova scritta all’esame dell’Ordine dei giornalisti per l’iscrizione all’albo dei professionisti. Tema: la situazione politica americana. Nello stesso anno viene assunto al Giornale. Nel 1992 Montanelli pubblica una sua lettera aperta intitolata 'Sul carro degli onesti', aggiungendo il commento: "Questa lettera, caro Foa, potrei averla scritta io". Come caporedattore esteri è a lungo inviato in Germania e a Mosca negli anni del crollo del muro di Berlino e dell'Unione sovietica. Nel 2011 Foa lascia il Giornale pur continuando a mantenere il suo blog indipendente "Il cuore del mondo". Nel 2011 diventa prima direttore generale e poi amministratore delegato del gruppo editoriale Timedia Holding SA di Melide (Svizzera) e del quotidiano Corriere del Ticino.

Lo studioso di spin doctor

Scrive due libri sul potere degli spin doctor nelle democrazie contemporanee, dal titolo 'Gli stregoni della democrazia' (nel 2006 e nel 2018). "Le fake news - scrive - esistono, ma quelle più gravi trovano origine non dalle pagine di bontemponi o di haters, bensì nell'opera degli spin doctor che operano dietro le istituzioni, proprio quelle che oggi pretendono di stabilire nuove regole etiche sul web". 

L’attività accademica

Nel 2004 fonda con Stephan Russ-Mohl l'Osservatorio europeo del giornalismo presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università della Svizzera Italiana (USI). Foa è anche vicepresidente dell'associazione Assimetrie, un centro studi costituito dall’economista della Lega Alberto Bagnai, presidente della commissione finanze del Senato, per promuovere la ricerca, il dibattito e la proposta politica sulle asimmetrie economiche. Per diversi anni ha tenuto corsi in diversi master di giornalismo nelle università di Milano e in Svizzera.

Le critiche e il percorso per la sua nomina

Il percorso che ha portato alla nomina di Foa alla presidenza Rai è stato accidentato. La scelta di candidarlo ha infatti acceso un duro scontro politico. Diversi osservatori ed esponenti politici lo hanno accusato di non essere all'altezza anche per aver attaccato nei mesi scorsi il capo dello Stato. In un tweet del 27 maggio (nel pieno della crisi politica apertasi durante la formazione del governo M5S-Lega) Foa, in particolare, aveva scritto: "Il senso del discorso di #Mattarella : io rispondo agli operatori economici e all’Unione europea, non ai cittadini. Ma nella Costituzione non c’è scritto. Disgusto". Fin dal giorno successivo all’indicazione del suo nome fatta dal ministro dell’Economia (e particolarmente sostenuta dalla Lega), l’opposizione, con i democratici in testa, si è dunque schierata contro la sua nomina. Un “no” che è poi arrivato anche da Forza Italia e che ha causato la bocciatura in commissione Vigilanza. Ma grazie a ripetuti contatti tra Berlusconi e Salvini, il leader della Lega è riuscito a trovare un accordo e convincere il Cavaliere ad avallare la scelta di Foa. Dopo l’ok del Cda, dunque, il nome è tornato di fronte alla Vigilanza Rai che, questa volta, ha approvato la sua nomina.