Nomine Rai, Vigilanza boccia Foa presidente. Scontro Lega-Fi

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A San Macuto hanno votato 23 componenti della Commissione: i voti favorevoli sono stati 22 (sotto il quorum di 27), una scheda bianca. Pd, FI e LeU non hanno ritirato la scheda. Salvini: Fi con Pd ferma cambiamento. Foa: mi rimetto a decisioni azionista

La commissione di Vigilanza sulla Rai non ha approvato la nomina di Marcello Foa (CHI È) a presidente della tv pubblica. Ed è scontro tra Lega e Forza Italia. Da una parte, Berlusconi assicura che il suo schieramento non voterà mai Foa, se il nome venisse riproposto. Dall'altra, Salvini spiega: prendiamo atto che Fi "ha scelto il Pd per provare a fermare il cambiamento per la Rai, per il taglio dei vitalizi e per altro ancora. Dispiaciuti, continuiamo sulla via del cambiamento". Il commento del vicepremier arriva dopo che a San Macuto hanno votato 23 componenti della commissione: i voti favorevoli sono stati 22 (sotto il previsto quorum di 27), una scheda bianca. Proprio i parlamentari di Forza Italia (fatta eccezione per il presidente Alberto Barachini, che ha votato), quelli del Partito Democratico e di Liberi e Uguali non hanno perso parte alla votazione, anche se erano presenti. 

Foa: mi rimetto alle decisioni dell'azionista

Foa, dopo il voto, ha spiegato di prendere atto "con rispetto della decisione della commissione. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel consiglio che mi è stato proposto dall'azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell'interesse della Rai". A questo punto la sua nomina, dopo l'ok a maggioranza di ieri nel cda Rai, non è efficace: la legge, infatti, prevede il parere vincolante della Vigilanza, a maggioranza di due terzi (quindi 27 voti su 40), per la ratifica definitiva. Intanto il cda ha preso atto dello stop e si aggiornerà domani, 2 agosto.

Berlusconi: ho condiviso scelta di non votare Foa

Berlusconi, dopo il voto, ha precisato: "È stato appurato che l'eventuale riproposizione dello stesso nome nella commissione di Vigilanza presenta, secondo il parere di autorevoli professionisti, problemi giuridici non superabili. Non potrà quindi essere votata dai componenti di Fi". E ancora, la scelta di non votare Marcello Foa "è stata assunta dai nostri gruppi parlamentari. Io ne ho preso atto e l'ho naturalmente condivisa". L’ex Cav rimane convinto che "il servizio pubblico per essere tale non può essere espressione unilaterale di una maggioranza, qualunque essa sia. A questo criterio ci siamo attenuti quando eravamo al governo. Ci aspettiamo che vi sia attenga anche l'attuale maggioranza".

M5S e Lega: opposizione ha detto no al cambiamento

Ma proprio dalla maggioranza arrivano critiche per la scelta di Fi. "Siamo dispiaciuti dell'asse Pd-Fi che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai. Dal Pd non ci aspettiamo nulla, con Fi invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova, cambiamento, qualità e meritocrazia", si legge in una nota congiunta dei capigruppo della Lega in Camera e Senato. "Volevamo la Rai del cambiamento, l'opposizione ha detto no", ha commentato invece Gianluigi Paragone, capogruppo M5S in Vigilanza Rai. E ha aggiunto: "Mi auguro che Foa non si dimetta". Il giornalista, infatti, può decidere di non dimettersi dal cda di Viale Mazzini e rimanere consigliere. Nel 2005 Andrea Monorchio, indicato presidente Rai e bocciato dalla Vigilanza, rinunciò a tutti gli incarichi e si dimise dal cda Rai. Mentre Di Maio spiega: "Va eletto un presidente della Rai: se ci sarà un'intesa tra le forze politiche su Foa è auspicabile che torni, altrimenti sono le forze politiche che siedono in commissione, nella loro interlocuzione, che possono trovare un'alternativa".

Cosa succede ora?

Foa, quindi, potrebbe dimettersi seguendo l'esempio dell'ex Ragioniere generale dello Stato, oppure potrebbe restare in cda. Se restasse, potrebbe ricoprire il ruolo di "consigliere anziano" (a 55 anni è il più avanti in età sui sette componenti del consiglio). Un ruolo contemplato dallo Statuto della Rai ma già contestato dall'opposizione, con Michele Anzaldi del Pd che lo definisce una "formula fumosa" e ricorda che la legge "non prevede supplenze". Nello Statuto si legge che il cda "può nominare tra i suoi membri, senza compensi aggiuntivi, un vice presidente. Al vice presidente possono essere attribuiti esclusivamente i poteri di sostituzione del presidente in caso di sua assenza, impedimento o vacanza di carica. La nomina alla carica di vice presidente diviene efficace dopo che sia divenuta efficace quella del presidente". "In mancanza di un vice presidente - continua lo Statuto -, la funzione e i poteri del presidente sono esercitati dal consigliere più anziano di età".

Bocciatura annunciata dopo le polemiche dei giorni scorsi

La bocciatura di Foa come presidente Rai non è arrivata a sorpresa. Nei giorni scorsi le opposizioni, soprattutto Pd e LeU, avevano criticato le posizioni sovraniste del giornalista e lo avevano anche accusato di vilipendio per alcuni suoi recenti tweet contro il capo dello Stato Sergio Mattarella. Anche Forza Italia aveva annunciato il suo no, contestando il fatto che il nome di Foa non fosse stato “concordato”. Dopo il voto di oggi, il segretario del Pd Maurizio Martina ha quindi spiegato: "La commissione di Vigilanza ha fermato questo scempio orchestrato per avere un presidente funzionale ai voleri dei nazionalpopulisti". Mentre Da Forza Italia, Maurizio Gasparri ha commentato: "Il metodo è stato sbagliato, il candidato è stato bocciato. Pertanto va cambiato". 

Data ultima modifica 01 agosto 2018 ore 18:43

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