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Nomine Rai, tensioni su Foa. Berlusconi verso no in Commissione

5' di lettura

Il leader di FI: "Vedo una forte volontà spartitoria". Critico anche Gentiloni: "Il peggio deve ancora arrivare". L'1 agosto in vigilanza si dovranno ratificare le nomine, ma il governo potrebbe non avere la maggioranza: servono 27 voti, ma Lega e M5S ne hanno 21

Fanno ancora discutere le nomine Rai, e in particolare quella di Marcello Foa nel ruolo di presidente. "Vedo una forte volontà spartitoria. Il carattere unilaterale della proposta per la Rai, che la maggioranza ha concordato solo al proprio interno, mi sembra un pessimo segnale", dice, intervistato da La Stampa, Silvio Berlusconi che sembra orientato a far votare "no" in Commissione. Critico anche l’ex premier Paolo Gentiloni che definisce la polemica sulle aziende pubbliche "giustificata": "Vedo una ossessione per nomine e poltrone. Non puoi passare giornate a Palazzo Chigi discutendo dei tg", spiega a Repubblica.

Il governo potrebbe non avere la maggioranza

In estrema sintesi, quello che potrebbe delinearsi è un inedito asse Dem-Forza Italia entrambi decisamente critici sulla scelta dell'Esecutivo, sia pure con motivi e obiettivi diversi. Una situazione che potrebbe però creare una saldatura tra le opposizioni mercoledì prossimo, 1 agosto, quando la Commissione di vigilanza Rai sarà chiamata a votare per ratificare, in maniera vincolante, le decisioni del governo. Foa per essere confermato presidente dell'azienda radiotelevisiva nazionale dovrà poter contare sui due terzi della vigilanza, ovvero 27 voti, e per farlo deve aggiudicarsi almeno sei voti delle opposizioni, avendo M5s e Lega solo 21 componenti totali in commissione. 

Il Pd dice no

Netta e senza via di ritorno la posizione contraria del Pd: ostile a Foa non solo, come ha spiegato da Emanuele Fiano, per i suoi attacchi al Capo dello Stato in un intervento su Facebook. Ma anche per il suo essere un "sovranista", "amico di Putin" e costruttore di "fake news", come sottolinea Andrea Marcucci. Ancora più netta la posizione di Gentiloni, che dalle colonne di Repubblica sostiene che “queste nomine sono un anticipo del peggio”. E aggiunge: “La bufera sollevata dall'indicazione del Governo di Marcello Foa alla presidenza della Rai è "giustificata" perché “il Presidente dovrebbe essere una figura di garanzia, figuriamoci". Leu parla invece di "regalo alla destra sovranista e populista".

Fi orientata al no

In questa via di non ritorno i Dem tentano di convincere Forza Italia a mantenere il punto e di votare contro. E al momento tale sarebbe l'orientamento del partito di Silvio Berlusconi, che discute il metodo con cui Foa sarebbe stato scelto e sostiene che il presidente indicato non corrisponda alla figura condivisa nel centrodestra che gli  azzurri avevano in mente. "Vedo una forte volontà spartitoria. Il carattere unilaterale della proposta per la Rai, che la maggioranza ha concordato solo al proprio interno, mi sembra un pessimo segnale dice in un'intervista a La Stampa. Poi lascia presagire che l'alleanza nel centrodestra con la Lega non abbia vita lunga, così come prevede vita breve al governo. Critico sulle scelte dell’esecutivo giallo-verde anche il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, che in un'intervista al Messaggero, sulla questione Rai, spiega: "Non è un problema di persone ma di metodo", "siamo stati informati delle scelte soltanto a cose fatte". E sull’appuntamento dell’1 agosto precisa: "Abbiamo le mani libere. Valuteremo, mercoledì prenderemo le nostre decisioni". 

Ma quella di Fi potrebbe essere una linea attendista. Non ci sarebbe una netta chiusura ma piuttosto uno "stand by" anche per capire e valutare fino a che punto - si ragiona in ambienti parlamentari - si potrà alzare la posta con Matteo Salvini per ottenere contropartite in tema di nomine all'interno dell'azienda. Una partita tutta da giocare anche nella maggioranza con il successivo arrivo dei nuovi direttori e vicedirettori di rete e delle testate giornalistiche.

Fdi: valuteremo

Attendista anche Giorgia Meloni: "Gli argomenti utilizzati dalla sinistra  contro Foa convincerebbero chiunque a votarlo. Sentire il Pd che  denuncia la lottizzazione del servizio pubblico è scandaloso. Sul  metodo utilizzato perla scelta dei nuovi vertici Rai ho qualcosa da dire. Comunque valuteremo in Vigilanza Rai". Così la presidente di  Fratelli d'Italia Giorgia Meloni a Libero.

Foa risponde agli attacchi

Mentre continuano le spaccature sulle nomine, torna a parlare proprio Marcello Foa: "Gli attacchi fanno parte del gioco", dice in un colloquio con il Messaggero, ma "io non ho chiesto nulla, non sono uno che briga, non ho mai frequentato un Palazzo". "Sono ancora stupito che abbiano pensato, all'unanimità, di fare il mio nome", racconta. E agli attacchi replica dicendo: "Mi descrivono come Belzebù, evidentemente non mi conoscono. Sono il tipo più pacioso del mondo, un giornalista corretto, non sono abituato a offendere nessuno. Tantomeno le istituzioni", "si sta facendo un gran baccano. Ma non ci saranno problemi".

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