Il giovane non è deceduto per schiacciamento, né per le ustioni. Questo è il primo quadro che emerge dopo le analisi effettuate oggi dai periti romani Sabina Strano Rossi, Fabio di Giorgio e Antonio Oliva, a cui ha assistito, per la famiglia la consulente di parte sarà la dottoressa Francesca Fossati
Emanuele Galeppini, il sedicenne campione di golf genovese coinvolto nella strage di Crans-Montana, è morto per asfissia e non per schiacciamento e nemmeno per le ustioni. E' quanto emerge dall'autopsia e dalla Tac eseguite tra ieri e oggi periti romani Sabina Strano Rossi, Fabio di Giorgio e Antonio Oliva. I tre esperti sono stati nominati dalla Procura di Roma che ha aperto una inchiesta per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo. Erano stati i pm capitolini a disporre l'autopsia sui corpi di tutti i ragazzi italiani, morti la notte di Capodanno, dopo che i colleghi svizzeri non avevano ritenuto necessaria l'autopsia.
In programma ulteriori accertamenti
I genitori di Galeppini (assistiti dagli avvocati Nicola Scodnik e Alessandro Vaccaro) hanno nominato la dottoressa Francesca Fossati. Verranno però fatte ulteriori analisi e approfondimenti per capire la miscela dei fumi tossici respirati dal ragazzo. Ancora da chiarire se Emanuele si trovasse fuori o dentro il locale. I genitori chiedono da settimane come è morto il figlio: sul corpo, infatti, non c'erano ustioni ma solo alcune escoriazioni. Inoltre, mamma e papà lamentano il fatto di non essere stati informati subito della morte. Galeppini aveva in tasca i documenti e il cellulare, trovati perfettamente integri. Invece, le autorità svizzere hanno chiesto prima il Dna per l'identificazione del corpo lasciando l'illusione per due giorni che il giovane potesse essere tra i feriti.