Tram deragliato a Milano, dal malore del conducente alla frenata: i nodi dell'indagine

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Ci sono ancora molti aspetti da chiarire sul deragliamento del tram della linea 9 avvenuto a Milano, in viale Vittorio Veneto, il 27 febbraio, e che ha causato due morti. "La verità è che sono stato colto da un malore in fase di trazione, mentre andavo. Ho avuto un dolore alla gamba, poi un mancamento... Non ho visto più nulla, era diventato tutto nero e ho perso il controllo. Ho ripreso conoscenza solo quando ho sbattuto contro quel palazzo”, ha raccontato a La Repubblica l'autista.

 

La Procura di Milano, intanto, ha acquisito le immagini delle telecamere interne del mezzo, ritenute decisive per ricostruire la sequenza degli ultimi istanti prima dell'impatto contro il palazzo all'angolo con via Lazzaretto. Ecco gli ultimi sviluppi del caso.

Quello che devi sapere

Le indagini e i punti da chiarire

  • Sul fronte delle indagini, oltre che le immagini, un ruolo centrale lo avranno anche i dati tecnici sulla velocità del convoglio, ora al vaglio degli investigatori. La pm Elisa Calanducci è in attesa del dossier della Polizia locale e del Nucleo Radiomobile per proseguire con i prossimi atti e valuta di ascoltare il conducente nei prossimi giorni.

 

  • Sotto la lente c'è in particolare il sistema di sicurezza cosiddetto "a uomo morto", cioè il dispositivo che interviene automaticamente frenando il tram se il conducente non dimostra di essere vigile alla guida. Gli inquirenti dovranno accertare se fosse attivo e se abbia funzionato.

 

  • Ma tra i punti da chiarire c'è anche il passaggio alla fermata precedente all'impatto: il convoglio non si è fermato e gli investigatori dovranno accertare se ciò sia avvenuto perché non vi erano passeggeri in attesa o prenotati per la discesa, oppure se il malore del conducente fosse già intervenuto in quel momento.

 

Per approfondire:

Scontro Tram a Milano, passeggero: ho avuto paura che si capovolgesse. VIDEO

tram

L'urto con la pianta

Inoltre, dai primi accertamenti sulla dinamica, emerge che, se il mezzo non avesse sbattuto contro una grossa pianta, si sarebbe ribaltato subito sulla curva e il bilancio di morti e feriti a quel punto, con il trascinamento su un fianco avrebbe potuto essere ancora più grave. Il Tramlink, infatti, dopo aver saltato la fermata precedente in piazza Repubblica è arrivato con la velocità da rettilineo in viale Vittorio Veneto, sullo scambio impostato sulla curva a sinistra per via Lazzaretto. Avrebbe dovuto farlo scattare il conducente, riportandolo diritto per proseguire verso Porta Venezia. Invece, a causa della velocità, si è subito inclinato deragliando e si sarebbe ribaltato sul fianco destro, ad alta velocità, se non avesse colpito con la parte posteriore l'albero, un grande platano presente nell'aiuola centrale, proprio sullo svincolo. Un urto che probabilmente ha proiettato fuori i due passeggeri poi investiti ma al contempo ha rimesso dritto il mezzo, che poi ha terminato la corsa contro la vetrina di un ristorante giapponese. Sul perché sia avvenuto tutto questo una parola definitiva potrà arrivare, oltre che dalle perizie tecniche, dalle cartelle cliniche che dovranno confermare o meno la versione del malore sostenuta dal conducente.

pubblicità

Il tranviere: "Penso alle vittime, il mio morale è a terra"

Il tranviere, sessantenne e con 30 anni di servizio, ha reso dichiarazioni spontanee agli agenti spiegando di aver accusato un malore che gli avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo. 

 

E poi, intervistato poco prima delle sue dimissioni dal Niguarda, da La Repubblica, si è detto distrutto per le vittime: "Penso a loro, il mio morale è a terra. Mi dispiace tantissimo". "Sono in servizio da 35 anni. Sempre sul tram. Ho iniziato nel marzo del 1991, quando sono stato assunto. Questo è stato il mio primo incidente”, ha raccontato.

tram

I feriti e il cordoglio delle autorità

Sabato il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha fatto visita ai due feriti più gravi - dei 48 totali - ricoverati al Policlinico, entrambi in Neurorianimazione, ma stabili e non in pericolo di vita. Negli altri presidi cittadini restano ricoverati diversi pazienti: alcuni in osservazione, altri in via di dimissione, mentre in un caso si trova ancora in terapia intensiva. Proprio sul fronte sanitario sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore al Welfare Guido Bertolaso, che hanno espresso "cordoglio per le vittime e vicinanza alle famiglie" e ai feriti. Fontana ha parlato di "una tragedia che colpisce l'intera comunità lombarda", mentre Bertolaso ha ricordato l'attivazione immediata dei piani per il massiccio afflusso di pazienti e il supporto psicologico messo a disposizione di feriti e familiari. 

pubblicità

Gli sfollati

Bisognerà gestire anche le famiglie che sono state costrette a lasciare il palazzo contro cui si è schiantato il tram: "Al momento sono in albergo, ma certamente verranno tutelate. Garantisco che ce ne faremo cura", ha detto il sindaco Sala. "Rivedremo con calma il tutto", ha aggiunto il primo cittadino, assicurando la presa in carico da parte del Comune. Quanto alla mancata entrata in funzione del dispositivo di sicurezza cosiddetto "uomo morto", Sala ha invitato alla prudenza: "È meglio non fare ipotesi".

 


Per approfondire:

Cosa sono i nuovi Tramlink e come funzionano

pubblicità