Delitto di Garlasco, Sempio verso il processo. I pm: "Nascoste prove a favore di Stasi"
CronacaLa Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le nuove indagini a carico del 38enne, accusato dell’uccisione di Chiara Poggi e per il quale potrebbe presto arrivare la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall'odio. I pm: sul Dna "ricavato dai pedali della bicicletta" è stata "rilevata la presenza di contro-analisi idonee a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa"
Sembra sempre più vicino un rinvio a giudizio per Andrea Sempio dopo che la Procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le nuove indagini a suo carico per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Un delitto per cui è stato condannato in via definitiva l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi, per il quale invece potrebbe concretizzarsi una richiesta di revisione della sentenza.
"La scarpa del killer compatibile con il piede di Sempio"
Ieri i pm hanno depositato nuovi atti, tra cui alcune consulenze, per rafforzare le accuse a carico di Sempio, e hanno notificato un altro avviso di conclusione dell'inchiesta, che prelude alla richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall'odio. I consulenti tecnici della Procura di Pavia "hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio", ha scritto il procuratore Fabio Napoleone in un comunicato, riferendosi all’impronta con suola a pallini che fu attribuita ad Alberto Stasi. Gli stessi esperti, ribattendo alle consulenze della difesa di Sempio (che entro 20 giorni ne depositerà altre), hanno confermato l'attribuzione al 38enne dell'ormai nota traccia palmare 33.
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"Chiara Poggi potrebbe essere sopravvissuta anche 60 minuti"
I risultati delle nuove analisi effettuate da Cristina Cattaneo e dal "co-consulente prof. Leone" depongono "concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti", spiega la Procura di Pavia. E ciò escluderebbe, secondo la finestra temporale ormai nota nei processi, la presenza di Stasi sulla scena del crimine. Inoltre, non risulta "coerente con il quadro complessivo, secondo i consulenti del Pm, l'ipotesi che tutte le lesioni siano riconducibili esclusivamente a fenomeni aspecifici di caduta, urto, trascinamento o movimentazione, come sostenuto dagli elaborati difensivi". E sul tema del Dna sulle unghie di Chiara Poggi, attribuibile per l'accusa ad Andrea Sempio, i pm si limitano a spiegare che "le note integrative di parte in ambito genetico-forense redatte dal Consulente Tecnico della Difesa Sempio, dott. ssa Marina Baldi, sono state valutate analiticamente e confutate dal Prof. Carlo Previderè e dalla dott.ssa Pierangela Grignani, consulenti del Pm".
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Il Dna sui pedali che poteva "scagionare Stasi 19 anni fa"
Ed emerge anche un elemento inedito a favore di Alberto Stasi. Il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007, scrive Napoleone, "ricavato dai pedali della bicicletta" e attribuito all'epoca dai consulenti dei pm a Chiara Poggi "era risultato totalmente negativo il giorno successivo", ma di queste "due corse elettroforetiche" non si "è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi". Un dato scoperto dai consulenti della difesa per "scagionare" l'ex bocconiano e che i consulenti tecnici della Procura di Pavia "hanno confermato" parlando della "esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007". Napoleone spiega che "è stata acquisita una consulenza" degli esperti Ugo Rici e Pasquale Linarello "nominati dalla difesa di Alberto Stasi" con al centro "i Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal Ris di Parma il 6.11.2025" nell'ambito dell'inchiesta appena chiusa su Sempio. In quei "Raw Data" i due esperti "hanno rilevato la presenza di contro-analisi (ben due corse elettroforetiche datate 20.09.2007) del campione bu_p (lo stesso campione che rivelò la presenza del Dna della vittima sui pedali della bici Umberto Dei e che portò al fermo di Stasi) totalmente negative, contro-analisi idonee, a loro giudizio, a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo" a carico di quest'ultimo. In altri termini, scrive la Procura di Pavia, "il profilo genetico determinato appena il giorno prima (19.09.2007) dall'unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta (reperto bu_p) e attribuito dal consulente tecnico del Pm dell'epoca 'oltre ogni ragionevole dubbio' alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo (20.09.2007), allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi. Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto".
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La difesa di Sempio e la famiglia Poggi: "Nessun elemento nuovo"
Per i legali di Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, "non ci sono nuovi elementi di prova" e "l'alterazione di una prova a carico di Stasi non c'entra nulla con l'accusa elevata nei confronti di Sempio". Stessa opinione espressa dalla famiglia Poggi: secondo i legali Tizzoni e Compagna, non c'è alcun dato nuovo. "Ci auguriamo - dicono - che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello, la quale potrà rilevare l'assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all'impropria ricerca di un colpevole alternativo".
Lo scenario di una revisione del processo per Stasi
Intanto la difesa di Stasi chiede di "accertare tutte le responsabilità, perché quanto accaduto a Stasi non possa e non debba mai più ripetersi". Il riferimento sembra essere alle indagini dei carabinieri del Ris, sulle quali però l'ex generale Luciano Garofano, vent'anni fa comandante del Reparto Investigazioni Scientifiche, si dice convinto dell'"onestà" dei suoi collaboratori al punto da escludere irregolarità. Tanto più, ricorda, che "le analisi sono state fatte alla presenza dei consulenti di parte", particolare che a suo dire "sgombra il campo da qualsiasi dubbio". Di parere opposto Giada Bocellari e Antonio De Rensis, legali di Stasi, che parlano di "pagina triste per la giustizia" per quanto si dicano confortati dalla capacità della giustizia stessa di rimediare". Per presentare istanza di revisione del processo c'è bisogno di un elemento di 'novità' che sia idoneo a ribaltare il giudicato penale e dimostri che il condannato andava prosciolto. Le conclusioni della Procura di Pavia potrebbero fornirne diversi, come la scarpa del killer compatibile con quella di Sempio e il profilo genetico sul pedale della bicicletta, un dato che per la difesa "indirizzò irrimediabilmente le indagini del 2007" e sul quale "fu costruito gran parte del castello accusatorio contro Stasi", compreso "l'inesistente scambio/sostituzione dei pedali nel 2014 e l'ipotesi di biciclette mai esistite, che ha poi trovato spazio nella sentenza di condanna a 16 anni di reclusione inflitta a Stasi".