Garlasco, chiusa nuova indagine. Pm: "Scarpa del killer compatibile con piede di Sempio"
CronacaLa Procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le nuove indagini a carico del 38enne accusato del delitto di Chiara Poggi. I pm hanno depositato nuovi atti, tra cui alcune consulenze. Per la Procura il Dna trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio della fidanzata, non era della vittima, ma il dato non emerse mai durante i processi a suo carico. Legali Sempio: "Chiederemo copia atti". Legali Poggi: "Nessun elemento nuovo, Corte chiuda vicenda"
La Procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le nuove indagini a carico di Andrea Sempio, accusato del delitto di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto del 2007 a Garlasco. Dopo aver disposto accertamenti integrativi a fine maggio, seguiti a una prima chiusura delle indagini e alle consulenze difensive, i pm hanno depositato ora nuovi atti tra cui anche nuove consulenze. E hanno notificato un altro avviso di conclusione dell'inchiesta. In particolare, i consulenti tecnici della Procura di Pavia "hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio", come scrive il procuratore Fabio Napoleone in un lungo comunicato, in cui riassume tutti gli esiti degli accertamenti integrativi e fa riferimento anche all'ormai nota impronta di una scarpa con suola a pallini trovata sulla scena del crimine. Per l’omicidio era stato condannato a 16 anni di carcere Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara Poggi: a giugno Stasi ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali.
Consulenza psichiatrica sospesa
Sulla consulenza affidata dai pm allo psichiatra Roberto Catanesi, di natura psichiatrica e personologica su Sempio, nel comunicato il procuratore Napoleone ha precisato che l'esperto ha spiegato che è necessario fare "un esame clinico diretto sulla persona dell'indagato". Ma, dato che Andrea Sempio si è rifiutato di sottoporsi al colloquio, "il consulente ha affermato di non avere elementi sufficienti a formulare risposte ai quesiti". Gli accertamenti della Procura di Pavia "sulla capacità di Andrea Sempio, pertanto, sono, allo stato, sospesi".
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I Ris e il Dna sui pedali
Ma nel suo comunicato, il procuratore Napoleone spiega anche che la Procura di Pavia ha svolto diversi accertamenti. In particolare risulta che due test di controllo sul "materiale altamente cellulato" trovato sui pedali nella bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi, nel 2007, erano risultati negativi. Ma di quegli esiti non c'è mai stata traccia negli atti dell’indagine, né gli inquirenti ne hanno mai parlato durante i processi contro l’ex fidanzato di Chiara Poggi. La novità è emersa dai "dati grezzi" di documenti recuperati proprio al Ris Parma dalla procura di Pavia. L’analisi di quel materiale - che è stata compiuta sia dai consulenti genetici dei legali di Stasi, sia in modo autonomo da quelli della Procura - ha portato agli stessi risultati. In sostanza, il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007 "ricavato dai pedali della bicicletta" e attribuito all'epoca dai consulenti dei pm a Chiara Poggi "era risultato totalmente negativo il giorno successivo", ma di queste "due corse elettroforetiche" non si "è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi". Nei giorni scorsi i pm di Pavia avevano interrogato alcuni membri del Ris che si occuparono delle analisi. E venerdì scorso è stato sentito per oltre un'ora anche l'ex generale del Ris Luciano Garofano.
Garofano: "Credo in onestà miei collaboratori, escludo irregolarità"
"Credo ciecamente nell'onestà dei miei collaboratori. Escudo categoricamente che ci siano state irregolarità, tanto più che le analisi sono state fatte alla presenza dei consulenti di parte e questo sgombra il campo da qualsiasi dubbio", dice all'Ansa Luciano Garofano, che nel 2007 comandava il Ris di Parma. Nei giorni scorsi l'ex generale è stato ascoltato dai magistrati pavesi: "Ho dato le mie spiegazioni affrontando i temi che il procuratore mi ha presentato - dice - in veste di persona informata sui fatti e come tale sono uscito".
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Chiara Poggi si è difesa, morte fino a un'ora dopo l'aggressione
Tra gli approfondimenti disposti dai pm c'è poi quello affidato ai consulenti Cristina Cattaneo e all'anatomopatologo Biagio Eugenio Leone, per approfondire ulteriormente la dinamica e le tempistiche dell'aggressione contro la vittima. Ed è emerso che Chiara Poggi si è difesa e che i colpi letali potrebbero essere stati inferti in un tempo dilatato. La morte potrebbe dunque essere arrivata anche molto dopo l'inizio dell'aggressione. Il quadro rafforza l'ipotesi che almeno una parte delle lesioni alla testa e al volto "sia stata prodotta nell'ambito di una colluttazione o, comunque, di un'azione aggressiva protrattasi nel tempo, durante la quale la vittima avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva". E sull'intervallo di sopravvivenza della ragazza, i risultati ottenuti "depongono concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti".
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Legali Sempio: "Non ci sono nuove prove, chiederemo copia atti"
L'avvocato Liborio Cataliotti, che con Angela Taccia assiste Andrea Sempio, dopo la chiusura delle indagini, ha spiegato: "L'imputazione non è cambiata rispetto a quella precedente" di maggio. "Non ci sono nuovi elementi di prova ma non è escluso che emergano. Abbiamo il diritto di chiedere la copia degli atti, cosa che faremo sicuramente".
Legali Poggi: "Nessun elemento nuovo, Corte chiuda la vicenda"
"A questo punto, ci auguriamo che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello, la quale potrà rilevare l'assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all'impropria ricerca di un colpevole alternativo", hanno invece scritto gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi. I dati, aggiungono, "apparentemente evocati in relazione alle prove che furono acquisite in contraddittorio nei confronti di Alberto Stasi non fanno che riproporre dei temi di prova già noti".
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La chiusura delle nuove indagini e cosa potrebbe succedere ora
La chiusura delle indagini consentirà ora alle parti di conoscere nel dettaglio il materiale raccolto dalla Procura negli ultimi mesi. Questo significa che la difesa di Sempio potrà esaminare gli atti, presentare memorie, produrre documentazione e chiedere eventuali ulteriori accertamenti. La chiusura delle indagini non significa però automaticamente una richiesta di rinvio a giudizio, che comunque è probabile. La Procura dovrà prima esaminare le eventuali osservazioni e gli elementi presentati dalle difese. Solo successivamente i magistrati pavesi decideranno se chiedere il processo per Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato.
La posizione di Stasi
Intanto, nelle prossime ore, potrebbe essere anche presentata un'istanza di revisione del processo dalla difesa di Alberto Stasi, allora fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per l'omicidio e ora in liberazione anticipata. Su questa istanza i difensori di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rnsis, stanno lavorando da tempo, parallelamente alle indagini su Sempio, e potrebbe essere depositata dopo questa chiusura delle indagini. Si attende anche per capire se ci saranno eventuali iniziative della Procura generale di Milano in tal senso. Sulla revisione, da parte sua, il procuratore Napoleone ha precisato: "Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse".