Lo speciale di Sky TG24 sul delitto di Garlasco
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Delitto di Garlasco, pm sentono ex generale dei Ris Luciano Garofano

Cronaca
©Ansa

 L'ex generale dell'Arma che nel 2007, quando fu uccisa Chiara Poggi, comandava il Ris, è stato sentito dalla Procura di Pavia per oltre un'ora. Lo ha confermato lui stesso all’Ansa, specificando però di non poter "rivelare alcunché". Sarebbero stati sentiti anche alcuni ufficiali che all'epoca del delitto erano in servizio al Reparto investigazioni scientifiche

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Luciano Garofano, l'ex generale dell'Arma che nel 2007, quando fu uccisa Chiara Poggi, comandava il Ris dei Carabinieri, è stato sentito oggi, 25 settembre, come testimone, dalla Procura di Pavia, per oltre un'ora. Lo ha confermato lui stesso all’Ansa, specificando però di non poter "rivelare alcunché". Il colloquio tra Garofano e i pm pavesi arriva a ridosso della chiusura delle indagini sull’omicidio di Garlasco - che vedono indagato Andrea Sempio - dato che il termine è il 28 settembre. Alla domanda se ci si trovi di fronte a una svolta sul caso, l’ex Generale ha risposto solo: "Non faccio commenti sull'indagine". Secondo quanto emerge, sarebbero stati sentiti anche alcuni ufficiali del Ris che nel 2007 erano impegnati con i rilievi nella villetta di Garlasco dove, il 13 agosto, fu trovato il corpo di Chiara Poggi.

Le consulenze

Garofano è stato sentito mentre si attende il deposito ai pm dell'ultima delle quattro consulenze disposte negli accertamenti integrativi dalla Procura di Pavia. Tra le consulenze già prodotte ai pm, c'è quella chiesta a Carlo Previderè per riesaminare il capitolo del Dna sulle unghie della vittima, alla luce delle ultime osservazioni difensive, e precedentemente attribuito alla linea paterna di Sempio (da una consulenza dell'accusa e anche oggetto di perizia in incidente probatorio). Poi ci sono la consulenza integrativa sulle misurazioni antropometriche di Sempio, chiesta a Cristina Cattaneo, e la consulenza supplementare sull'impronta a pallini lasciata sul pavimento della villetta il giorno del delitto, affidata a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli. La prima delle tre consulenze è arrivata il 7 settembre, le altre due il 23 settembre. All'appello manca la consulenza psichiatrica, in carico a Roberto Catanesi che aveva chiesto un incontro diretto con Sempio, che però ha rifiutato su consiglio dei suoi legali. 

Le prossime tappe e le accuse contro Sempio

Il prossimo passaggio prevede che la Procura notifichi alla difesa di Sempio un secondo avviso di chiusura indagini per omicidio aggravato, dopo quello dell'8 maggio scorso. Questa fase, probabilmente, preluderà a una richiesta di rinvio a giudizio per il 38enne. Secondo la Procura di Pavia Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi, sorella maggiore dell'amico d'infanzia Marco, colpendola più volte "con un oggetto contundente", "almeno 12" le ferite sul cranio e al volto", per "motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale".

Per gli inquirenti, Sempio avrebbe visto video intimi di Chiara Poggi e del fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere come il solo autore del delitto, custoditi in una pendrive. Al centro dell'accusa della procura anche l'orma della mano destra, la cosiddetta "impronta 33" sulla parete delle scale, dove fu ritrovata senza vita la 26enne, che viene attribuita a Sempio, e il suo Dna sulle unghie della vittima.

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