Lo speciale di Sky TG24 sul delitto di Garlasco
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Garlasco, i giudici: “Stasi può uscire dal carcere, ok all'affidamento ai servizi sociali”

Cronaca
©Ansa

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha depositato il provvedimento con cui dà il via libera formale, dopo l'ok della Procura generale, all'affidamento in prova ai servizi sociali per l’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della ragazza nella sua villetta di Garlasco

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Alberto Stasi può uscire dal carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha depositato il provvedimento con cui dà il via libera formale, dopo l'ok della Procura generale, all'affidamento in prova ai servizi sociali per l’ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della ragazza nella villetta di Garlasco nel 2007. Omicidio che, secondo la nuova inchiesta della Procura di Pavia, avrebbe un altro responsabile: Andrea Sempio, amico storico del fratello della 26enne.

Stasi può uscire dal carcere

Alberto Stasi può uscire dal carcere dopo circa 10 anni e mezzo: era entrato a Bollate nel dicembre del 2015 e da poco più di un anno era in semilibertà, cioè doveva rientrare nella casa di reclusione la sera. L'affidamento in prova ai servizi sociali non è collegato alla nuova inchiesta della Procura di Pavia che vede indagato Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi: si tratta, hanno spiegato gli esperti, di un percorso naturale per chi ha già ottenuto negli ultimi anni prima il lavoro esterno e poi la semilibertà che gli permetteva di stare fuori per tutto il giorno con delle prescrizioni. Condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi, quindi, Stasi potrà scontare gli ultimi due anni circa di pena con la misura alternativa al carcere.

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La decisione del Tribunale

La decisone del Tribunale di Sorveglianza, presieduto da Marcello Bortolato, era considerata scontata dopo che ieri la Procura generale aveva espresso parere “positivo” sull'affidamento in prova di Stasi ai servizi sociali. A far propendere per il via libera, tra l’altro, sono stati la buona condotta, le relazioni positive del carcere, il comportamento di Stasi in determinate occasioni. Ieri la sostituta pg Valeria Marino, nel suo intervento in aula, ha sottolineato tra gli elementi positivi anche il fatto che Stasi "ha accettato la condanna (anche continuando a dirsi innocente, ndr), stia risarcendo la famiglia della vittima e non abbia più fatto interviste alla stampa". La decisione, aveva sottolineato, si inserisce "in un percorso naturale" dei detenuti che vedono avvicinarsi l'uscita dal carcere. Il 42enne, comunque, non può definirsi un uomo libero: l'affidamento in prova ai servizi sociali può essere revocato se il condannato non rispetta le indicazioni del Tribunale di Sorveglianza.

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