Quando e dove finisce il caldo afoso? Le previsioni meteo

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Anche oggi, domenica 28 giugno, sono 18 i bollini rossi che identificano i centri urbani con il massimo livello di rischio caldo per tutta la popolazione, indicati nel bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute. Si tratta di Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo (LE PREVISIONI METEO).

Quello che devi sapere

I bollini arancioni e gialli

Sono invece sei i bollini arancioni - Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Trieste e Cagliari - e tre quelli gialli (stato di pre-allerta per una possibile ondata di calore): Catania, Messina e Reggio Calabria. Ma quando finirà l’ondata di calore che da ormai 10 giorni sta investendo l’Italia?

 

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Le prime debolezze di Caronte

Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, la parte più settentrionale dell’anticiclone Caronte sta già subendo gli effetti delle correnti atlantiche, con 6 mila fulmini all'ora registrati tra Inghilterra e Scozia. Per l’esperto è il segnale del quasi inevitabile passaggio dal caldo estremo ai nubifragi violenti, che secondo le statistiche avviene nel 70% dei casi.

 

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Lunedì 29 e martedì 30 giugno

Nel Nord del nostro Paese - spiega iLMeteo.it - la cosiddetta Heat Dome (la cupola di calore) inizierà ad affievolirsi a partire da domani, lunedì 29 giugno, con qualche temporale su Alpi, Prealpi e pianure vicine. Non mancheranno però ancora picchi di 40° nelle regioni settentrionali e del Centro, mentre al Sud le massime restano intorno ai 33-34 gradi. Da martedì 30 giugno al Nord sono attesi nel pomeriggio temporali a carattere irregolare. Al Centro locali piogge sugli Appennini e zone adiacenti, al Sud qualche rovescio pomeridiano sui settori montuosi.

 

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Mercoledì 1 luglio

Il giorno del cambiamento è mercoledì 1 luglio, quando - secondo gli esperti de iLMeteo.it - “una bassa pressione, carica di aria fredda in quota, scivolerà dalla Germania verso l'Italia. L'impatto potrebbe essere molto intenso: si prevedono forti piogge dapprima sul Settentrione (con rischio concreto di grandinate e violenti colpi di vento), per poi scivolare verso il Centro-Sud, dove la perturbazione scaverà un vero e proprio ciclone sul Basso Tirreno entro la giornata di giovedì. Sotto il peso di questa passata temporalesca, le temperature subiranno un drastico calo”, anche di 8-10 gradi, ma ”una successiva, temporanea rimonta dell'alta pressione non è del tutto da escludere”. “Settori come Alpi, Prealpi, il Nord-Ovest e l'alta pianura padana saranno i territori a più alto rischio di supercelle temporalesche isolate ma violentissime, associate a grandine di grosse dimensioni - viene spiegato - Successivamente, nelle giornate di giovedì 2 e venerdì e luglio, il nucleo fresco scivolerà progressivamente verso meridione, andando a intaccare la stabilità atmosferica delle regioni centrali”.

 

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La “goccia fredda”

iLMeteo.it spiega poi che la causa di tutto sarà “l'isolamento di una ‘goccia fredda’ in quota (tecnicamente definita cut-off), un nucleo di aria gelida e fortemente instabile situato a circa 5000 metri di altezza che si staccherà dal flusso principale nord-atlantico per muoversi verso il Mediterraneo”. Questo concentrato di instabilità passerà sopra territori e acqua marina che si sono surriscaldati fino 28-29 gradi e il contrasto termico causerà violenti fenomeni meteorologici. “L’aria calda e umida, essendo più leggera, verrà sollevata verso l'alto in modo estremamente violento - dicono gli esperti - Questo processo dinamico darà vita a enormi cumulonembi a grandissimo sviluppo verticale, all'interno dei quali si innescheranno fenomeni severi. Oltre a grandinate e nubifragi localizzati, il pericolo maggiore sarà rappresentato dai violenti downburst: correnti discendenti talmente rapide da scaraventarsi al suolo e aprirsi a ventaglio con raffiche orizzontali in grado di superare i 100 km/h, con conseguenti rischi di danni alle strutture e sradicamento di alberi”.

 

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Ieri in Europa 193 milioni di persone a temperature superiori a 35°

Secondo i calcoli dell'Afp, ieri almeno 193 milioni di persone in Europa - di cui circa 75 milioni in Germania - hanno sperimentato temperature superiori ai 35°C. I valori massimi hanno superato i 30°C per oltre 404 milioni di persone nel Vecchio Continente (esclusa la Turchia), registrando un lieve calo rispetto a venerdì.

 

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A Bolzano la notte più rovente dal 1956

E in Alto Adige, quella fra venerdì e sabato, è stata la notte di giugno più calda da quando sono iniziate le misurazioni meteorologiche nel 1956. A Bolzano la temperatura minima non è scesa sotto i 25,4 gradi, infrangendo il precedente primato di 24,2 gradi registrato il 29 giugno 2005, ha spiegato il meteorologo provinciale Dieter Peterlin.

 

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