Delitto Garlasco, chiusa inchiesta su Sempio: si va verso il processo

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La Procura di Pavia ha chiuso la seconda inchiesta sull’omicidio avvenuto nel 2007 e accusa Andrea Sempio di avere ucciso "con odio e crudeltà" Chiara Poggi, che aveva rifiutato una sua avance: a 19 anni di distanza i pm riscrivono una nuova verità che punta a chiedere il processo per l'indagato e la revisione del procedimento per Alberto Stasi, il fidanzato della vittima condannato a 16 anni. "La sua speranza è crescente", dice il legale di quest'ultimo

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La Procura di Pavia ha chiuso la seconda inchiesta sul delitto di Garlasco e ha accusato Andrea Sempio di avere ucciso "con crudeltà" Chiara Poggi. Si va quindi verso il rinvio a giudizio e il processo per l'indagato. Dopo circa un anno di accertamenti, consulenze e una perizia disposta con un incidente probatorio, la nuova inchiesta sull'omicidio ha disegnato un quadro totalmente diverso da quello della sentenza che ha condannato Alberto Stasi, fidanzato della vittima all'epoca del delitto, a 16 anni di carcere, pena che sta finendo di scontare. I pm hanno notificato l'avviso di conclusione dell'indagine nei confronti di Andrea Sempio mentre si profila la richiesta di revisione del processo da parte di Stasi. Il suo legale ha detto che "Alberto ha una speranza sempre più crescente”.

Le accuse

La mattina del 13 agosto 2007, secondo le ricostruzioni della Procura, sarebbe stato quindi Sempio, e non Stasi, a uccidere Chiara Poggi con “odio e crudeltà”, come si legge nelle due aggravanti contestate. Avrebbe fatto irruzione nella villetta di Garlasco per aggredire la 26enne, che secondo i pm aveva respinto un suo precedente approccio di tipo sessuale. 

La ricostruzione

Gli esiti della “Bpa”, l'analisi delle tracce di sangue, e la lettura dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo, hanno ridisegnato il capo di imputazione. Chiara avrebbe tentato di difendersi da quei colpi, inferti a mani nude e poi, si ipotizza, con un oggetto forse preso dalla cassetta degli attrezzi del papà della ragazza. Almeno 12 colpi, prima in soggiorno, poi nella zona dove si trovava il telefono, fino alle scale verso il seminterrato. Lì è stata trascinata e fatta scivolare giù fino in fondo dove il killer, "nonostante lei fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi", soprattutto al capo. Nel risalire, si sarebbe appoggiato al muro dove è stata repertata la cosiddetta "palmare 33" e si sarebbe lavato le mani in cucina.

"Due fasce orarie per omicidio"

Le "conclusioni" della relazione medico legale di Cristina Cattaneo "forniscono una finestra temporale" per la morte di Chiara Poggi "tra le 7 e le 12.30" del 13 agosto 2007, date "le evidenze scientifiche più solide", che va parametrata col dato del disinserimento dell'allarme da parte della ragazza alle 9.12. Vengono individuate, dunque, si legge in un'annotazione dei carabinieri, sulla base degli "approfondimenti" della professoressa, due "fasce orarie" in cui Andrea Sempio potrebbe aver commesso l'omicidio: tra le 9.12 e le 9.58 (quando il ragazzo chiama un amico) e tra le 9.58 e le 11.25 (quando viene chiamato dai genitori).

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Le intercettazioni

L'accusa ritiene che Sempio abbia mentito dicendo di essere stato a Vigevano per comprare un libro: l'alibi dello scontrino sarebbe quindi falso e inoltre le analisi delle celle telefoniche lo collocano a Garlasco. A riscontro del movente, ci sarebbero poi le intercettazioni dell'aprile 2025. Una cimice nella sua auto ha captato alcuni monologhi: per gli inquirenti e gli investigatori avrebbe ammesso di aver visto il video intimo di Chiara e Alberto, di essersi fatto avanti e di essere stato rifiutato.

La difesa di Sempio al lavoro

I legali che difendono Sempio sono al lavoro per dimostrare la sua estraneità e per smontare quei soliloqui: "Stava lavorando a un podcast", dicono gli avvocati. "Stiamo chiedendo l'accesso al fascicolo - ha affermato Liborio Cataliotti - acquisibile anche per via telematica", intendendo "le prove che hanno supportato questa pesante imputazione, la più pesante che possa esserci nel nostro sistema penale".

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I Poggi: “Stasi il colpevole, non si riscrive così la storia”

Per i Poggi, invece, prosegue un "calvario" che va avanti da 19 anni. Pensano che quelle "intercettazioni non sono una confessione" ma, riferiscono i loro legali, "una suggestione mediatica" che non sposta la loro convinzione. Non si può "riscrivere la storia dal nulla", non c'è "spazio" per modificarla, quando un caso giudiziario si è chiuso con una sentenza definitiva con "elementi" granitici. La famiglia Poggi, attraverso il lavoro di legali e consulenti, resta convinta che il responsabile dell'omicidio di Chiara sia Alberto Stasi. E che Andrea Sempio, amico di sempre del fratello Marco, sia "una persona che veramente sembra non aver alcuna attinenza con il delitto", malgrado la Procura di Pavia, che ha chiuso la nuova inchiesta dopo poco più di un anno, lo ritenga il colpevole.

Gli appunti

Agli atti dell'indagine ci sono anche alcuni appunti estratti dalle Moleskine di Andrea Sempio: "Molta ansia- 2 archiviazioni" , "Stasi ha chiesto la riapertura", "mamma in panico per la cosa di Stasi", "Stasi ricorso in Cassazione". Le frasi di Sempio, riportate nell'informativa dei Carabinieri, si riferiscono agli anni 2019, 2020 e 2021. "Nei suoi appunti - si osserva - fa trasparire anche un certo interesse all'iter processuale che riguarda" Stasi.

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