Delitto di Garlasco, verso chiusura inchiesta. Ieri Sempio tre ore in Procura: le novità

Cronaca
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Introduzione

Si avvia verso la chiusura la nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nel 2007 a Garlasco: ieri, 6 maggio, la Procura di Pavia ha interrogato Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta. Al 38enne, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, sarebbero state fatte sentire delle intercettazioni che potrebbero aiutare a riscrivere il caso. Per l’omicidio, dopo la prima indagine, è stato condannato a 16 anni di carcere Alberto Stasi. Ecco cosa sappiamo

Quello che devi sapere

Il delitto di Garlasco

Il 13 agosto del 2007 a Garlasco, in provincia di Pavia, la 26enne Chiara Poggi è stata trovata senza vita nella villetta di famiglia. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. Nel 2025 è stata aperta una nuova inchiesta che vede come unico indagato Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi. Ieri, 6 maggio 2026, Sempio è stato interrogato dai pm per circa tre ore: si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma alcune intercettazioni potrebbero aggravare la sua posizione.

 

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Le intercettazioni

Sempio è l’unico indagato nella nuova inchiesta, in via di chiusura, sull'omicidio di Garlasco. Ieri, durante l’interrogatorio a cui il 38enne non ha risposto, la Procura di Pavia gli avrebbe fatto sentire delle intercettazioni che lo riguardano. Si tratterebbe di intercettazioni in cui Andrea Sempio, da solo in macchina, parla di Chiara Poggi, dei video intimi suoi e di Alberto Stasi che avrebbe visto e di una telefonata brevissima, nei giorni precedenti il delitto, per tentare un approccio con la ragazza. Telefonata a cui la sorella dell'amico Marco Poggi avrebbe replicato con un secco "non ci voglio parlare con te". 

 

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La nuova indagine

Nella nuova indagine, quindi, verrebbe offerta una ricostruzione ben diversa da quella messa nera su bianco nelle sentenze che in passato hanno portato a condannare Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima, che sta finendo di espiare 16 anni di carcere.

 

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Le nuove ipotesi

L’ipotesi degli inquirenti è che non sarebbe stato Stasi ad aggredire e uccidere Chiara Poggi, ma l'amico e coetaneo del fratello della vittima. Sempio all’epoca frequentava la villetta di via Pascoli in cui si è consumato l’omicidio: lì trascorreva le ore con l’amico Marco Poggi a giocare alla playstation, davanti alla tv, e a navigare sul computer di casa. Computer di cui Chiara Poggi conservava, protetti da una password, alcuni filmati intimi di lei con Alberto Stasi. Secondo la nuova ricostruzione, Sempio si sarebbe imbattuto in quei filmati e da lì sarebbe nata una infatuazione per Chiara Poggi. La speranza di una prospettiva sessuale sarebbe stata franata subito dalla ragazza, con un no. E così, secondo le nuove ipotesi, Sempio avrebbe approfittato dell'assenza dell’amico, in montagna con i genitori, per provarci con avances sgradite.

 

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L’omicidio

Il giorno dell’omicidio, secondo i pm, Sempio avrebbe fatto irruzione in casa Poggi e avrebbe aggredito la ragazza con un oggetto contundente: almeno 12 i colpi al viso e in testa, si legge nel capo di incolpazione. Un omicidio che, per il procuratore aggiunto Stefano Civardi e per le pm Valentia De Stefano e Giulia Rizza, è avvenuto con "crudeltà verso la vittima" per l'efferatezza dovuta al numero e l'entità delle ferite inferte e per motivi abietti "riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto".

Le carte in mano alla Procura

A condurre verso Sempio, che ha sempre detto di non aver commesso l’omicidio, ci sarebbero le analisi genetiche sul Dna estrapolato dalle unghie di Chiara Poggi: portano alla linea maschile della famiglia Sempio. Ci sarebbero poi le verifiche sull'ormai nota impronta 33 attribuita al 38enne. E ora ci sarebbero anche quella frasi sconnesse captate da una cimice piazzata in macchina di Sempio nell'aprile dell'anno scorso: nelle intercettazioni, ammetterebbe di aver visto il video di Chiara Poggi e Alberto Stasi e ricorderebbe la sua proposta respinta di vedersi. E poi, imitando una voce femminile, direbbe: "Lei mi ha messo giù... E ha messo giù il telefono... Ah, ecco che fai la dura (ride, ndr.), ma io non l'ho mai vista in questo modo, l'interesse non era reciproco". Per i pubblici ministeri guidati dal procuratore Fabio Napoleone, oltre agli esiti delle analisi tecniche e delle consulenze - come quella che sposta la morte della 26enne di almeno un'ora in avanti, tra le 10:30 e le 12:00, con una "centratura" tra le 11:00 e le 11:30 - quelle parole non lasciano dubbi.

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La replica dei legali di Sempio

Sempio, accompagnato dai suoi difensori Liborio Cataliotti ed Angela Taccia, ieri si è presentato in Procura e, prima di avvalersi della facoltà di non rispondere, si è sentito elencare gli elementi che fondano l'accusa, tra cui queste intercettazioni di un anno fa a cui lui "fornirà ogni spiegazione", hanno detto i legali. Sempio "ritiene di essere in grado di spiegare quelle captazioni e non solo, ovviamente, una volta che le avesse ascoltate e contestualizzate e una volta fatto appello alla propria memoria", ha detto l’avvocato Cataliotti. La sua collega Taccia ha aggiunto che Sempio probabilmente stava "commentando" ciò di cui aveva sentito parlare nelle "trasmissioni tv".

 

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Marco Poggi e le sorelle Cappa

Ieri Marco Poggi è stato convocato dai pm come teste e quelle frasi di Sempio sono state fatte ascoltare anche a lui: da quanto emerso, ne avrebbe preso atto sottolineando, però, di non aver mai visto quei filmati amatoriali e di essere al corrente degli esiti degli accertamenti scientifici. "Ho fiducia nei miei consulenti", avrebbe detto, e nella loro ricostruzione secondo la quale il materiale raccolto non ha cambiato la scena del crimine che resta quella avvalorata dalle sentenze dei giudici. Martedì ci sono state anche le audizioni – sempre come testimoni - delle gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi.

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Verso la chiusura dell’inchiesta

Dopo l’interrogatorio di Sempio e le audizioni delle sorelle Cappa e di Marco Poggi, si avvicina quindi l'atto di chiusura dell'inchiesta e ci sarà il deposito di tutte le carte raccolte dai pm che indicherebbero Sempio come unico responsabile dell'omicidio. A quel punto potrebbe aprirsi la strada alla richiesta di revisione del processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi.

 

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