Corte, sì alla pensione di reversibilità alle coppie gay sposate all'estero: la sentenza

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A stabilirlo è stata la Corte Costituzionale, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'articolo 13 del decreto legge del 6 luglio 1939, che non consente alle coppie omosessuali sposate all'estero di ricevere la pensione di reversibilità, in caso di decesso di uno dei due coniugi prima dell’entrata in vigore della legge 20 maggio 2016

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La pensione di reversibilità alle coppie gay sposate all'estero, in caso di decesso di uno dei due coniugi, è legittima. A stabilirlo è stata la Corte Costituzionale, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'articolo 13 del decreto legge del 6 luglio 1939, che non consente alle coppie omosessuali sposate all'estero di ricevere la pensione di reversibilità, in caso di decesso di uno dei due coniugi prima dell’entrata in vigore della legge 20 maggio 2016.  

La sentenza della Corte

La questione era stata sollevata dalla Cassazione, nell’ambito di un processo in cui il vedovo di una coppia gay aveva chiesto, dopo il decesso del partner, di ricevere dall’Inps la pensione di reversibilità, che gli era però stata negata. Secondo i giudici della Cassazione, il decesso del partner era avvenuto prima all’entrata in vigore della legge del 2016 e, per questo, non spettava al marito. Secondo la Corte, escludere dal trattamento pensionistico del partner vedovo di una coppia omosessuale rappresentava una “ingiustificata disparità di trattamento rispetto alle altre categorie aventi titolo a pensione di reversibilità”.   

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