Incendio Monte Faeta, indagati 2 giardinieri: avevano bruciato potature. FOTO
I due uomini sono stati denunciati dai Carabinieri Forestali per incendio boschivo colposo aggravato a causa del rogo che da quattro giorni ha devastato 7-800 ettari nella zona tra Lucca e Pisa
DUE GIARDINIERI INDAGATI
- Due giardinieri di Lucca sono stati denunciati dai Carabinieri Forestali per incendio boschivo colposo aggravato, a causa del rogo che ha devastato 7-800 ettari nella zona del Monte Faeta, fra Lucca e Pisa. La mattina del 28 aprile i due, di circa 50 anni e titolari di p. iva, hanno bruciato accanto a un bosco le ramaglie della potatura di un'oliveta a Santa Maria del Giudice, su incarico della proprietà. Sentiti dai carabinieri forestali hanno ammesso di aver dato fuoco a rami e sterpaglie. I due ora sono indagati dalla procura di Lucca.
LE SQUADRE IN CAMPO
- Grazie al lavoro di vigili del fuoco e protezione civile è stata arrestata la propagazione del fronte di fiamma del rogo che da tre giorni sta devastando il monte Faeta. L'incendio tecnicamente non può dirsi ancora spento: rimangono numerose piccole riprese all'interno dell'area già percorsa dal fuoco che continuano a impegnare le squadre di operai forestali e volontari dell'organizzazione antincendi nelle operazioni di bonifica. Il fronte di fiamma, però, è fermo.
I VIGILI DEL FUOCO
- Sul posto sono impegnati 197 vigili del fuoco, 142 unità sul fronte pisano e 55 su quello lucchese, con rinforzi provenienti anche da Emilia Romagna e Liguria, 66 i mezzi di soccorso impiegati.
IL COORDINAMENTO DELLE OPERAZIONI
- Tutte le operazioni di spegnimento sono coordinate da un direttore di Città Metropolitana, assistito da altri tecnici regionali e delle unioni di comuni della Media Valle del Serchio e Garfagnana. Presenti anche analisti di campo per il supporto al direttore delle operazioni nella strategia di spegnimento e squadre di gruppi addetti all'uso del fuoco.
LE PERSONE EVACUATE
- Secondo quanto appreso, sono ancora circa 400 le persone che restano evacuate e che troveranno ospitalità da amici o nelle strutture messe a disposizione dalla macchina comunale. Erano oltre 3mila le persone che in un primo momento erano state evacuate a causa del maxi rogo.
I MEZZI AEREI
- Alle operazioni, oltre alle squadre a terra, hanno partecipato mezzi aerei. Sul posto nel tardo pomeriggio era ancora operativo un elicottero della flotta regionale a supporto del personale a terra, mentre i mezzi aerei nazionali erano già rientrati..
IL PUNTO
- "Sul Monte Faeta proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento e bonifica. L’incendio è in miglioramento e ha interessato circa 710 ettari, restano alcuni punti critici con fiamme attive, su cui si sta intervenendo prima del cambio di vento previsto nelle prossime ore. Il nostro sistema regionale antincendi boschivi è impegnato anche a Massarosa, dove è in corso un altro incendio boschivo. Ore ancora difficili, ma la Toscana continua a lavorare senza sosta per proteggere il territorio", ha scritto sui social Eugenio Giani, presidente della Toscana.
LA COMMISSIONE AMBIENTE
- "Gli aggiornamenti sull'incendio del Monte Faeta sono positivi e sembrano escludere scenari catastrofici. Resta comunque l'allarme per gli ettari di boschi e terreni coltivati distrutti dalle fiamme. È ora necessario intervenire per comprendere nel dettaglio le dinamiche dell'incendio e garantire risarcimento adeguati e rapidi a chi ha subito danni", ha dichiarato il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani annunciando un'interrogazione parlamentare su quanto accaduto.
LE FRAZIONI INTERESSATE
- Prosegue l'impegno dei vigili del fuoco anche nei territori di Santa Maria del Giudice, San Giuliano Terme e Asciano, al confine fra le province di Lucca e Pisa. Le fiamme hanno danneggiato un'abitazione. Le unità restano a presidio delle abitazioni e delle aree abitate.
POSSIBILI RISCHI
- Particolare attenzione è rivolta alle numerose aree interne al perimetro già interessato dal fuoco che risultano non bruciate o solo parzialmente percorse: si tratta di zone che possono riattivarsi con fronti anche intensi, generando nuove colonne di fumo e possibili salti di fuoco all’esterno del perimetro.