Pediatra, ha esercitato la professione per 40 anni a Milano agli ospedali Fatebenefratelli e San Carlo. Dalla lunga unione col celebre oncologo ha avuto sei figli. Da bambina aveva subito le leggi razziali e la deportazione
È morta all'età di 94 anni Sultana Razon, vedova di Umberto Veronesi. "Medico pediatra e moglie di Umberto, sopravvissuta alla deportazione, è stata per Milano un esempio di tenacia, altruismo e memoria" ha detto di lei il sindaco Giuseppe Sala esprimendo vicinanza alla famiglia. "La sua testimonianza" - ha aggiunto - "resterà con noi". Sultana Razon Veronesi, conosciuta con il nome di Susy, è scomparsa a Milano, città in cui era nata nel 1932, come scrive la Fondazione Veronesi sul proprio sito ricordandola. Pediatra, ha esercitato la professione per quarant'anni a Milano agli ospedali Fatebenefratelli e San Carlo. Dalla lunga unione con Umberto Veronesi ha avuto sei figli.
Da bambina aveva subito le leggi razziali e la deportazione
Sultana era nata da genitori turchi, ebrei sefarditi, venuti in Italia nel 1930. Da bambina aveva subito le leggi razziali e la deportazione insieme ai suoi familiari. Era stata internata nel campo di Bergen Belsen, dove morì Anna Frank, ed era riuscita a tornare in Italia e a riprendere gli studi. Proprio mentre lei studiava medicina la madre si era ammalata di tumore e in quel periodo difficile aveva conosciuto Umberto Veronesi, giovane e brillante medico, che dopo qualche anno diventò suo marito. Nel 1958 si era laureata e poi aveva conseguito la specializzazione in Pediatria. Nel 2019 il Comune di Milano le aveva conferito l'Ambrogino d'Oro, la massima onorificenza cittadina, per il suo impegno come pediatra e come testimone della Shoah nelle scuole e con i ragazzi.