La presidente del Consiglio, in un’intervista a 'Il Giornale', commenta l’evento indetto dal sindaco di Bologna: "Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle Forze dell'Ordine". Lepore replica: "Non dobbiamo darla vinta agli antagonisti. Sappiamo che nella nostra città c'è anche questa cultura. E io in questo mandato mi sono sempre opposto: riempire le piazze con un'alternativa democratica è il metodo di Bologna"
"Ho trovato irresponsabile l'idea del Sindaco Lepore di chiamare la piazza all'indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità". A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, in un'intervista a Il Giornale, torna a commentare l'evento indetto dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo la morte di Abderrahim Fakir.
Meloni: "Una condanna a priori delle Forze dell'Ordine"
Secondo Meloni, "era evidente" che la scelta di Lepore "sarebbe suonata come una condanna a priori delle Forze dell'Ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la Polizia e seminare violenza in città. Fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mai scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle Forze dell'Ordine".
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Schlein: Su Fakir lo Stato deve fare piena luce"
Una vicenda, quella di Bologna, che ha alimentato anche lo scontro politico. "Abbiamo chiesto subito di accertare fino in fondo e fare piena luce su quello che è accaduto con la morte di Fakir. È doveroso che le istituzioni chiedano di fare piena luce, qualcosa non è andato come doveva, tutti siamo rimasti sconvolti - ha detto a In Onda la segretaria del Pd, Elly Schlein - Quando un uomo muore durante un'operazione di fermo, lo Stato ha fallito e proprio lo Stato deve fare piena luce. La politica non deve arrivare con condanne o assoluzioni di ufficio, sarà la magistratura a stabilire se ci saranno responsabilità e di chi". Poi la leader dem difende il sindaco di Bologna: "Lepore ha scelto di governare la frustrazione e lo smarrimento di un'intera comunità. È stato importante, per non lasciarla in balia delle spinte più estremiste e degli antagonisti. La violenza è da condannare sempre, ogni volta che si manifesta".
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Lepore: "Non lasceremo le piazze ai violenti e agli antagonisti"
"D'ora in poi non lasceremo più le piazze ai violenti e agli antagonisti". Matteo Lepore, sindaco di Bologna, replica così, in un'intervista al Quotidiano Nazionale, a chi lo ha attaccato per aver indetto una manifestazione dopo la morte di Fakir. "È importante che quella piazza ci sia stata, perché altrimenti non avrebbe avuto voce e si sarebbe confusa con l'altra - spiega- E quel dolore sarebbe stato strumentalizzato. Credo che, alla fine di tutto, si capirà che è stata una giornata importante". Il primo cittadino afferma che "la famiglia della vittima non ha ancora ricevuto una telefonata né una parola di scuse". Poi parla delle violenze scoppiate a margine della manifestazione lunedì: "Non dobbiamo darla vinta agli antagonisti. Sappiamo che nella nostra città c'è anche questa cultura. E io in questo mandato mi sono sempre opposto: riempire le piazze con un'alternativa democratica è il metodo di Bologna". "Ed è importante, perché altrimenti avremmo regalato la memoria di Fakir agli antagonisti. Senza quella piazza non conosceremmo la voce straordinaria di Youssra, nipote di Abderrahim, che ha zittito i facinorosi chiedendo rispetto per suo zio. Una voce più forte di quella degli antagonisti", dice ancora Lepore. Il sindaco infine esprime la sua vicinanza "agli agenti feriti e alla Questura, perché quelle scene non sono degne di Bologna e non c'entrano nulla né con la famiglia di Fakir, né con la manifestazione pacifica che abbiamo indetto".
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L'avvocato della famiglia Fakir: "L'autopsia dovrebbe essere venerdì"
Intanto l'avvocato Fabio Anselmo, che difende i familiari del 42enne morto a Bologna, ha spiegato che per l'autopsia su Abderrahim Fakir "non abbiamo ricevuto alcun avviso, proprio per la farraginosità del sistema", legato alle novità sul fascicolo modello 45-bis introdotto dal decreto sicurezza per trattare le vicende che prevedono uno "scudo" per chi agisce in presenza di una causa di giustificazione. "Abbiamo avuto comunicazione informale che sarà venerdì", ha aggiunto.