Bologna, scontri dopo presidio per Fakir: guerriglia urbana e decine di feriti. FOTO
Notte di scontri nel centro del capoluogo dell'Emilia-Romagna, dopo i tafferugli di ieri sera a seguito del momento di raccoglimento per la morte del 42enne, avvenuta domenica mentre era ammanettato. Un’auto del Comune è stata data alle fiamme. Il bilancio della Questura di Bologna parla di 64 agenti feriti e danni a sei mezzi della Polizia
GUERRIGLIA URBANA A BOLOGNA
- Notte di guerriglia urbana a Bologna dopo gli scontri nella serata di ieri a seguito del raduno per la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta lo scorso 19 luglio dopo essere stato fermato e ammanettato dala Polizia. A pochi passi da piazza Maggiore una sacca di attivisti ha continuato fino a oltre mezzanotte a lanciare oggetti alle forze dell'ordine, oltre che a devastare il centro buttando in aria sedie dei dehor e vandalizzando le bici del servizio sharing.
L'INTERVENTO DEI VIGILI DEL FUOCO
- Almeno un'auto del Comune è stata date alle fiamme, costringendo i vigili del fuoco a intervenire. I pompieri sono accorsi anche in via Monte Grappa, dove un fumogeno aveva preso fuoco in un cortile.
IL BILANCIO
- Un primo bilancio di ieri sera, nelle proteste e negli scontri che hanno seguito la piazza pacifica per chiedere verità e giustizia per la morte di Abderrahim Fakir era di 11 persone che hanno avuto bisogno di cure dal 118. Ma oggi i numeri sono molto più alti, con oltre 60 feriti solo tra le forze dell'ordine.
TRA LE FORZE DI POLIZIA
- Secondo la Questura di Bologna, negli scontri di ieri sera tra gli operatori delle forze dell'ordine sono risultati feriti in 64, con prognosi dai 3 ai 35 giorni. Risultano danneggiati sei mezzi della Polizia di Stato. Gli ulteriori danni sono stati realizzati nelle vie centrali della città, adiacenti a Piazza Maggiore dove è partita la manifestazione.
GLI SCONTRI
- I primi contatti nella serata di ieri sono avvenuti davanti alla prefettura e alla questura del capoluogo emiliano: la prima fila dei partecipanti alla manifestazione è entrata in contatto con le forze dell'ordine, che hanno risposto con manganellate.
LANCIATA UNA BOMBA CARTA CONTRO LA POLIZIA
- I manifestanti hanno lanciato anche una bomba carta in piazza Roosevelt, con gli agenti che hanno reagito caricando, con idranti e lacrimogeni.
ATTACCATI I BLINDATI
- Alcuni dei presenti alla manifestazione hanno quindi staccato le protezioni dei finestrini dei blindati, per poi lanciarle contro i mezzi della polizia.
CALCI E BOTTIGLIE
- Sono volate bottiglie, qualcuno ha preso a calci gli agenti.
IDRANTI E LACRIMOGENI
- Gli agenti hanno quindi usato ancora diversi lacrimogeni utilizzato gli idranti per disperdere i manifestanti. Alcuni si sono radunati contro le mura del Comune, in un gesto di non violenza.
CONTRO LO SCUDO PENALE
- Si sono levate diverse grida contro le forze dell'ordine: "Assassini", hanno detto i manifestanti, protestando anche contro lo scudo penale.
GUERRIGLIA IN VIA UGO BASSI
- In serata, via Ugo Bassi è stata vandalizzata dalla coda di manifestanti più violenti, che hanno distrutto le biciclette del servizio di sharing e usato le transenne dei cantieri del tram per difendersi dalle cariche degli agenti. Lanciate le sedie dei dehor dei locali. In piazza Maggiore è stata annullata la rassegna del cinema all'aperto.
IL PRESIDIO PACIFICO
- Il presidio pacifico, organizzato dal sindaco di Bologna Matteo Lepore, ha preso il via in una piazza del Nettuno gremita, dove oltre alle istituzioni, alle famiglie e agli altri partecipanti sono arrivate le centinaia di antagonisti che poi hanno creato tensioni.
LA SORELLA DI FAKIR SVIENE AL PRESIDIO
- Presente anche la sorella di Abderrahim Fakir, Khadija, che si è sentita male ed è svenuta proprio nel corso del presidio, quando Lepore - che ha introdotto l'evento - stava passando la parola ai familiari dell'uomo morto.
IL LEGALE DELLA FAMIGLIA FAKIR: "SCONTRI SONO STRUMENTALIZZAZIONE BECERA"
- L'avvocato della famiglia Fakir, Fabio Anselmo, ha criticato gli antagonisti. "Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir. Il dolore della sorella, soccorsa per un malore, è chiarissimo. La strumentalizzazione becera e violenta, al termine della manifestazione, è un evento a orologeria che costituisce un attacco alla famiglia di Fakir che ha chiesto più volte calma, educazione e rispetto", ha detto.