Caso Ranucci-Lavitola, allarme del conduttore di Report: “Salvini chiede mia sospensione”
CronacaIn carcere l'imprenditore, accusato di essere il mandante dell'attentato del 16 ottobre scorso. Mercoledì interrogatorio di garanzia. Per il gip il movente sarebbe stato “accrescere la popolarità” di Ranucci e spianargli la strada in politica: secondo i magistrati, non ci sono elementi per ritenere che il giornalista fosse d’accordo. Intanto il vicepremier interviene sul caso: "Finché non c'è chiarezza meglio Report senza Ranucci". Riunito il Comitato Etico della Rai sulla vicenda
Voleva “accrescere la popolarità” dell’amico Sigfrido Ranucci e spianargli la strada in politica, per poi diventarne lo spin doctor. È questa una delle accuse mosse dal gip contro Valter Lavitola, finito in carcere ieri perché ritenuto dai pm di Roma il mandante dell'attentato del 16 ottobre scorso a Pomezia contro il giornalista. “Tra 2 anni fai il premier”, scriveva Lavitola a Ranucci in una chat. E a un mese dall'attentato insisteva: "Devi avere più scorta". I pm della Dda di piazzale Clodio contestano all’imprenditore ed ex editore l'aggravante del metodo mafioso. Domani, mercoledì 12 agosto, è previsto l'interrogatorio di garanzia nel carcere di Rebibbia. Mandato d'arresto anche per il cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, ora latitante: sarebbe stato l'intermediario tra Lavitola e gli esecutori materiali dell'attentato. L'ordigno rudimentale, che ha semidistrutto le auto del conduttore di Report, sarebbe infatti stato piazzato da una banda di quattro persone. Tavares, factotum di Lavitola, si troverebbe in Africa e i pm sarebbero pronti ad avviare la procedura per chiederne l'estradizione in Italia. Secondo i magistrati, comunque, non c'è “alcun elemento” per ritenere che Ranucci sapesse e fosse d'accordo con Lavitola. "L'arresto conferma la gravità e la complessità dell'attentato, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione", ha detto il legale di Ranucci, l'avvocato Roberto De Vita.
L’arresto di Lavitola e le ricerche di Tavares
Valter Lavitola è stato arrestato lunedì 10 agosto. In mattinata, gli uomini del nucleo Investigativo dei carabinieri hanno eseguito la misura cautelare in carcere nei confronti dell'ex giornalista ed editore. Lavitola è accusato dai pm della Dda di aver pianificato il blitz grazie all'aiuto del suo factotum, il cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, nei confronti del quale è stato spiccato un mandato di arresto. L'uomo è attualmente ricercato e si troverebbe in Africa: sarebbe lui l'intermediario con la banda irpina. Secondo le indagini, Ranucci conosceva Tavares almeno dal 2022: agli atti c'è anche una foto di quell'anno che ritrae i due insieme a Lavitola. Inoltre, nelle carte vengono citate delle intercettazioni in cui il giornalista, nell'ottobre del 2024, scriveva a Lavitola spiegando di trovarsi "in difficoltà su tutto" ma che "sarebbe andato avanti". E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista aveva risposto con una battuta: "Mi dovresti prestare Gomes".
Riunito il Comitato Etico della Rai sulla vicenda Ranucci
Intanto è riunito in queste ore il Comitato Etico che deve esprimere un parere sulla vicenda che riguarda il conduttore di Report Sigfrido Ranucci. I lavori saranno aggiornati alla luce dei nuovi elementi emersi dall'inchiesta, come le considerazioni del Gip sull'inesistenza di un accordo tra il giornalista e Valter Lavitola, e le conversazioni tra i due, a partire dalla mail aziendale, inviata a Ranucci dal direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini, nella quale si chiedeva un riequilibrio delle inchieste di Report, girata a Lavitola dal conduttore o i giudizi espressi da quest'ultimo nei confronti dell'Ad Giampaolo Rossi e la Rai e su altri colleghi. Sulle valutazioni potrebbe pesare anche il contenuto degli allegati dell'inchiesta con le relazioni dei carabinieri, che potrebbero contenere nuovi elementi. La relazione dovrebbe essere trasmessa a breve, forse già domani, all'Ad, che farà poi le sue valutazioni in merito alla guida del programma.
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Contestato il metodo mafioso
Tornando all'indagine, nei confronti di Lavitola e di Tavares, così come per la banda che ha materialmente piazzato l'ordigno composto da gelatina per cava, è contestata l'aggravante del metodo mafioso. Secondo i magistrati, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, il movente dell'attentato va ricercato nell'"ambizioso progetto" di Lavitola di lanciare Ranucci in politica e poi di ritagliare per sé un ruolo di primissimo piano. Una motivazione di cui l'indagato ha parlato agli investigatori durante la perquisizione del 4 luglio, respingendo però ogni accusa.
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L’ordinanza del gip
Il gip, nelle 200 pagine di ordinanza, scrive che il blitz è stato "commissionato" dall'imprenditore "esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti" dell'arrestato "in ambito politico". "Se infatti lo scopo era quello di favorire l'ascesa politica del giornalista ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato", si legge nel provvedimento, "è indubbio che, nell'ideazione dell'indagato, agli occhi della vittima e dell'opinione pubblica l'evento delittuoso doveva apparire come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l'incolumità del giornalista". Per il gip, Lavitola è un soggetto con una spiccata "capacità criminale", è "spregiudicato" e può contare su conoscenze in molti Paesi: il giorno delle perquisizioni domiciliari, il 4 luglio scorso, sarebbe stato pronto a lasciare l'Italia in direzione del Camerun.
La preoccupazione per la scorta e gli "odiatori"
Dall'ordinanza di custodia cautelare emerge anche che Lavitola, a un mese dall’attentato a Ranucci, avrebbe manifestato forte interesse per il rafforzamento delle misure di protezione del conduttore di Report. L’imprenditore, infatti, avrebbe espresso preoccupazione per la mancata assegnazione di una seconda auto di scorta, arrivando a scrivere al giornalista: "Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino che mi viene in mente". In un altro passaggio avrebbe scritto: "Il vero pericolo che hai tu sono gli odiatori".
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L'avvocato: "Sigfrido Ranucci è tre volte vittima"
Secondo l'ordinanza, comunque, "non è emerso alcun elemento per ritenere che il giornalista fosse d'accordo con Lavitola". "Sigfrido Ranucci è tre volte vittima, di un attentato grave e pericoloso, di un tradimento e di una strumentalizzazione da parte di un amico in un delirante teatro della follia (se i fatti verranno definitivamente accertati) e, in ultimo, con forse maggiore gravità di una massiva e persistente campagna di linciaggio mediatico e politico che con congetture e insinuazioni ha cercato di trasformare la vittima nel beneficiario più o meno consapevole dell'attentato", ha detto l'avvocato Roberto De Vita, legale del giornalista. "Adesso attendiamo il giudizio anche nei confronti di quanti sono stati denunciati per diffamazione aggravata per aver contribuito consapevolmente alla violenta azione denigratoria della figura più rilevante del giornalismo di inchiesta in Italia, azione pericolosa per la democrazia come un attentato", ha aggiunto il penalista.
Salvini: "Meglio Report senza Ranucci"
A proposito di Report, Matteo Salvini ha dichiarato: "Io penso che gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola io penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda". Alla domanda se la trasmissione debba continuare ma senza Ranucci, il vicepremier ha risposto: “Sì, ma non ce l'ho con lui. Ripeto, credo che coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura debbano prendersi una pausa". Parole a cui Ranucci ha replicato su Facebook: “Il ministro Salvini chiede alla Rai la mia sospensione". Il conduttore ha sottolineato la rilevanza delle frasi del ministro scrivendo il suo messaggio tutto in maiuscolo.
M5s: “Salvini prima di lanciare anatemi su Ranucci studi le carte”
"Salvini ha perso l'ennesima occasione per tacere, affermando che Sigfrido Ranucci dovrebbe prendersi una pausa da Report. Non si occupa del disastro dei treni e del disastro sulle accise che voleva eliminare ma mette becco su una questione che le indagini hanno già chiarito, come scrive il gip: Ranucci è la vittima di un attentato, non sapeva quello che stava accadendo. La stessa ordinanza precisa che non è emerso alcun elemento per evidenziare che Ranucci fosse d'accordo con Lavitola. Inoltre, dall'ordinanza non emerge che ci sia alcun collegamento tra le inchieste di Report e Lavitola stesso. Prima di lanciare anatemi Salvini studi le carte”, hanno dichiarato, in una nota, i parlamentari del M5s in commissione di vigilanza Rai.