L'Associazione nazionale dei magistrati dopo le intimidazioni legate alla condanna del gioielliere: "Attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull'omicidio e sulla legittima difesa". Meloni: "C'è una questione di proporzionalità delle pene". Schlein e Conte: "Non è legittima difesa"
Minacce, insulti e messaggi d'odio in un clima in cui si è "attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull'omicidio e sulla legittima difesa". L'Associazione nazionale dei magistrati ha lanciato l'ennesimo allarme per le continue intimidazioni a seguito delle polemiche per la vicenda della condanna a oltre 14 anni di carcere di Mario Roggero, in carcere per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. Intanto la difesa del gioielliere ha presentato un'istanza anche al Tribunale di sorveglianza di Milano per chiedere il differimento della pena, in attesa della definizione della domanda di grazia già presentata dalla moglie.
L’istanza di differimento della pena
Secondo quanto si apprende, dopo aver saputo della trasmissione degli atti da Torino a Milano, lunedì sera il legale di Roggero ha inviato una Pec ai magistrati milanesi reiterando l'istanza di differimento della pena. Ieri l'Ufficio di sorveglianza milanese ha restituito gli atti a Torino, ritenendo che la competenza resti nel capoluogo piemontese poiché l'istanza era stata presentata quando il 72enne era ancora in stato di libertà.
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Meloni: "C'è una questione di proporzionalità delle pene"
Intanto sul caso è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un'intervista a Il Giornale ha osservato: "È evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c'è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere perché ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia". "Come si può chiedere a un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? - ha aggiunto la premier - Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo".
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Schlein e Conte: "Non è legittima difesa"
"Quando una persona sta scappando non è legittima difesa. Ma in questa vicenda c'è anche il tentativo di farci parlare di altro, non delle bollette e della benzina", ha detto invece la segretaria del Pd, Elly Schlein, a In Onda. Sulla stessa linea anche il leader del M5S Giuseppe Conte: "Nel caso Roggero non parliamo assolutamente di legittima difesa - ha sottolineato a Sky TG24 - parliamo di una rappresaglia, una vendetta al di fuori di qualsiasi contesto di legittima difesa".