Caso Roggero, istanza di differimento pena anche al tribunale di Sorveglianza di Milano

Cronaca

I legali del gioielliere di Grinzane Cavour hanno presentato anche al tribunale di sorveglianza di Milano l'istanza di differimento della pena

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La difesa di Mario Roggero, il gioielliere in carcere dal 17 luglio per scontare una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo, ha presentato un'istanza anche al Tribunale di sorveglianza di Milano per chiedere il differimento della pena del gioielliere e ottenerne la scarcerazione in attesa della definizione della domanda di grazia già presentata dalla moglie.

Atti inviati a Torino

Secondo quanto si apprende, dopo avere saputo della trasmissione degli atti da Torino a Milano, la sera del 20 luglio il legale ha inviato una Pec ai magistrati milanesi reiterando l'istanza di differimento della pena. Oggi  l'Ufficio di sorveglianza milanese ha restituito gli atti a Torino, ritenendo che la competenza resti nel capoluogo piemontese poiché l'istanza era stata presentata quando il 72enne era ancora in stato di libertà. 

Anm: "Messaggi d'odio nei confronti dei magisrati"

Intanto l'Anm lancia l'allarme su "minacce" e "insulti" rivolti ai magistrati a seguito della condanna: "Dopo la sentenza sul caso Roggero ai magistrati sono arrivate minacce, insulti e messaggi d'odio in un clima in cui vengono attaccati per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull'omicidio e sulla legittima difesa - ha fatto sapere la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati -. Siamo al fianco dei colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze di primo e secondo grado, così come di quelli della Corte di cassazione che le hanno confermate". L'Anm prosegue: "Ribadiamo che, da parte di chi ricopre incarichi istituzionali servirebbe maggiore responsabilità e cura nell'utilizzo delle parole. Il clima che si crea nei confronti di chi applica la legge dovrebbe essere differente. La critica è legittima, ma alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio da colpire significa contribuire a un clima che può degenerare in odio e intimidazione. Un clima di pesante delegittimazione denunciato anche nel recente report della Commissione europea. Ci auguriamo per il futuro maggiore attenzione a tutela delle stesse fondamenta dallo Stato di diritto".

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