Introduzione
Il 16 ottobre 2025 il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ha subito un attentato. Una bomba è esplosa davanti casa sua. A fine giugno sono state arrestate quattro persone, per gli inquirenti gravemente indiziate di aver predisposto e fatto scoppiare l’ordigno. A inizio luglio Valter Lavitola è stato indagato come sospetto mandante dell’azione contro Ranucci, e poi arrestato il 10 agosto. Nel mezzo delle indagini sono spuntate intercettazioni, il racconto di un’amicizia e presunte aspirazioni politiche dell’ex faccendiere. Ecco le tappe della vicenda.
Quello che devi sapere
L’attentato a Sigfrido Ranucci
Il 16 ottobre del 2025 una bomba rudimentale è esplosa davanti a casa del giornalista Sigfrido Ranucci a Pomezia, vicino a Roma, danneggiando le auto parcheggiate e il cancello di casa, ma senza provocare feriti. Essendo il conduttore di Report, inizialmente le indagini si erano concentrate su possibili ritorsioni legate alle inchieste della trasmissione.
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Gli arresti a fine giugno
Una prima svolta sul caso è arrivata a fine giugno con l’arresto di quattro persone tra i 53 e i 22 anni. I quattro, con precedenti penali per droga e uno anche per sequestro di persona, violenza sessuale, rapina ed estorsione, sono stato ritenuti gli esecutori dell’attentato compiuto su commissione.
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L’indagine su Valter Lavitola
A inizio luglio, nell’indagine sull’attentato è comparso il nome di Valter Lavitola, indagato come presunto mandante dell’azione insieme a un’altra persona. I carabinieri hanno effettuato una perquisizione nei confronti dell’imprenditore ed editore acquisendo pc e cellulare. L’8 luglio Lavitola è stato interrogato affermando di essere amico di Sigfrido Ranucci e professandosi innocente riguardo all’attentato. Lo stesso giornalista, inizialmente, ha difeso l’imprenditore confermando che sono molto amici quasi “come fratelli” e che Lavitola non avrebbe mai fatto del male a lui o alla sua famiglia.
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La vicenda sui media
A seguito della notizia, alcuni media hanno riportato dettagli sull’amicizia tra i due rivelando anche di un sondaggio, finanziato dall’imprenditore, su quanti avrebbero votato Ranucci alle elezioni politiche in caso si fosse candidato. Il conduttore di Report ha confermato di sapere del sondaggio ma senza aver mai affermato di volersi candidare. Alcuni media hanno iniziato a insinuare congetture riguardo all’attentato: ciò ha portato il giornalista a dare mandato al suo legale di denunciare e querelare per diffamazione pluriaggravata coloro che “hanno trasformato, mediante esplicite allusioni, la vittima del grave attentato nel suo presunto beneficiario, attraverso espressioni che affermano o suggeriscono di un ‘finto attentato’ e altre analoghe formulazioni e di vantaggi conseguenti, la cui ricaduta umana e professionale è di inaudita gravità”.
Le intercettazioni e le indagini
Secondo la procura di Roma, Lavitola avrebbe incaricato un dipendente del suo ristorante, Clesio Tavares Gomes, 47 anni e di origini camerunensi, di trovare qualcuno in grado di recuperare esplosivi e farli esplodere fuori dalla casa di Ranucci. Poi avrebbe fatto partire Gomes per il Camerun. L’imprenditore però aveva affermato che Gomes non si trovava in Camerun perché fuggito, ma perché doveva curare dei propri affari lì. Basandosi sul segnale dei cellulari dei due, gli investigatori hanno scoperto che Lavitola e Gomes si trovavano nella zona della casa di Ranucci un mese prima dell’attentato, il 15 settembre. Secondo la procura, quello sarebbe stato una sorta di sopralluogo per decidere come organizzare l’attentato. Su questo punto, Lavitola ha replicato dicendo che invece era normale che si trovasse lì, visto il rapporto stretto con Ranucci, ed era anche normale che ci fosse Gomes, suo collaboratore e factotum.
L’arresto di Valter Lavitola
Il 10 agosto 2026 Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere perché accusato di essere il mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci. La proura contesta anche il metodo mafioso. Un mandato di arresto è stato emesso anche nei confronti del cittadino camerunense Gomes Clesio Tavares, accusato dai pm di Roma di avere partecipato al progetto. Secondo l'accusa, Gomes sarebbe stato l'intermediario tra Lavitola e la banda - composta da quattro persone - che materialmente ha compiuto l'azione dinamitarda il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia, centro vicino Roma.
L’impianto accusatorio
Secondo l'impianto accusatorio Lavitola è indiziato "di aver concepito il disegno delittuoso, dando mandato a Gomes di individuare i soggetti in grado di reperire l'esplosivo e di compiere l'attentato dimostrativo davanti alla villa del giornalista". Gli investigatori ricordano che lo stesso imprenditore avrebbe "partecipato personalmente, insieme al cittadino camerunese a un primo sopralluogo esplorativo a Pomezia, 15 settembre dello scorso anno". Gomes, dal canto suo, avrebbe "reclutato e istruito gli esecutori materiali, la banda di quattro persone di origine campana e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l'autovettura del suocero". Le risultanze investigative "derivano dall'analisi incrociata dei tabulati telefonici e telematici delle celle serventi l'area dell'attentato, dal tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie e dall'esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, che hanno smentito i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi", hanno concluso i carabinieri in una nota.
I motivi dell’attentato
Secondo gli investigatori, l’obiettivo di Valter Lavitola era esclusivamente quello di “accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti" dell'arrestato "in ambito politico". Il gip di Roma, nell'ordinanza con cui ha disposto il carcere per il 60enne di origini campane, ha chiarito che “se infatti lo scopo era quello di favorire l'ascesa politica del giornalista Ranucci ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato, è indubbio che nella ideazione dell'indagato, agli occhi della vittima e dell'opinione pubblica l'evento delittuoso doveva apparire come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l'incolumità del giornalista”.
Il progetto politico di Lavitola
Secondo gli investigatori, Lavitola voleva Ranucci in politica per diventarne sostanzialmente il suo spin doctor, il suo consulente. Un progetto che l'imprenditore, proprietario di un ristorante di pesce a Roma, aveva palesato al conduttore di Report già nel 2024. In una chat del 2024, emersa dal cellulare dell'indagato, Lavitola, rivolgendosi a Ranucci, gli avrebbe detto: "Tra due anni fai il Presidente" del Consiglio, facendo riferimento alle elezioni politiche e aggiungendo che, nel caso in cui il giornalista fosse stato mandato via dalla Rai, avrebbe "fatto bingo". Queste parole sarebbe state scritte proprio nei giorni in cui il giornalista si sentiva sotto attacco della politica, con il suo ruolo di conduttore messo a rischio.
L’estraneità di Ranucci riguardo alla vicenda
Sempre nell’ordinanza, il gip ha ribadito che Sigfrido Ranucci non era assolutamente a conoscenza del piano di Lavitola e dell’attentato. “Più volte” Valter Lavitola "ha commentato" l'attentato "dicendo che se era stato lui il mandante allora voleva dire che era d'accordo anche Ranucci, quando allo stato non è emerso alcun elemento per ritenere che il giornalista fosse d'accordo con Lavitola". É quanto si legge nel testo del giudice per le indagini preliminari. Secondo il gip, Ranucci è stato “vittima della manipolazione dell'indagato, in ragione, da un lato, della raffinata astuzia di quest'ultimo, dall'altro del profondo legame tra i due instauratosi tanto da indurre la persona offesa ad avere quella reazione di stupore e incredulità appena appresa la notizia dell'incriminazione dell’amico". In più di un’intercettazione è emerso il chiaro tentativo di Lavitola di manipolare Ranucci.
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