Attentato Ranucci, oggi l’interrogatorio di Lavitola in carcere

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Non è escluso che l’ex editore possa avvalersi della facoltà di non rispondere - come avvenuto a luglio dopo la perquisizione domiciliare - e limitarsi a dichiarazioni spontanee. Secondo gli inquirenti, avrebbe compiuto l'attentato per accrescere la popolarità del giornalista, con l’obiettivo di lanciarlo in politica e puntare a Palazzo Chigi

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Questa mattina Valter Lavitola, arrestato perché ritenuto il mandante dell'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, comparirà in una saletta del carcere di Rebibbia davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. Non è escluso che l’ex editore possa avvalersi della facoltà di non rispondere - come avvenuto a luglio dopo la perquisizione domiciliare - e limitarsi a dichiarazioni spontanee.

L’attentato per arrivare a Palazzo Chigi

Secondo gli inquirenti, Lavitola avrebbe compiuto l'attentato per accrescere la popolarità di Ranucci, con l’obiettivo di lanciarlo in politica e puntare a Palazzo Chigi. Un blitz dinamitardo di cui il conduttore sarebbe comunque stato all'oscuro. Per il legale del giornalista, l'avvocato Roberto De Vita, Ranucci "è tre volte vittima, di un attentato grave e pericoloso, di un tradimento e di una strumentalizzazione da parte di un amico in un delirante teatro della follia (se i fatti verranno definitivamente accertati) e di una massiva e persistente campagna di linciaggio mediatico e politico".

Ranucci, Lavitola, Tavares

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Verso l’estradizione di Gomes Tavares

Sul movente conferme potrebbero arrivare dall'analisi del cellulare e del pc sequestrati all'indagato. Un’attività iniziata a luglio e che proseguirà anche su quanto i carabinieri del Nucleo Investigativo troveranno sui device relativamente alle ultime settimane. C'è poi un secondo fronte di indagine ed è quello che riguarda Gomes Tavares, ritenuto dagli inquirenti l'intermediario con la banda che ha materialmente piazzato l'ordigno all'esterno dell'abitazione di Ranucci a Pomezia. I pm della Dda sono pronti ad avviare la procedura di estradizione per il factotum di Lavitola. Quest'ultimo, nelle chat con Ranucci, aveva parlato spesso di quella bomba. Tanto da sollecitargli un "rafforzamento delle misure di protezione". L'imprenditore avrebbe espresso anche preoccupazione per la mancata assegnazione di una seconda auto di scorta, arrivando a scrivergli: "Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino che mi viene in mente". E ancora: "Dammi retta, in qualsiasi momento tu sei esposto, devi avere una struttura di protezione fisica. Significa che quando tu arrivi in un luogo: a casa, alla Rai, un ristorante… devi avere una staffetta fatta da almeno quattro uomini, più i due della macchina di scorta che dopo aver fatto il sopralluogo (devono arrivare almeno 10 minuti prima) ti fanno un cerchio di protezione. Il vero pericolo che hai tu sono 'gli odiatori'."

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