Caso grazia Nicole Minetti, verifiche su autenticità della sentenza di adozione in Uruguay
CronacaAvviati accertamenti fra il Paese sudamericano e la Spagna, anche su eventuali procedimenti penali in corso a carico dell'ex igienista dentale. La Procura generale di Milano si dice pronta "a cambiare parere" sulla clemenza concessa. Giorgia Meloni difende l’operato del ministro della Giustizia Nordio: "Mi fido di lui", e "ad oggi escludo l'ipotesi di dimissioni del ministro". Legali Minetti: “Trasmessi alla Procura Generale gli atti sull'adozione”
La procura Generale di Milano sta acquisendo in Uruguay, per verificarne la veridicità, la sentenza di adozione del figlio di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, nell'ambito della vicenda della grazia concessa all’ex consigliera lombarda. Verifiche sono in corso anche su eventuali procedimenti penali, in particolare all'estero, a carico di Minetti. Gli accertamenti sono fra quelli richiesti dal ministero della Giustizia nel supplemento di indagine che si è reso necessario in seguito all'inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano. Sul caso "abbiamo documenti che dimostrano che abbiamo ottemperato tutte le procedure al 101%", ha detto in una telefonata a Carta bianca il ministro della Giustizia Carlo Nordio, mentre la Procura generale di Milano si dice pronta "a cambiare parere" sulla clemenza. Intanto i legali di Nicole Minetti hanno fatto sapere che “è stata trasmessa alla Procura Generale l'intera documentazione giudiziaria e amministrativa utile, al fine di consentire un riscontro puntuale su fonte diretta e ufficiale dei passaggi rilevanti relativi alla procedura di adozione e ai presupposti rappresentati nel procedimento di grazia, anche alla luce di alcune ricostruzioni mediatiche che ne hanno fornito una rappresentazione falsa, non aderente agli atti e gravemente lesiva". Gli avvocati hanno spiegato che l'obiettivo è la "piena collaborazione".
Minetti si è rivolta direttamente a medici San Raffaele e Padova
Alla Procura generale che sta effettuando le indagini integrative, i legali di Nicole Minetti avrebbero spiegato che - in merito alla salute del figlio adottivo - l'ex consigliera lombarda e Cipriani non avrebbero seguito i percorsi "ufficiali" ma si sarebbero rivolti direttamente a professionisti di loro fiducia per un parere medico. Pur non essendo in dubbio che il bimbo sia stato operato a Boston e abbia bisogno di cure costanti, gli ospedali di Padova e il San Raffaele, a differenza della documentazione allegata alla richiesta di clemenza, hanno smentito di avere nei loro database qualsiasi riferimento del bimbo.
Nordio: "Mai stato al ranch di Cipriani in Uruguay"
Nordio ha anche replicato a un’indiscrezione secondo la quale sarebbe stato ospite del ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay: "Non esiste al mondo. Ma figurarsi se sono andato nel ranch di Cipriani in Uruguay. I miei spostamenti sono tutti documentati, era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina e in Uruguay uno o due anni fa. Penso anche alle vie legali perché c'è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico". "Sono stato ospite - ha ricordato il Guardasigilli - di Arrigo Cipriani all'Harry's Bar di Venezia una decina di volte, ma Giuseppe Cipriani credo di non averlo mai visto e neanche la signora Minetti".
Media uruguaiani: “Adozione del bimbo altamente irregolare”
Intanto a Montevideo si moltiplicano le indiscrezioni circa la passata cattiva gestione dell'Inau, l'ente che regola le adozioni in Uruguay. Una fonte vicina all'organizzazione ha dichiarato a La Diaria, un media locale che l'adozione del bambino "è sempre stata considerata altamente irregolare". All'epoca, Daniel Guadalupe era il direttore dell'Inau di Maldonado. Si parla anche di un legame tra la coppia Minetti-Cipriani e l'Inau un'organizzazione alla quale sembra abbiano fatto delle donazioni. Inoltre le stesse fonti riferiscono che, nel corso degli anni, alcuni bambini dell'Inau abbiano visitato il loro ranch a Maldonado, dove andavano a fare passeggiate la domenica.
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Meloni difende Nordio
Nel frattempo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni difende l’operato di Nordio: "Mi fido di lui", e "ad oggi escludo l'ipotesi di dimissioni del ministro". E sposta l’attenzione sul resto dell'iter di grazia a Nicole Minetti, a cominciare da quello gestito dalla Procura generale di Milano: "Sicuramente, se è vero quello che emerge dall'inchiesta giornalistica qualcosa manca nel lavoro che è stato fatto, però questo non è un lavoro che fa il ministero della Giustizia". Dopo gli accertamenti demandati dalla Procura generale di Milano alla Polizia giudiziaria, "ciò che è nel fascicolo credo che lasciasse pochi margini alla valutazione del ministro nel momento in cui c'erano solo questi documenti a disposizione", osserva anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che in particolare cita il passaggio secondo cui i dati "sono indicativi di una radicale presa di distanza dal passato deviante", con poi "il riferimento al figlio".
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I documenti sull'adozione
Intanto Libero pubblica un documento datato 19 luglio 2024 in cui il Tribunale dei minori di Venezia dichiara "efficace" in Italia l'adozione del figlio di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani, già certificata nel febbraio del 2023 dal tribunale uruguayano di Maldonado. Il testo riporta il "presupposto che il minore" in questione "si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con separazione definitiva dai genitori biologici i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale". Alla luce di questa documentazione ufficiale lo scorso 9 gennaio la Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Milano ha espresso "parere favorevole" all'istanza di grazia, presentata lo scorso agosto.
Il parere favorevole alla grazia
Libero e Il Messaggero riportano poi il documento della Procura con cui viene espresso proprio il parere favorevole, dove si legge che tra i motivi addotti dalla stessa Minetti, oltre alla giovane età in cui era stata coinvolta nelle vicende e al successivo cambiamento di stile di vita, c'è anche la "costituzione di un nucleo famigliare" e "l'adozione di un minore con gravi problemi di salute". Questo, si legge ancora, "trova riscontro nella documentazione" ed è "indicativo di una radicale presa di distanza dal passato deviante e di una seria e concreta volontà di riscatto sociale". E ancora: "La regolarità della condotta tenuta da Minetti nel corso degli anni successivi conferma come la spinta criminale abbia avuto origine in condizionamenti esterni, ormai esauriti e dai quali la condannata ha dimostrato di essere a oggi persona impermeabile", conclude il documento riportato dai due quotidiani.
Sisto: “Su grazia Ministero non dà perimetri indagine”
Il vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, replicando ai giornalisti che gli chiedevano dell'ipotesi che il ministero abbia indicato alla procura un perimetro di indagine per la pratica della grazia a Nicole Minetti solo nazionale e non estesa all'Uruguay, ha detto: “Non so chi l'ha raccontata questa balla spaziale. Noi non diamo indicazioni: il ministero trasmette la domanda con gli allegati ricevuta dalla presidenza della Repubblica alla procura per le indagini. La procura agisce in assoluta libertà qualitativa e quantitativa. Non c'è nessun perimetro né noi abbiamo titolo a dare perimetro a chicchessia".
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Interpol in campo per accertamenti all’estero
E all’indomani della lettera con cui il Colle ha chiesto al Ministero della Giustizia di verificare se i presupposti che hanno portato il capo dello Stato a firmare l'atto di clemenza siano fondati, la Procura Generale di Milano ha delegato l'Interpol per effettuare una serie di accertamenti all'estero, dall'Uruguay a Ibiza, dove Minetti ha vissuto e lavorato. L'obiettivo è avere il prima possibile informazioni e documenti su tutte le persone vicine a lei, come il compagno Giuseppe Cipriani, il cui nome compare negli Epstein file, e del suo entourage. Ma anche sulle modalità di adozione del figlio e sulle speciali cure negli Usa di cui ha bisogno, sui genitori biologici del ragazzino e sulla presunta scomparsa dei loro avvocati morti carbonizzati. E infine sull'eventuale esistenza di procedimenti penali nel Paese sudamericano e in Spagna da cui, se così fosse, si evincerebbe che non c'è stato quel "cambio di vita" testimoniato dalla donna. "Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa risultano infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori", ha dichiarato Minetti con una nota affidata ai suoi legali. "Confido che tutte le autorità competenti valutino quanto accaduto nei profili di ripartita competenza - ha proseguito, annunciando azioni civili e penali - affinché venga fatta piena luce sulle falsità divulgate e venga ristabilita la verità dei fatti".