Introduzione
Una "grande marcia popolare" per "invadere Roma e bloccarla”, una "mobilitazione globale" che si svolge in contemporanea in altri Paesi, "contro i re e le loro guerre". Oggi, sabato 28 marzo, è il giorno del corteo di No Kings Italia, che sfila per le vie del centro della Capitale per dire "no all'autoritarismo, no alla guerra, no al riarmo, no al genocidio e no alla repressione", ma anche no al governo di Giorgia Meloni, di cui si chiedono le dimissioni. Alla manifestazione si attendono almeno 15mila partecipanti, con centinaia di pullman da tutta Italia in arrivo a Roma. Altissima l’attenzione per la sicurezza.
Quello che devi sapere
Allarme sicurezza al Viminale
Il Viminale ha già messo sotto la lente caselli autostradali e scali ferroviari per monitorare gli arrivi, ma anche le fermate della metropolitana romana, con l'obiettivo di evitare che eventuali frange violente possano mescolarsi tra i manifestanti. Il corteo parte da piazza delle Repubblica alle ore 14 e finirà in zona San Giovanni.
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Piantedosi: "Prendere le distanze da azioni violente"
La mobilitazione è già finita nel dibattito politico. Al suo ultimo question time alla Camera, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha lanciato un appello ai partiti: "Confido che tutte le forze politiche si compattino in difesa delle istituzioni democratiche e nel prendere nettamente le distanze da chi volesse porre in essere comportamenti e azioni violente".
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Piantedosi: "Anarco-antagonismo violento non è folklore"
Piantedosi ha ricordato che "già lo scorso febbraio, in quest'Aula, in occasione dell'informativa sugli scontri seguiti allo sgombero di Askatasuna a Torino, avevo lanciato un avvertimento preciso: l'anarco-antagonismo violento non è folklore politico, è una minaccia concreta e strutturata. Oggi quell'avvertimento si è trasformato in realtà".
La morte di due anarchici al parco degli Acquedotti
Il corteo arriva poi a brevissima distanza dalla morte di due anarchici nel crollo del casale al parco degli Acquedotti a Roma, che – secondo Piantedosi - "potrebbe essere il segnale di un'escalation programmata, di una strategia che mira a colpire le istituzioni, a destabilizzare il tessuto civile, a reclutare nuovi adepti nell'odio anti-sistema, anti-atlantico, anti-sionista". Il ministro parla quindi di "un'ostilità trasversale che unisce mondi diversi dei professionisti della protesta in un'unica, pericolosa convergenza eversiva" e assicura che "il livello di attenzione è e rimarrà massimo per la tutela delle infrastrutture critiche del Paese, per la prevenzione di ogni degenerazione violenta nelle piazze e la sicurezza dei cittadini. Non deve esserci spazio per chi con la violenza intende sovvertire la democrazia e sostituirla con il caos".
Gli organizzatori del corteo dicono no alla violenza
E anche gli organizzatori della manifestazione, a cui hanno aderito più di 700 sigle, vogliono prendere le distanze da possibili frange violente. "Chi verrà in piazza a portare pratiche non condivise con il movimento, allora non ne fa parte", dicono.
Cortei anche nel resto d'Italia
Altre proteste in scena anche in varie città in Italia. Firenze, ad esempio, partecipa alla giornata di mobilitazione per protestare "contro Trump e la sua politica guerrafondaia e più in generale contro i re e le loro guerre". Nel capoluogo toscano, il corteo è organizzato da alcuni gruppi locali di attivisti statunitensi che, spiega una nota, "invitano a prendere parte alla protesta per difendere la democrazia statunitense da Trump e dai suoi complici repubblicani, fermare le guerre di Usa e Israele contro l'Iran e il Libano e interrompere i rapimenti illegali, le detenzioni e le brutalità di Ice".
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