"Ho convocato una riunione per lunedì per parlare delle minacce all'ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto Sicurezza", ha detto la premier, che ha fatto visita a due poliziotti feriti ricoverati all'ospedale Le Molinette. Il ministro della Difesa Crosetto: "Bande organizzate militarmente da combattere come le Br"
La premier Giorgia Meloni si è recata all'ospedale Le Molinette di Torino per fare visita a due degli agenti rimasti feriti dopo gli scontri al corteo per Askatasuna. "Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio", ha scritto la presidente del Consiglio sui social, dove ha pubblicato le foto della visita ai due agenti feriti. "Per quanto riguarda il governo, ho convocato una riunione per domattina", lunedì 2 febbraio, "per parlare delle minacce all'ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto Sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione", ha aggiunto Meloni.
La premier Meloni: "I magistrati non esitino"
"Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte", ha aggiunto la presidente del Consiglio Meloni. "Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto", ha affermato.
La visita ai due agenti feriti
Sulla visita ai due agenti feriti, la premier ha scritto così su X: "Questa mattina sono stata all'ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell'Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell'ordine coinvolti. Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. 'Erano lì per farci fuori', ha detto un agente".
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Crosetto: "Bande armate da combattere come le Br"
"Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un governo ma lo Stato", ha affermato sul suo account X il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Supportarli, accettarli, giustificarli, cercare di sminuire è, a mio avviso, inaccettabile. Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come 'compagni che sbagliano'. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana", ha aggiunto.
Crosetto: "Mille persone organizzate militarmente"
"Oltre mille persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi. Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi", ha detto Crosetto, che ha aggiunto di essersi recato "per una breve vista al Comando provinciale dei Carabinieri a Torino" dove ha incontrato alcuni carabinieri coinvolti nelle violenze.