I tre sono stati segnalati dagli agenti della Digos della Capitale con la collaborazione delle altre Digos. Due erano provenienti da Padova e uno da Napoli: per tutti scatta adesso la denuncia all'autorità giudiziaria
Sono state identificate tre persone per i cartelli raffiguranti la premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump bruciati nella giornata di ieri, 14 marzo, nel corso della manifestazione a Roma per il "No" al referendum sulla giustizia e contro la guerra. I tre sono stati identificati dagli agenti della Digos della Capitale con la collaborazione delle altre Digos. Due erano provenienti da Padova e uno da Napoli. Per tutti scatta adesso la denuncia all'autorità giudiziaria. Intanto proseguono le indagini per identificare gli altri responsabili attraverso l'analisi delle immagini.
I commenti post corteo
Il corteo organizzato a Roma, indetto contro il "governo liberticida e la guerra" ma anche contro il referendum è stato caratterizzato, come detto, anche dalle immagini bruciate di Meloni e Nordio ma pure dall'utilizzo di diversi fumogeni. "Eccessi aggressivi, lungi dall'intimorirmi", ha commentato il Guardasigilli che si è detto pronto a proseguire "con determinazione e vigore". Hanno stigmatizzato quanto avvenuto il presidente del Senato, Ignazio La Russa ed il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. "Inaccettabile", ha detto il primo mentre il secondo ha invitato ad evitare "inutili tensioni". Più netto ancora il commento del partito della premier: "Scende in campo l'odio rosso", ha scritto FdI sui social. Dal fronte delle opposizioni ha parlato, invece, Giuseppe Conte, che ha condannato qualsiasi forma di "violenza" parlando anche del rischio di "strumentalizzazioni".