Lo speciale di Sky TG24 sull'attacco in Iran
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Guerra all’Iran, rientrati i primi italiani bloccati: atterrato a Fiumicino volo da Oman

Cronaca
©Ansa

Sono iniziati i primi rientri di gruppi di italiani rimasti bloccati in Medio Oriente, dopo l’operazione militare lanciata da Usa e Israele contro l’Iran. A Roma è atterrato il primo volo charter con 127 italiani bloccati in Oman o trasferiti da Dubai. A bordo anche la moglie e i figli del ministro Crosetto. Martedì 3 marzo torneranno anche i circa 200 studenti minorenni. E resta alta l'attenzione per i tantissimi altri italiani che si trovano ancora in quell'area

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Sono iniziati i primi rientri di gruppi di italiani rimasti bloccati in Medio Oriente, dopo l’operazione militare lanciata da Usa e Israele contro l’Iran che ha coinvolto anche altri Paesi (GLI AGGIORNAMENTI LIVE). A Fiumicino, infatti, in serata è atterrato il primo volo charter partito da Mascate con a bordo 127 italiani bloccati in Oman o trasferiti da Dubai. Martedì 3 marzo, con un volo speciale Abu Dhabi-Milano, torneranno anche i circa 200 studenti minorenni bloccati a Dubai. E resta alta l'attenzione per i tantissimi altri italiani che si trovano ancora in quell'area.

I primi italiani rientrati

Il Boeing 737, partito da Mascate e operato dalla compagnia Oman Air, è atterrato alle 21.26 a Fiumicino. A bordo 127 italiani bloccati in Oman o trasferiti dagli Emirati Arabi, con l’assistenza coordinata della Farnesina e delle Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nelle scorse ore, aveva spiegato che nella tarda serata di domenica un gruppo di 98 persone era transitato dagli Emirati Arabi all'Oman. Con il volo atterrato a Fiumicino sono rientrati anche la moglie, Gaia Saponaro, e i figli del ministro della Difesa Guido Crosetto, che si trovavano negli Emirati Arabi.

Lacrime e abbracci a Fiumicino

Tra gli italiani atterrati a Fiumicino, lacrime, abbracci con familiari e amici, tanta commozione. Alcuni di loro hanno raccontato di aver avuto paura per le esplosioni, altri hanno ringraziato l'Ambasciatore italiano in Oman e la Farnesina. "Sono sincera, ero spaventata e ho avuto paura di morire la prima notte e ho chiamato la mia famiglia; avevo ansia di rimanere a Dubai, sentivo le esplosioni e tanti erano i messaggi di warning che invitavano a ripararci; sentivo i caccia alzarsi e bombardare”, ha raccontato Ambra, una ragazza senese che vive in Svizzera e che ha deciso di raggiungere da sola l'Oman da Dubai con vari mezzi, attraverso il deserto. “Ero a Dubai per festeggiare una promozione di lavoro – ha spiegato –. Altri amici arrivati da tutto il mondo hanno deciso di rimanere, io no. Ho affrontato un viaggio complicato dopo aver ricevuto di notte dei messaggi che stavano allestendo delle traiettorie di rientro: ero da sola e dopo aver cercato invano un driver, ho preso vari Uber, unendomi poi con altri italiani. Appena varcata la frontiera siamo stati felicissimi. Quindi, il contatto con l'Ambasciata che ci ha detto di raggiungere l'aeroporto di Mascate. Grazie a Dio, tutto è andato bene. Un grazie all'ambasciatore in Oman che ci ha aiutato, ci ha aspettato e rassicurato: abbiamo preso questo charter, che non era nemmeno previsto”. Poi ha concluso: “C'è un po' di panico tra gli italiani, le informazioni non sono chiarissime”.

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Nelle scorse ore, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto il punto sul numero di italiani. "Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 nostri connazionali tra presenze stabili, quasi l'80%, e temporanee, 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. In Israele vivono circa 20mila residenti con passaporto italiano", ha spiegato il ministro. Ha ribadito che la sicurezza degli italiani "è la priorità" e che va avanti l'organizzazione in queste ore di voli da Muscat alla volta dell'Italia. In serata, una nota del ministero degli Esteri ha spiegato che con l’aereo atterrato a Roma la Farnesina invierà stanotte a Mascate un primo gruppo di funzionari in rinforzo alle sedi diplomatiche. Il ministro Antonio Tajani, in accordo con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha infatti chiesto di creare un gruppo di funzionari, carabinieri, finanzieri e un esperto della Protezione civile in appoggio alle ambasciate della zona.

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Farnesina al lavoro

La Farnesina sta lavorando per portare all'aeroporto di Riad gli italiani che vogliono partire da Qatar e Bahrein e sta cercando di organizzare voli per portare gli italiani che possono prenotare con linee aeree dell'Oman, facendoli arrivare da Dubai. Il ministero degli Esteri sta assistendo anche turisti italiani provenienti dalle Maldive che dovevano transitare da Dubai, che sono migliaia: sono state attivate le procedure per organizzare voli charter. C'è un divieto per le compagnie europee di andare in quelle aree, non può dunque partire un volo Ita Airways. E anche gli aerei militari, se non schermati, non possono andare in quelle zone, possono muoversi solo vettori di linee aeree dei Paesi dell'area del Golfo. Sono ancora bloccati sulla Msc Euribia i croceristi, tra i quali molti italiani, a bordo della nave ferma nel porto di Dubai dopo lo stop al trasferimento a Doha, aeroporto di partenza per il ritorno in Italia. Mentre 71 persone, tra cui 30 materani, sono a Gerusalemme.

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Gli altri italiani bloccati

Ci sono almeno una ventina di italiani, poi, bloccati a Nairobi "e chissà quanti altri in Africa". A riferirlo all’Ansa è stato Giuseppe Romeo, un turista italiano che ha raccontato di essere stato abbandonato sia "dalla compagnia aerea Etihad, poiché ci siamo recati in aeroporto per il rientro ma non abbiamo trovato nessuno, tutto chiuso, non era possibile nemmeno entrare in aeroporto", sia dalle istituzioni italiane. “Abbiamo chiamato più volte il consolato italiano e ci ha detto che se non ci sono casi urgenti come qualcuno che sta male non possono fare niente", ha aggiunto. Romeo ha spiegato che la situazione riguarda una ventina di italiani che si sono ritrovati allo scalo aeroportuale per fare rientro in Italia.

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