Attacco all’Iran, in Italia rafforzata sicurezza intorno a obiettivi sensibili: ecco quali

Cronaca
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Il 28 febbraio Usa e Israele hanno dato il via all’operazione militare contro l’Iran. Nonostante la morte di Khamenei, Teheran ha risposto ai raid statunitensi e israeliani e la guerra continua. La nuova escalation ha spinto le autorità italiane ad alzare il livello di attenzione intorno agli obiettivi sensibili statunitensi, israeliani e iraniani presenti sul nostro territorio. Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ha convocato per oggi il Comitato nazionale per l'Ordine e la sicurezza pubblica: l’incontro è alle 16.30 al Viminale. Ecco cosa sappiamo

Quello che devi sapere

Rafforzata la sicurezza in Italia

Già il 28 febbraio, poco dopo l’inizio dell’operazione militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, c’è stato un confronto tra il capo della polizia Vittorio Pisani e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Il ministro ha poi fatto diramare sul territorio italiano “una disposizione urgente per sensibilizzare e rafforzare i dispositivi di sicurezza su obiettivi ritenuti di prioritaria sensibilità, statunitensi e israeliani”. Sotto la lente anche obiettivi sensibili iraniani.

 

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La riunione del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo

Nelle scorse ore si è svolta anche una riunione straordinaria del Comitato di Analisi strategica antiterrorismo (C.A.S.A), a cui hanno partecipato forze di polizia e servizi di intelligence. Il Comitato, in particolare, si è riunito per fare un punto sui profili della minaccia. Da quanto emerso, non ci sarebbero segnali di un allarme specifico e concreto sull’Italia ma, data l’incertezza internazionale, è stato deciso di alzare il dispositivo di sicurezza antiterrorismo, aumentare i controlli e rafforzare presidi e vigilanza. È stata anche implementata l’attività informativa della Digos.

 

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Quali sono gli obiettivi sensibili

In Italia, quindi, sono state rafforzate su tutto il territorio - da Roma a Milano, ma anche in altre città - le misure di sicurezza sugli obiettivi Usa e Israele. L’attenzione è alta anche intorno a quelli iraniani. Tra gli obiettivi ritenuti sensibili ci sono sedi diplomatiche, consolati, strutture religiose e centri culturali. L'alert del Viminale riguarda anche le strutture operative di pronto intervento sul territorio. Vigilanza rafforzata anche nelle basi americane nel nostro Paese.

 

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Roma

A Roma, dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, già dalla mattina del 28 febbraio è stata innalzata l'attenzione su tutte le manifestazioni e gli obiettivi sensibili in città. Tra gli obiettivi, in particolare, attenzione massima vicino alle sedi di ambasciate e al Ghetto. Implementata anche l'attività informativa.

 

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Milano

A Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha parlato del clima di preoccupazione che attraversa la comunità iraniana - che conta oltre tremila persone - del capoluogo lombardo. “Ne stiamo parlando col prefetto. La situazione è delicata, è inutile dirlo, per cui dobbiamo porre attenzione", ha spiegato il primo cittadino annunciando un’altra riunione per oggi 2 marzo. "Sono questioni su cui il sindaco può solo cercare di intermediare rispetto a chi si occupa con professionalità di sicurezza e alle comunità che compongono la cittadinanza di Milano", ha aggiunto Sala, evidenziando il confronto con la Prefettura "per monitorare la situazione e garantire attenzione e tutela".

Napoli

Il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Napoli ha disposto il rafforzamento delle misure di vigilanza e controllo presso i siti ritenuti sensibili, con "l'obiettivo di garantire un costante presidio del territorio e prevenire eventuali criticità". L'organismo, ha spiegato una nota, il 28 febbraio è stato convocato d'urgenza dal prefetto Michele di Bari per esaminare "i diversi profili connessi all'attuale contesto internazionale".

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Toscana

La vigilanza è stata rafforzata anche sugli obiettivi israeliani e statunitensi presenti sul territorio pisano. Dopo la circolare del Viminale, in particolare, il livello di allerta è stato innalzato con presidi fissi e intensificazione della vigilanza dinamica intorno a luoghi come la sinagoga e la base americana di Camp Darby, tra Pisa e Livorno. Eventuali altre iniziative saranno discusse nelle prossime ore con la prefettura. I vertici locali delle forze dell'ordine, comunque, hanno fatto sapere che per il territorio non esistono al momento allarmi specifici. Inoltre, hanno sottolineato, già da mesi - a seguito del conflitto israelo-palestinese - i livelli di allerta e vigilanza erano stati innalzati ed erano stati potenziati i servizi di sicurezza che ora sono praticamente arrivati al massimo livello. L'avvicinarsi della primavera, per Pisa e altre città della toscana, coincide anche con la ripresa dei flussi turistici e l'obiettivo è quello di garantire un'adeguata cornice di sicurezza anche intorno ai monumenti, senza creare allarmismi nella popolazione.

Aviano

Misure straordinarie di sicurezza, sin da poche ore dopo l'attacco di Israele e Usa all'Iran, sono state adottate anche alla base Usaf di Aviano (Pordenone). La struttura militare statunitense, nodo strategico per le operazioni in Europa e nel Mediterraneo, è sotto stretta sorveglianza su coordinamento della Prefettura. All'aeroporto "Pagliano e Gori", sede del 31st Fighter Wing, il livello di allerta non è stato ancora innalzato - è rimasto a "Bravo plus" - ma le misure sono state rafforzate e i controlli sono più rigorosi sebbene nel fine settimana l'attività operativa sia ridotta. Dopo la riunione straordinaria al Viminale del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, il 28 febbraio, il prefetto di Pordenone Michele Lastella ha subito attivato servizi di osservazione e monitoraggio, con mappatura dei siti a rischio, coinvolgendo anche i Comuni limitrofi. Pattuglie delle forze dell'ordine sono state potenziate e la vigilanza è costante anche nelle aree esterne.

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Le basi Usa vicentine

Stretta sulla sicurezza anche intorno alle basi americane vicentine Ederle e Del Din e su tutte le installazioni Usa in territorio berico. Nel capoluogo sono presenti circa 4mila militari e circa 9mila tra familiari e civili cittadini statunitensi. La direttiva è arrivata dal Viminale nella mattinata del 28 febbraio. Dal comando Usa a Vicenza hanno precisato che "per ragioni di sicurezza operativa non vengono forniti dettagli sulle misure specifiche di protezione delle forze. Il Comando della Guarnigione degli Stati Uniti in Italia – ha spiegato Rick Scavetta, direttore ufficio stampa US Army Garrison Italy – rimane vigile e adotta tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale militare statunitense, dei civili, dei contractor e delle loro famiglie nella comunità di Vicenza e Camp Darby. In stretto coordinamento con le autorità italiane, la valutazione delle condizioni di sicurezza è continua e tiene conto di molteplici fattori che determinano l'adeguamento delle misure a tutela di installazioni e personale".

 

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