"Niscemi peggio del Vajont", dice il capo della Protezione civile Ciciliano. E non è finita: nella zona rossa si sentono boati e la terra scivola ancora verso il basso. L'Abi sospende i mutui. D'ora in poi non si potrà costruire in un'area di 25 km quadrati. Il governo pronto a un'indagine amministrativa: "Omissioni dopo il 1997", dice il ministro Musumeci, che il 4 febbraio riferirà al Parlamento. Salvini chiude alla richiesta dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto
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Niscemi peggio del Vajont, dice il capo della Protezione civile Ciciliano: "Una frana di 350 milioni di metri cubi contro 263 del disastro del 1963, è caduta quasi una volta e mezza la quantità di montagna di allora". E non è finita: nella zona rossa si sentono boati e la terra scivola ancora verso il basso. L'Abi sospende i mutui. D'ora in poi non si potrà costruire in un'area di 25 km quadrati.
Il governo pronto a un'indagine amministrativa: "Omissioni dopo il 1997", dice il ministro Musumeci, che il 4 febbraio riferirà al Parlamento. Le opposizioni chiamano la premier Meloni. "Musumeci aveva le carte sul tavolo e non ha fatto niente, si dimetta", dice Avs. Salvini chiude alla richiesta dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto: "Quelli non si toccano, ne troveremo altri", assicura Tajani: "L'opera va fatta, ma valutiamo". Confronto in Cdm.
Gli approfondimenti:
- Frana a Niscemi, cosa sta accadendo dal punto di vista geologico: il precedente e le cause
- Frana di Niscemi, le immagini prima e dopo la calamità
- La storia della frana di Niscemi: dal 1790 al 1997
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Meloni a Niscemi: governo stanzierà risorse necessarie. PD: usare 1 mld stanziato per il ponte. VIDEO
La storia della frana di Niscemi: dal 1790 al 1997. VIDEO
Frana a Niscemi, case e auto in bilico sul bordo dell'abisso. VIDEO
Niscemi, Ciciliano: peggio del Vajont, non andava costruito. VIDEO
Niscemi, Musumeci a SkyTG24: "Comune ha sottovalutato frana". VIDEO
Niscemi, 596 bimbi senza scuola, supporto psicologico
Niscemi prova a rialzarsi partendo dai bambini. Si è insediato un team composto da una decina di psicologi inviati dall'Asp di Caltanissetta, guidata dal manager Salvatore Ficarra. "Sono 596 i bambini - spiega Francesca Picone, psicologa del servizio di psicologia dell'emergenza aziendale - rimasti senza la loro scuola distribuiti in 21 classi. Hanno un'età compresa tra i tre e 18 anni; 54 ragazzi di un istituto superiore, hanno perso la loro casa. Chiedono un giocattolo, ma non un giocattolo qualsiasi bensì quello che hanno sempre stretto tra le mani". Ad affermarlo Francesca Picone, psicologa della psicologia dell'emergenza aziendale. "I bambini - sottolinea la psicologa dell'Asp di Caltanissetta Maria Antonietta Campo - che hanno perso la loro casa sono disorientati, hanno perso i loro punti di riferimento". Il servizio di supporto psicologico è già stato attivato.
Niscemi, cucina da campo Protezione civile da 2.000 pasti al giorno
A Niscemi è stata allestita una cucina da campo in grado di fornire duemila pasti al giorno. E' quella della Protezione civile nazionale realizzata con fondi della Regione Siciliana. "La Avcs di Siracusa è stata attivata immediatamente dalla Regione Siciliane per fare fronte all'emergenza franosa Niscemi - spiega Salvatore Caruso dell'associazione di volontari. Abbiamo una cucina da campo che può realizzare fino a duemila pasti al giorno. Al momento la richiesta è di trecento. Vengono da noi soccorritori, volontari e, soprattutto, i cittadini di Niscemi. Vorrei sottolineare la grande solidarietà che stiamo ricevendo da parte di tutta la Sicilia".
Maltempo, governo lavora a un decreto per le regioni colpite
Il Consiglio dei ministri è durato poco più di un'ora. "Sono un po' dispiaciuta per le polemiche - aveva detto la premier Giorgia Meloni -. Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni". Intanto le opposizioni chiedono all’esecutivo di dirottare parte dei fondi destinati al ponte di Messina sull’emergenza in atto. Tajani: l'Italia intende "chiedere l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà" per Calabria, Sicilia e Sardegna, colpite dall'uragano Harry.
Maltempo, governo lavora a decreto per regioni colpite
Vai al contenutoSave the Children: "Disponibilità immediata a collaborare"
Alcuni operatori di Save the Children, specializzati nel supporto psicologico a minori in situazioni di emergenza, sono stati oggi a Niscemi, per un confronto con le diverse istituzioni e realtà che stanno già da giorni operando sul territorio. Tra queste il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale che, assieme alla Protezione Civile regionale, ha messo in sicurezza l’area e sta provvedendo ad avviare azioni di supporto alla popolazione coinvolta, e le istituzioni locali, che stanno lavorando per garantire la prosecuzione delle attività didattiche degli alunni che frequentano i due Istituti comprensivi situati nella zona rossa. "Resta fondamentale, considerando la perdurante situazione di emergenza legata al possibile ampliamento della frana, attivare degli interventi di supporto psicosociale dedicati ai minori per favorire il graduale ritorno alla normalità a scuola, a integrazione dei servizi forniti dall’Asp di Caltanisetta per gli adulti. Tale servizio - sottolinea Save the Children - è essenziale per garantire alle bambine, ai bambini e agli adolescenti un insieme di interventi integrati, finalizzati a tutelare il loro benessere nella difficile situazione che stanno vivendo, sia per l’incertezza sia per l’elevata esposizione ai media e alle immagini dell’emergenza, che possono amplificare ansia, paura e senso di vulnerabilità". Save the Children "è a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile e pronta ad attivarsi, nelle modalità e nei tempi che si riterranno necessari, per dare il proprio apporto al lavoro che si sta svolgendo, attivando i propri team di psicologi, in affiancamento alle istituzioni presenti e in collaborazione con le altre associazioni del territorio".
Vicario Roma: "Istituzioni diano risposte concrete e tempestive"
"Le Istituzioni" trovino "al più presto le risorse necessarie per dare risposte concrete e tempestive a quella popolazione". E’ l’accorato appello del cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, che esprime “profonda vicinanza e sincera solidarietà alla comunità di Niscemi, duramente colpita dai gravi eventi franosi degli ultimi giorni che stanno mettendo a dura prova tante famiglie e l'intero territorio comunale” nel segno del legame con la sua terra siciliana, oggi provata da tanta sofferenza.
“Con sollecitudine, la diocesi di Roma, chiamata a presiedere nella carità, aderirà all'iniziativa promossa dalla Cei a sostegno di tutte le popolazioni colpite dal passaggio del ciclone Harry, in particolare in Sicilia, Calabria, Sardegna. La diocesi di Roma offrirà un contributo che possa portare un segno concreto di consolazione e di speranza a chi ha perso o rischia di perdere tutto”, spiega la Diocesi.
“Sosteniamo con la preghiera i momenti difficili che stanno vivendo questi nostri fratelli e sorelle, confidando che le Istituzioni possano trovare al più presto le risorse necessarie per dare risposte concrete e tempestive a quella popolazione”, l’appello del cardinale vicario.
Parroco: "In oratorio bimbi ritrovano serenità"
"Sono ore di trepidazione ma anche di compostezza, fede e dignità". Lo ha detto don Gaetano Condorelli, parroco del santuario Maria Santissima del Bosco, "questo è un popolo mariano, i fedeli vengono qui, si segnano e si inginocchiano ai piedi di Maria a cui sono molto devoti". I locali dell'oratorio sono stati messi a disposizione dei ragazzi "per studiare insieme o fare una partita al biliardino. C'è il bisogno di stare insieme, di relazioni oltre alla preghiera comunitaria". Nei giorni scorsi il dipinto è stato portato in processione dal santuario alla Chiesa Madre per una veglia di preghiera guidata dal vescovo della diocesi di Piazza Armerina Rosario Gisana e dal Nunzio apostolico in El Salvador, il niscemese Roberto Cona.
Sindaco Niscemi: "Dibattito su new town da fare più avanti"
"Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per dare risposte ai cittadini. Sono state riattivate le linee del metano e del gas e stiamo predisponendo la riapertura delle scuole, il dato preciso degli sfollati lo fornisce la prefettura che si occupa anche di questo". Lo dice all'ANSA il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, che sta coordinando le attività nella situazione di emergenza dopo la frana che ha sconvolto il paese lasciando senza casa oltre 1300 persone. "C'è stata una forte risposta della città che dimostra un grande senso di solidarietà - continua il sindaco - la gran parte di chi viveva in zona rossa si sta ricollocando da parenti o amici. Ci sono pochi casi più complicati per i quali stiamo provvedendo". Conti parla di una "visione successiva che sarà quella del ricollocamento definitivo". "Sono convinto che il dibattito andrà condotto - dice - anche sul tema della ricostruzione. Va condiviso con tutte le forze politiche e il consiglio comunale. Lo faremo più avanti. In questa fase, cerchiamo di dare immediata assistenza a tutti i cittadini che hanno perso la casa".
A Niscemi manca il depuratore, interviene Autorità di Bacino
L'Autorità di Bacino del distretto idrografico della Sicilia ha disposto, con un atto inviato tra gli altri al sindaco, alla procura di Gela e al prefetto di Caltanissetta, il divieto di immettere le acque nere nella rete dei corsi d'acqua del Comune di Niscemi. La città, interessata da una enorme frana, non ha un depuratore e gli scarichi finiscono nei corsi d'acqua. "Rilevato che questa autorità non ha alcuna competenza in materia di scarichi di acque nere, - si legge nel provvedimento - si pone evidenza sul fatto che tali immissioni all'interno di un corpo idrico superficiale quale un corso d'acqua afferente al demanio idrico fluviale costituisce violazione al Piano di Tutela delle Acque". "Si rammenta come ogni qualsivoglia immissione di acque reflue depurate all'interno di un corso d'acqua deve essere preventivamente autorizzata da questa Autorità, ai fini della salvaguardia dell'ecosistema e della funzionalità idraulica", aggiunge. L'Autorità di bacino invita "tutti gli enti in indirizzo, a vario titolo responsabili dei denunciati sversamenti a relazionare nel merito provvedendo all'immediata inibizione degli stessi".
I danni da maltempo e i fondi del Ponte sullo Stretto, è scontro tra governo e opposizione
Continua il pressing delle opposizioni per dirottare i fondi stanziati per il Ponte sullo Stretto di Messina verso la ricostruzione di Niscemi, il comune in provincia di Caltanisetta dove una frana ha reso inagibile parte del centro abitato, e più in generale verso le tre regioni martoriate dal ciclone Harry: Sicilia, Calabria e Sardegna. Il governo si è però trincerato su un secco "no", a partire dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, primo promotore dell’opera.
I danni del maltempo e i fondi del Ponte sullo Stretto, è scontro
Vai al contenutoNiscemi, gara solidarietà ma sfollati chiedono una casa
Il palazzetto dello sport trasformato a Niscemi in centro di accoglienza, per i quasi 1500 sfollati le cui abitazioni ricadono in zona rossa, la notte è vuoto. Qualcuno si reca al "Pio La Torre" solo per consumare un pasto e poi va via. Un centinaio i pasti che vengono serviti a pranzo. Una settantina i volontari che operano nella struttura. Buona parte dei disperati di Niscemi, hanno trovato sistemazione da parenti o amici. Alcuni hanno la seconda casa in campagna, nelle vicinanze del centro abitato. Nessuno è stato lasciato da solo. Alcuni sono ospitati in qualche b&b a spese del Comune. Una ventina invece hanno trovato ospitalità in una casa di riposo. Nella struttura continuano ad arrivare generi di prima necessità. Si è innescata una vera e propria gara di solidarietà. Arrivano coperte, cuscini, ma anche giocattoli per i bambini. "Nella mia casa, nel quartiere Sante Croci - dice Saveria Rinaudo, una disabile ospite in una casa di riposo - non si può entrare. A casa mia ho lasciato tanti oggetti di valori e oggetti ai quali ero particolarmente legata. Al momento mi hanno detto che non posso ritornarci. La casa accanto alla mia sta per crollare. Mi trovo bene in questa struttura ma non voglio stare qua. Non so cosa ne sarà della mia abitazione. Spero solo che Niscemi non venga lasciata sola. Siamo disperati. Non sappiamo come fare". Intanto a Niscemi, continua a piovere. Ogni tanto spunta un raggio di sole.
Niscemi, dalla deroga ambientale per il Muos alla frana (2)
L'ambientalista sottolinea che "i governi nazionali e regionali che si susseguirono, fecero prevalere l'utilità del Muos alle ragioni di salvaguardia ambientale e questo, dal punto di vista amministrativo e giuridico, spianò la strada alla sua realizzazione". Adesso che una frana ha messo in ginocchio Niscemi (l'area del Muos non è interessata), "non è tempo di recriminare sulla mancata attenzione all'ambiente, che si tratti della supercialità con cui si è derogato a un vincolo ambientale nel caso del Muos, o alla mancanza di iniziative in quasi trent'anni dalla frana del '97. Era chiaro già tre decenni fa - dice Amato - quanto sarebbe accaduto al fragile territorio di Niscemi. Quella frana, che portò all'abbattimento di 48 case e di una chiesa, non fu presa nella dovuta considerazione. Non c'era altro da fare se non programmare con razionalità l'abbandono dell'area a rischio, lasciare le case dalle quali oggi i residenti sono costretti ad andare via, magari dopo averle ristrutturate. Tra la pianificazione e la fuga, si è scelta la fuga, l'ingresso nell'emergenza. E' evidente che non ci sono opere in grado di contenere lo scivolamento a valle del paese".
Niscemi, dalla deroga ambientale per il Muos alla frana
Istituita dalla Regione siciliana nel luglio 1997, tre mesi prima della frana che interessò Niscemi, la Riserva naturale della Sughereta (tremila ettari di querce e 500 specie di piante, dimora di istrici, aquile, gufi reali) sedusse l'Unione europea che la dichiarò Sito d'interesse comunitario. L'ulteriore vincolo, però, non è bastato ad evitare che nella zona B dell'area naturalistica s'insediasse il sistema satellitare della Marina militare statunitense, il Muos (Mobile User Objective System). Tra ricorsi e proteste, dieci anni fa il Consiglio di giustizia amministrativa, in Sicilia organo d'appello del Tar, diede il via libera, condizionandolo al rilevamento per due mesi dei dati sull'emissione di onde elettromagnetiche. Alla fine del periodo, quei dati furono ritenuti compatibili con la vicinanza del sistema satellitare all'abitato, nonostante l'amministrazione comunale del tempo, attraverso propri periti, la pensasse diversamente. Il Muos si trova a est del paese, area geolocicamente più robusta rispetto al resto del territorio, ma non indenne dalle fiamme: un devastante incendio, lo scorso luglio, nell'anniversario della costituzione della Riserva, ha ridotto in cenere alberi secolari. Nel bosco dimora la Grande quercia, un albero di 400 anni, un totem per studiosi e amanti della natura. Giuseppe Amato, della segreteria regionale di Legambiente, osserva che "neanche la direttiva Ue, gerarchicamente superiore alle norme nazionali, riuscì a fermare il progetto americano che è di esclusiva marca Usa, non essendo legato alla Nato".
Pd: "Approvare emendamento per bloccare tasse nelle zone colpite da maltempo"
"Dal governo Meloni solo risposte evanescenti e confusionarie con riferimento al maltempo in Sicilia. Le uniche proposte concrete sono arrivate dal Pd. Chiediamo a gran voce di approvare l'emendamento 4.90 al dl Milleproroghe a mia prima firma e quella della segretaria del Pd Elly Schlein, che prevede il blocco dei tributi e il differimento delle scadenze contributive e fiscali al gennaio 2027 per le zone colpite dal maltempo a partire da Niscemi. Una proposta di assoluto buonsenso che va concretamente incontro alle esigenze di quei territori colpiti da questo disastro immane". Lo dichiara Anthony Barbagallo deputato del PD e segretario della Sicilia.
Niscemi, sindaco: "Inchiesta? Noi parte lesa per ritardi"
"Ho sempre relazionato alle autorità. Finalmente nel 2025 sono riuscito a farmi dare i finanziamenti della fase 2 e della fase 3. Ho messo in campo ogni azione necessaria. In questo finanziamento c'era anche l'abbattimento delle case che dovevano essere demolite dopo la frana del 1997. Abbiamo lavorato, abbiamo chiesto e abbiamo ottenuto. I finanziamenti li ho chiesti e li ho ottenuti purtroppo dopo tutto questo tempo. Quando mi dicono che e' stato aperto un fascicolo doveroso e necessario (per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana da parte della procura di Gela, ndr.), noi ci sentiamo parte lesa. Dopo la frana del 16 gennaio scorso, c'era un sistema di monitoraggio". Parole determinate del sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, che parlando con AGI rilancia dopo le polemiche e le accuse innescate sui fondi assegnati a Niscemi e non spesi e sulla richiesta di una indagine amministrativa da parte del ministro alla Protezione civile, Nello Musumeci, ex presidente della Regione siciliana. "In questo quartiere interessato dalla frana - aggiunge - non ci sono case abusive. Nessun sindaco negli ultimi 200 anni, o per meglio dire fino alla legge urbanistica del 1967, poteva dire di non costruire perché gli immobili in quel quartiere hanno piu' di 100 anni. C'era una fascia di rispetto". Cosi ribadisce: Abbiamo chiesto alla Meloni, che ha condiviso, che questa tragedia non può replicare le dinamiche del 1997. Abbiamo bisogno di certezza negli interventi e nella tempistica degli interventi". Solo dopo che la frana si sarà fermata, "saremo in grado di dire chi potrà rientrare nelle proprie abitazioni e chi no. Certamente quelle sul ciglio della frana non saranno più abitabili. Ho parlato con molti di loro. Alcuni hanno pianto altri avevano già questa consapevolezza. Non siamo in grado di dare tempistiche. Tra le maggiori criticità da affrontare c'è proprio il senso di sconforto e disperazione delle persone".
Per Svimez Niscemi caso emblematico, fondi ci sono ma c'è caos amministrativo
"I ritardi nella realizzazione di interventi strutturali di prevenzione al dissesto idrogeologico non sono imputabili principalmente alla scarsità di risorse. Nel caso di Niscemi, come in molti altri contesti, le risorse sono state stanziate a più riprese. Il problema centrale risiede nella frammentazione amministrativa che rallenta programmazione e messa in opera". Lo sostiene la Svimez interpellata dall'ANSA. "La spesa per i rischi naturali è raddoppiata negli ultimi due anni, ma solo una parte degli interventi riesce a concretizzarsi a causa della mancanza di visione di lungo periodo e della difficoltà di coordinamento tra enti - aggiunge l'associazione per il Mezzogiorno - Gli strumenti sviluppati da Ispra a supporto delle attività di difesa del suolo - la piattaforma IdroGEO, che consente di visualizzare mappe e dati aggiornati sul dissesto, e il sistema ReNDiS, che raccoglie le informazioni tecniche e amministrative sugli interventi finanziati per la difesa del suolo - rappresentano un supporto utile per le attività di pianificazione, in un contesto segnato dall'aumento degli eventi estremi e dalla crescente vulnerabilità del territorio". Per Svimez "la combinazione tra suoli instabili, urbanizzazione in aree a rischio e intensificazione delle precipitazioni estreme costituisce oggi uno dei principali moltiplicatori del dissesto idrogeologico nel Paese, è in questo quadro che si colloca il caso di Niscemi: all'intersezione tra cambiamento climatico, fragilità geologica storica e debolezza delle politiche di prevenzione".
Svimez: "Usare subito 1,2 mld di fondi Fsc"
Serve un utilizzo immediato dei 1,2 miliardi di euro del Fondo sviluppo e coesione della Regione Siciliana destinati alle misure per "rischi e adattamento climatico" per avviare un programma straordinario di interventi strutturali contro il dissesto idrogeologico, a partire dalle aree colpite dagli eventi più recenti come Niscemi. E' l'indicazione contenuta nell'analisi Svimez sul caso della frana che nel gennaio 2026 ha colpito il comune nisseno, trasformando un'emergenza locale in un segnale delle fragilita' strutturali del Paese nella gestione del rischio. L'evento e' stato innescato dalle piogge torrenziali del ciclone Harry, che hanno riattivato un'imponente frana di scivolamento con un fronte di circa quattro chilometri. Il collasso del terreno, con abbassamenti verticali compresi tra 15 e 25 metri, ha reso necessaria l'istituzione di una "zona rossa" e l'evacuazione di oltre 1.500 cittadini. Secondo diversi esperti, oltre alle precipitazioni eccezionali, l'intera collina sta progressivamente collassando verso la piana di Gela a causa di una fragilita' geologica storica legata ai suoli argillosi e ai pendii soggetti a erosione. La zona era gia' classificata come fragile dal punto di vista geomorfologico, con frane documentate in passato, tra cui quella del 1997, cui non sono seguiti interventi strutturali completi di consolidamento. L'episodio appare dunque come l'esito di criticita' note da tempo, aggravate da un fenomeno meteorologico estremo, e si inserisce in una dinamica piu' ampia in cui il cambiamento climatico intensifica e moltiplica i rischi nei territori storicamente vulnerabili.
Pd: "Da destra vergognosa arrampicata su specchi"
"Apprendiamo dal Presidente Schifani che 'l'ecosistema è già cambiato', e che 'è un problema che va affrontato' ma che non c'è nessun bisogno di intaccare i soldi che andranno sprecati per l'ossessione del ponte di Salvini, perché le risorse ci sono e ci sono sempre state". Lo dice in una nota Annalisa Corrado, responsabile Conversione ecologica, clima, green economy e Agenda 2030 nella segreteria nazionale del Pd. "La domanda nasce a questo punto spontanea: e se i soldi ci sono sempre stati, perchè non sono stati usati per mettere mano alle infrastrutture idriche colabrodo, ai bacini da completare, al contrasto all'erosione e alla desertificazione del territorio?", aggiunge Corrado. "Perché non li ha usati per la rete ferroviaria fatiscente, per le strade, per le aree interne abbandonate, per contrastare la fuga dei giovani verso terre con un minimo di prospettiva? Perché non li ha investiti per contrastare il dissesto idrogeologico quando ancora si fa in tempo a salvare il salvabile invece di fare la conta dei danni? Questa arrampicata sugli specchi collettiva da parte della destra, come se la tragedia annunciata di Niscemi fosse un fulmine a ciel sereno, è vergognosa. Non c'è un altro minuto da perdere: altro che vedremo, troveremo, faremo".
Carabinieri Niscemi: "Controlliamo rispetto della zona rossa"
Parroco Niscemi: "Gara solidarietà coinvolge anche ragazzi"
Sindaco: "Musumeci? Non rispondo alle polemiche"
"Alle polemiche non rispondo, peraltro a quelle provenienti dal ministro Musumeci che conosco e stimo. Non è una polemica che mi appartiene in questa fase. Ho mille problemi e sono i mille problemi dei miei cittadini che hanno perso la casa, che hanno problemi di viabilità, dobbiamo riaprire le scuole. Ci sarà il tempo per tirare fuori le carte, spiegare che cosa e' successo". Lo ha detto ad AGI il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, in riferimento alle affermazioni del ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, che ha parlato di commissione per una indagine amministrativa su quanto è accaduto a Niscemi dalla frana del 1997 in poi. "Sono un amministratore dalla mattina quando mi sveglio a quando vado a letto. In questa città, tutti quanti insieme - ha aggiunto - facciamo ogni giorno il nostro dovere. Ci sarà tempo e modo per chiarire. Tra l'altro la polemica sta distogliendo da quelle che sono le vere necessità e sui veri problemi che questa comunità sta vivendo e parliamo di viabilità, scuole, certezza e sicurezza della zona rossa, dare alloggi ai cittadini, certezza e sicurezza di poter pensare al consolidamento del costone che non è in sicurezza, certezza di salvaguardare il Belvedere che è un simbolo del paese e tante altre piccole cose".
Bonelli: "Fermeremo il Ponte sullo Stretto"
"Salvini va in Sicilia e incontra solo il suo sindaco fidato e, per paura delle critiche, fugge vigliaccamente. In Sicilia è stato accolto dal suo consigliere a Palazzo Chigi, il sindaco di Furci Siculo Matteo Francilia. Non va a Niscemi, non va a Santa Teresa di Riva, non va a Scaletta Zanclea, perché ha paura delle domande vere di amministratori e cittadini: così scappa". Lo afferma Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde. "'In un Paese come l'Italia i soldi si trovano, ma il problema è tagliare i tempi della burocrazia per affrettare l'utilizzo, per spenderli in fretta'", ha detto stamattina Matteo Salvini. Peccato che, fino ad oggi, i soldi Salvini non li abbia trovati per le questioni importanti", aggiunge Bonelli, "Allora percheé il governo di Giorgia Meloni non trova le risorse per mettere in sicurezza l'Italia dal rischio idrogeologico e sismico, per le ferrovie, la sanità e le pensioni degli italiani? I soldi da dare alle imprese del Nord su un progetto carente e bocciato dalla Corte dei Conti si trovano; per le vere priorià degli italiani no. Prima o poi vinceremo: fermeremo il Ponte sullo Stretto e destineremo quelle risorse alla messa in sicurezza del territorio, alla scuola e alla sanita'.Intanto dobbiamo dare i rimborsi totali a chi ha subito i danni e va fatto con i soldi del ponte".
Salvini: "Un miliardo su tema acqua, anche questo prevenzione"
"Ieri in Consiglio dei ministri nel decreto Pnrr abbiamo inserito un altro miliardo di euro sul tema dell'acqua, sulla dispersione idrica, per sistemare le reti fognarie: anche questo è prevenzione del dissesto, quindi c'è un miliardo ulteriore che non c'era, per sistemare la rete idrica in tutta Italia, quindi anche in Sicilia". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, a Furci Siculo, in provincia di Messina uno dei Comuni della fascia ionica colpito dal ciclone Harry.
Niscemi, voci delle persone che non possono tornare a casa
A Niscemi gara di solidarietà per aiutare gli sfollati
Salvini: "Italia potenza, non taglia infrastrutture"
"Non possiamo per aiutare i siciliani togliere soldi dai siciliani. L'Italia è una potenza industriale, i soldi arriveranno fino all'ultimo senza togliere soldi alle scuole, alle strade, ai ponti, alle gallerie e alle ferrovie siciliane e calabresi". A dirlo il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini a Furci Siculo, in provincia di Messina uno dei Comuni della fascia ionica colpito dal ciclone Harry. "C'è un commissario - ha detto - io ho parlato con il presidente Occhiuto e adesso con il presidente Schifani, stiamo raccogliendo tutte le richieste dei sindaci anche per potenziare le macchine comunali. Ci sono comuni che hanno un geometra ed è chiaro che dare a un sindaco 50 milioni di euro con un geometra comunale non hai risolto il problema; quindi servono dipendenti, ma si parla di settimane se non di mesi, perché qua la stagione estiva, per vostra fortuna, arriva abbastanza in fretta". Le ferrovie, prosegue, "mi hanno assicurato che stanno lavorando giorno e notte, sono in cantiere per riaprire i primi di marzo le tratte interrotte fra Anas e Ferrovie stanno già investendo 100 milioni di euro, oltre a quelli delle regioni, del governo, dei comuni... ripeto quello che mi riporto stasera a Roma è la necessità di tagliare i tempi della burocrazia".
Salvini: "Temo burocrazia, stagione bella alle porte"
"Dal mio sopralluogo emerge la necessità di fare in fretta, tutti i sindaci, tecnici e gli imprenditori mi chiedono oltre ai soldi - abbiamo messo 100 milioni di euro per l'urgenza - un taglio alla burocrazia". A dirlo il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, a Furci Siculo, in provincia di Messina, uno dei Comuni della fascia ionica colpito dal ciclone Harry. "Bisogna rivedere - ha aggiunto - norme vecchie, piani spiaggia, valutazione di impatto ambientale, pulizia dei fiumi, delle fiumare in Calabria, ripascimento delle spiagge, barriere, frangiflutti, cose che, se uno dovesse seguire la normativa attualmente esistente, tra sei mesi siamo ancora qua a parlare. Sono rimasto colpito dalla devastazione, un conto è seguirlo dall'ufficio e dal ministero con i tecnici, cosa che sto facendo da giorni, un conto è sorvolare e poi però andare sul posto, a Bova Marina, a Melito, a Furci, a Letojanni. Un conto è sentire le testimonianze dei sindaci che ti chiamano al telefono, un conto sono i quattrini che servono. Più che dai soldi, anche forte di vecchie esperienze, sono preoccupato dei tempi della burocrazia. Qua la stagione bella è alle porte".
Schifani: "Emergenza maltempo? Non c'è bisogno dei soldi del Ponte"
"Sull'emergenza io non ho mai avuto dubbi sul reperimento dei fondi. I fondi ci sono. La Regione sta valutando quali sono i progetti finanziati in FSC 2021- 2027. Il programma è destinato a chiudersi negativamente nel senso a non rispettare i tempi. Ci saranno delle opere che non verranno realizzate o rischiano di non essere realizzate e allora faremo la valutazione per definanziare queste opere e spostare le coperture per i danni del maltempo. Naturalmente non occorrerà minimamente intaccare i fondi del ponte sullo Stretto siamo in grado di risolvere questa emergenza con risorse nostre". Lo dice il presidente della Regione siciliana Renato Schifani che ha effettuato un sopralluogo a Furci Siculo, uno dei comuni del messinese colpiti dal ciclone Harry, col ministro Salvini. "Siamo venuti qui per accogliere e ringraziare il ministro Salvini della sua visita. La sua ispezione sui luoghi è utilissima, non ho mai messo in dubbio la presenza massiccia del Governo in questa disgrazia che ha colpito la nostra regione, le nostre coste" affema Schifani. "È chiaro - aggiunge - che il tema della tutela delle coste si pone per il futuro, perché l'ecosistema è già cambiato, quindi occorrerà studiare dei piani urbanistici, delle zone abitate lungo le coste, che tengano conto di fattori sociali, del turismo della vita dei cittadini".
Maltempo, Schifani: "Faccio più il commissario che il governatore"
"I sindaci chiedono di azzerare la burocrazia? Beh, noi stiamo facendo di tutto, abbiamo adottato gia' dei provvedimenti per erogare i primi contributi, con una semplicita' estrema. Una perizia giurata, asseverata a campione probabilmente da parte dell'amministrazione". A dirlo il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che ha effettuato un sopralluogo a Furci Siculo uno dei comuni del Messinese colpiti dal ciclone Harry. "Abbiamo stanziato - ha aggiunto- 90 milioni di euro. Abbiamo esentato i titolari di concessioni demaniali dal pagamento del canone, vedremo le procedure agevolate con la stessa perizia giurata. Quindi, siamo concentrati. Io ho istituto una cabina di regia che si riunisce non dico tutti i giorni, ma quasi, al palazzo dove ho messo attorno al tavolo tutti i dirigenti e responsabili per semplificare al massimo e anche i poteri conferitemi con la nomina a commissario delegato per l'emergenza con gia' delle deroghe. Io sono fortemente concentrato, faccio piu' il commissario che il governatore, naturalmente, per cui il reperimento dei fondi e' doveroso, ma anche la velocizzazione".
Maltempo, Salvini arrivato a Furci Siculo, nel Messinese
Il ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini, e' arrivato a Furci Siculo, dopo il sopralluogo effettuato nel Reggino. Ad attenderlo in uno dei Comuni del Messinese colpiti dal ciclone Harry, il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani.
Maltempo, M5s: "Cittadini lasciati soli, governo doveva mandare l'esercito"
"Fa veramente rabbia sentire i cittadini vittime del ciclone Harry dire che per portare via fango e macerie sono stati aiutati solo dai volontari, dagli 'angeli della sabbia', da ragazzini e perfino bambini armati di pale. In altri Paesi in caso di catastrofi naturali viene subito mobilitato in soccorso della popolazione l'esercito, dotato di uomini robusti e potenti mezzi. Non in Italia, dove serve la chiamata della prefettura locale, come avvenuto per Niscemi. Ma è mai possibile che in situazioni catastrofiche di emergenza, il governo - Difesa e Interni da cui le prefetture dipendono - non si mobiliti per attivare subito la necessaria trafila burocratica per consentire l'intervento dei militari? Cosa investiamo a fare centinaia di milioni nel genio militare (a novembre è stato avviato un programma per nuovi mezzi e attrezzature da oltre un miliardo e mezzo) se poi quando serve non viene impiegato? Siamo di fronte all'ennesima dimostrazione dell'incapacità e dell'inadeguatezza di questo governo nel fronteggiare le vere emergenze del Paese". Lo dichiarano i parlamentari M5S delle Commissioni Difesa di Camera e Senato.
Maltempo, Schifani: "Interverremo senza intaccare risorse ponte"
"Siamo venuti qui per accogliere e ringraziare il ministro Salvini della sua visita, la sua ispezione sui luoghi e' utilissima, non ho mai messo in dubbio la presenza massiccia del Governo in questa disgrazia che ha colpito la nostra regione, le nostre coste". A dirlo il presidente della regione Renato Schifani che effettuato un sopralluogo a Furci Siculo uno dei comuni del Messinese colpiti dal ciclone Harry. "E' chiaro - ha aggiunto - che il tema della tutela delle coste si pone per il futuro, perche' l'ecosistema e' gia' cambiato, quindi occorrera' studiare dei piani urbanistici delle zone abitate lungo le coste sia civilmente, socialmente che anche turisticamente, quindi e' un problema che va affrontato. Sull'emergenza io non ho mai avuto dubbi sul reperimento dei fondi, i fondi ci saranno, ci sono. Per quanto riguarda la Regione sta valutando quali sono i progetti finanziati in Fsc 21-27, il programma e' destinato a chiudersi negativamente nel senso a non rispettare i tempi. Per cui ci saranno delle opere che non verranno realizzate o rischiano di non essere realizzate, allora faremo la valutazione per definanziare queste opere che sono destinate a non essere realizzate e spostare le coperture sull'emergenza della mareggiata quindi siamo sereni su questo, naturalmente non occorrera' minimamente intaccare i fondi del ponte siamo in grado in outsourcing di risolvere questa emergenza con risorse nostre".
Maltempo, Salvini: "Almeno 1 mld danni mareggiate, soldi ci sono"
"In un Paese come l'Italia i soldi si trovano, ma il problema e' tagliare i tempi della burocrazia per affrettare l'utilizzo, per stenderli in fretta". E' uno dei passaggi dell'intervento del ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Matteo Salvini, durante un briefing con i giornalisti a conclusione della sua visita istituzionale nell'Area Grecanica reggina, particolarmente colpita dalle mareggiate provocate dal ciclone 'Harry'. Salvini, di seguito, ha indicato, tra le priorita' degli interventi, "la protezione dei lidi, la realizzazione dei frangiflutti, l'estensione delle spiagge e la pulizia dei torrenti a monte, dove si originano molti dei problemi che poi si riversano sulla costa". Il vicepremier, ancora, ha affermato che "se c'e' un piano vecchio ma la spiaggia non c'e' piu' e' chiaro che bisogna mettere quei lidi nelle condizioni di continuare a esistere", ed ha assicurato che tornera' sui territori colpiti "con l'avvio dei lavori, per verificare lo stato degli interventi". Matteo Salvini, inoltre, ha ribadito l'esclusione di "qualsiasi ipotesi di sottrarre fondi alle grandi opere gia' programmate, come il ponte sullo Stretto. Sarebbe sbagliato togliere un diritto ai calabresi e ai siciliani per riparare i danni del maltempo. Uno Stato come l'Italia, seconda potenza industriale d'Europa, puo' riparare i danni e andare avanti con ponti, scuole, strade, ferrovie. I primi 100 milioni di euro per l'emergenza sono gia' stati stanziati e vengono utilizzati dai sindaci per le urgenze immediate: ripristino di acqua, luce, gas e fognature, e rientro delle famiglie nelle abitazioni". Riguardo una potenziale stima dei danni causati dalle mareggiate, il ministro delle Infrastrutture ha ipotizzato una cifra che "non sara' inferiore a un miliardo di euro", e che il governo e' pronto a intervenire in base alle quantificazioni che arriveranno dai Comuni. In tal senso, ha richiamato "il recente decreto Pnrr, che ha previsto un ulteriore miliardo di euro per il tema dell'acqua, della dispersione idrica, delle fognature e degli acquedotti, oltre agli oltre 90 milioni gia' stanziati da Anas e Ferrovie dello Stato per strade e linee ferroviarie". Salvini ha anche fatto riferimento ai temi infrastrutturali che interessano la Calabria, a partire dalla Statale 106 e dalla progettazione dell'alta velocita' ferroviaria fino a Reggio Calabria, "con l'obiettivo di unire una regione lunga e complessa, da nord a sud, e di garantire collegamenti piu' rapidi ed efficienti con la Sicilia". Infine, l'appello "a lavorare insieme, almeno per un mese, senza polemiche politiche, concentrandoci esclusivamente sull'emergenza e sulla ripartenza".
Sindaco Gela: "Stiamo valutando aree per new town Niscemi"
La proposta del sindaco gelese Terenziano Di Stefano, che si è detto pronto a cedere aree del Comune di Gela, lungo la Piana, per la creazione di una new town per le persone che saranno costrette ad abbandonare le vecchie abitazioni dopo la frana che ha sconvolto il paese, è più di una semplice iniziativa spinta dal momento di difficoltà della comunità niscemese. Questa mattina, il primo cittadino gelese si è recato in aree della Piana di Gela, lungo la statale 117 bis Gela-Catania, che sono al confine tra il territorio gelese e quello di Niscemi. "Gli uffici tecnici comunali stanno svolgendo accertamenti per delineare al meglio le aree e valutare possibili vincoli - dice Di Stefano - siamo pronti a collaborare con il commissario straordinario per la ricostruzione, qualora venisse nominato". Il sindaco ha voluto valutare di persona l'entità delle aree. "Ci stiamo concentrando su aree di proprietà comunale o del Libero Consorzio di Caltanissetta - aggiunge - al momento, escludiamo espropri di terreni privati". La procedura dovrà passare dai due consigli comunali e poi dalla Regione. "Chi verrà a vivere in queste aree - precisa Di Stefano - manterrà la propria identità niscemese".
Maltempo, Nevi (FI): "Attivare Fondo europeo di solidarietà Ue"
"Forza Italia, su proposta del ministro Tajani, ha avanzato la richiesta di attivare il Fondo di Solidarieta' europeo per garantire ristori alle popolazioni e alle imprese colpite dal maltempo, come gia' avvenuto per l'alluvione in Emilia-Romagna. Gli Stati da soli non ce la fanno: cio' che chiediamo da tempo all'Europa e' di farsi carico dell'emergenza attraverso un grande piano europeo sul cambiamento climatico e sulla necessita' di allocare adeguate risorse per mettere in sicurezza i territori". Lo ha dichiarato Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia, ospite a Coffee Break. "Quanto alle polemiche sul Ponte, l'ho detto e lo ribadisco: non dobbiamo confondere capitoli di bilancio destinati a finalita' diverse. Da una parte ci sono i fondi destinati al Ponte sullo Stretto, che riguardano gli investimenti, dall'altra vi e' la necessita' di reperire risorse per far fronte ai danni causati dal maltempo e garantire ristori a famiglie e imprese", ha concluso.
Ingegnere: "Su Niscemi non c'è cartografia geologica di dettaglio"
"Per Niscemi non è mai stata realizzata una cartografia geologica di dettaglio da parte di Ispra. Nel progetto Carg (Cartografia geologica e geotematica), il foglio Niscemi non è mai stato appaltato. La cartografia avrebbe potuto dare informazioni utili". Lo dice l'ingegnere Gianfranco Di Pietro, che fin da domenica scorsa è al lavoro, insieme ad altri professionisti e tecnici niscemesi, che volontariamente si sono messi a disposizione dell'amministrazione comunale e delle autorità di protezione civile che stanno lavorando lungo l'area di frana nel comune nisseno. Di Pietro e gli altri professionisti impegnati nelle attività di rilevamento e monitoraggio, anche con droni, stanno fornendo dati e riscontri documentali. "Quello dell'assenza di una cartografia di dettaglio è un vuoto non solo per Niscemi ma anche per altre città italiane", dice ancora Di Pietro. "Culturalmente - continua - tutti i niscemesi, non da ora, si sono sempre tenuti alla larga dalla contrada Benefizio, conoscendone la fragilità. Non è mai stata urbanizzata da nessuno". L'ingegnere aggiunge che "oggi, il problema vero è che il corpo frana sta retrocedendo verso zone che fino alla scorsa domenica si ritenevano sicure". I dubbi pesanti si concentrano sull'attivazione di un complessivo sistema di monitoraggio. "Durante il periodo della mia amministrazione comunale - dice l'ex sindaco di Niscemi Francesco La Rosa in carica dal 2012 al 2017 - ricordo che effettuammo interventi minimi di consolidamento nel versante ovest, su progetti già definiti. Non so se possano esserci state responsabilità o omissioni in questa vicenda. Verrà il tempo delle verifiche. Allo stato, escludo che chi mi ha preceduto o chi c'è stato dopo abbiano voluto omettere interventi. Noi lavoriamo per la comunità niscemese".
Salvini: "Fondi per maltempo ci saranno senza toglierli a investimenti"
"In Consiglio dei ministri sono stati stanziati i primi 100 milioni di euro per gli interventi di somma urgenza, però qua tutti mi chiedono di tagliare la burocrazia al di là dei soldi, che ci saranno, lo preciso, senza toglierli a tutti gli altri investimenti già programmati in Calabria e in Sicilia. Perché sarebbe il danno oltre alla beffa. Togliere soldi ai calabresi e ai siciliani per il ponte, per le strade, per le ferrovie, per riparare danni. I soldi si trovano extra e un paese come l'Italia li trova". Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini oggi a Melito Porto Salvo e nella zona del basso Jonio reggino per un sopralluogo nei posti colpiti dal ciclone "Harry". "Mi sembrerebbe sbagliato - ha aggiunto l'esponente di governo - togliere un diritto ai calabresi, ai siciliani per riparare i danni del maltempo. È come se, quando ci sono stati problemi in Piemonte, avessero detto fermiamo la Tav per i problemi che abbiamo avuto. Uno Stato come l'Italia, la seconda potenza industriale d'Europa, può riparare i danni del maltempo e andare avanti col ponte, con le scuole, con le strade, con le ferrovie.
Niscemi, Schifani: "Non rispondo a Calenda, penso a lavorare"
'Non rispondo a Calenda, penso a lavorare...''. Raggiunto al telefono dall'Adnkronos Renato Schifani, governatore della Sicilia, preferisce non replicare a Carlo Calenda, leader di Azione, che oggi ha chiesto lo scioglimento dell'Ars e il commissariamento della Regione Sicilia per come è stata gestita la tragedia di Niscemi. Per Schifani non contano le parole ma i "fatti", ovvero tutti i provvedimenti adottati in questi giorni a sostegno di chi ha subito danni dagli smottamenti della collina sui cui sorge la cittadina siciliana franata dall'acqua torrenziale del ciclone Harry. Stiamo parlando dello stanziamento da parte del governo regionale di 90 milioni di euro per far fronte alle prime emergenze del ciclone Harry , di cui 23 destinati al bando (che verrà pubblicato lunedì) per ristori e attività commerciali sulle costiere colpite dal maltempo: ogni esercizio sarà risarcito con almeno 5 mila euro (i pagamenti sono previsti entro marzo). La Regione, inoltre, riferiscono fonti vicine al governo siciliano, è pronta a partire con la seconda fase di aiuti mettendo a disposizione: 10 milioni per l'esenzione dei canoni di concessione del demanio marittimo a favore dei titolari di lidi; 5 milioni di euro per i danni all'agricoltura e 5 per quelli alla pesca. Impegnato in prima persona, Schifani è ''concentrato sull'emergenza e sulle risposte immediate da dare''. Per questo, non intende replicare alle critiche. Il governatore monitora continuamente gli sviluppi della situazione. ''Ora -dice- sono appena arrivato a Furci siculo sui luoghi della mareggiata, penso solo a lavorare''. Tra poco Schifani incontrerà il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini per fare il punto della situazione. In tre anni, assicurano fonti vicine al governo siciliano, la Regione a guida Schifani ha azzerato il disavanzo di circa 4 miliardi di euro e ha chiuso il rendiconto 2024 con un avanzo di oltre 2 miliardi di euro. Sempre nel 2024, riferiscono le stesse fonti, la Sicilia ha registrato il miglior pil d'Italia, l'occupazione è aumentata, la cassa integrazione è diminuita, le entrate tributarie sono in crescita, i termovalorizzatori sono in una fase di progettazione avanzata.
Frana Niscemi, Boccia(Pd): "Per Meloni conta più Salvini del Sud"
"La Premier Giorgia Meloni preferisce tenere insieme la sua maggioranza invece che soccorrere i cittadini del Sud rimasti senza tetto sulla testa e pensare all'emergenza in Sicilia e Calabria. I cambiamenti climatici non sono un'opinione ma un fatto scientifico, la Sicilia ha bisogno di infrastrutture, tutto il Sud e l'Italia hanno l'esigenza di un piano serio contro il dissesto idrogeologico. E il Governo che fa? Destina a Niscemi e alla Sicilia per i danni del ciclone Harry appena 100 milioni, una cifra ridicola rispetto alle reali esigenze e conferma il delirio di Salvini". Lo dice il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd. "Le risorse del Ponte, sottratte in parte dai fondi di coesione di Sicilia e Calabria persino contro il volere dei governatori di centrodestra, non andranno a fronteggiare l'emergenza, a mettere in sicurezza il territorio e a ridare speranza a popolazioni duramente colpite, come noi stiamo chiedendo. Rimarranno invece destinate a un'opera che ha diversi problemi, compresi quelli di compatibilita' economico-finanziaria, e che questo governo non e' in grado di realizzare: di anno in anno parte delle risorse vengono dirottate altrove perche' non spese. Una beffa nella beffa, un pasticcio di cui non si sente il bisogno e che serve solo come collante per una maggioranza che, a questo punto possiamo dirlo, sta in piedi sulle spalle della Sicilia, della Calabria e di tutto il Mezzogiorno. Tre anni fa la Presidente del Consiglio corse in Emilia Romagna per una passerella con gli stivali nel fango. Oggi, in una regione governata dalla destra, arriva tardi, balbettando promesse, ma incapace di stanziare vere risorse per l'emergenza. Basterebbero quelle 'rubate' a Sicilia e Calabria per il Ponte. Ma Giorgia Meloni non ha il coraggio di fermare Salvini che solo oggi, buon ultimo, arriva nei territori devastati da Harry, a confermare che i soldi del Ponte non si toccano, tenendo, di fatto, il governo sotto ricatto", conclude Boccia.
Frana Niscemi, sopralluogo per tutela patrimonio culturale
"Alla luce dei recenti eventi calamitosi che hanno compromesso l'assetto della citta' di Niscemi, lunedi' prossimo, di concerto con la soprintendente dei Beni culturali di Caltanissetta, Daniela Vullo, effettueremo un sopralluogo per verificare lo stato dei beni culturali presenti sul territorio e avviare tempestivamente le necessarie operazioni di tutela". Lo annuncia l'assessore ai Beni culturali e all'identita' siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. "Nei giorni scorsi - aggiunge l'assessore - sono gia' state avviate interlocuzioni con il Comune, con l'obiettivo di intervenire nel piu' breve tempo possibile. Il sopralluogo interessera', tra i vari siti, anche le chiese storiche e Palazzo Iacona di Castellana. Niscemi vanta un importante patrimonio storico, artistico e architettonico che merita la massima attenzione. Per questa ragione, dopo una prima ricognizione, ci attiveremo solertemente per la messa in sicurezza dei luoghi della cultura".
Damante (M5S): "Soldi del ponte già dirottati su altro"
"Che l'insensato piano di finanziamento dell'insensato ponte sullo Stretto non si possa toccare è solo l'ultima 'balla' di Salvini. Basta andare indietro di poco più di un mese: durante l'iter della manovra, a dicembre, il governo Meloni ha già provveduto a prendere parte di quei soldi per dirottarli su altro". Così in una nota la senatrice siciliana del Movimento 5 Stelle Ketty Damante. "A seguito dello stop della Corte dei conti della delibera Cipess, lo stesso Giorgetti - aggiunge - diede il la alla riprogrammazione del piano di finanziamento del ponte per liberare risorse fresche - nell'ordine di 780 milioni - da destinare alla Zes unica e ad altre misure complementari presenti nella manovra. Quindi quella dei fondi per il ponte sullo Stretto 'intoccabili', ora che c'è da far fronte all'emergenza maltempo, è una panzana. Oltreché uno schiaffo in faccia a tutti i siciliani e calabresi che in questi giorni stanno patendo le pene dell'inferno". "Ma non siamo stupiti: Meloni si è recata a Niscemi e si è ben guardata dall'incontrare gli sfollati, Musumeci continua a trovare colpevoli a destra e a manca per non assumersi neanche mezza responsabilità e Salvini continua a giocare col plastico del ponte. Quando si parla di territori da mettere in sicurezza, questo governo è parte del problema", conclude Damante.
Nicita (Pd): "Meloni contro Sud, soldi Ponte a regioni colpite da maltempo"
"La frana purtroppo procede a Niscemi, ma il ministro Salvini ha ribadito nell'Aula del Senato che il governo non intende restituire alla Sicilia e alla Calabria i soldi sottratti loro e destinati al Ponte, che sarebbero necessari per tamponare l'emergenza e per gli interventi di messa in sicurezza e di prevenzione contro il dissesto idrogeologico nella nostra regione e non solo. Stiamo parlando di 1,2 miliardi di euro dei fondi di coesione destinati alle due regioni, a fronte degli 800 milioni già sottratti alle regioni del Sud, riservati al Ponte dalla maggioranza di destra e poi deviati altrove, perché non spesi". Lo dice il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo del Pd. "Lo stesso - continua - accadrà nel 2026, soldi che non saranno spesi nel Ponte e che quindi saranno destinati ad altri. Una vergogna. Scelte scellerate, avallate dalla Premier Meloni, dispiaciuta per l'accoglienza riservata a livello locale ai 100 milioni promessi, totalmente insufficienti, ma evidentemente convinta di proseguire sulla strada dell'opera faraonica, mentre in Sicilia mancano strade e ferrovie. La verità è che quel che è successo in Sicilia e Calabria è dovuto ai cambiamenti climatici in atto, che la destra nega. Musumeci rifletta sulle proprie responsabilità di ieri e di oggi e la Premier Meloni assuma in pieno la responsabilità di interventi seri contro il dissesto idrogeologico in atto, invece di pensare a nuovi condoni edilizi e di limitarsi a sorvolare le aree colpite, per poi proporre solo pannicelli caldi e assicurazioni obbligatorie contro i rischi, a carico dei cittadini. Meloni e il suo governo abbandonano la Sicilia e il Sud".
Ilaria Salis (Avs): "Risorse destinate al Ponte sullo Stretto vadano a Niscemi"
"La situazione a Niscemi in Sicilia è catastrofica, e la popolazione merita la massima tutela. Il Governo, e in particolare Salvini, non antepongano il proprio ego politico al benessere dei cittadini". Lo scrive su X l'eurodeputata di Avs, Ilaria Salia. "Le risorse già destinate al controverso progetto del Ponte sullo Stretto di Messina vengano invece destinate a Niscemi ed impiegate per la ricostruzione dei territori devastati dal ciclone Harry, in Sicilia, Calabria e Sardegna. Quanto stanziato finora è chiaramente insufficiente: serve un impegno ben più consistente", aggiunge Salis. "Ieri ho firmato un'interrogazione parlamentare promossa dal mio collega siciliano Leoluca Orlando (Avs) per sollecitare lo stanziamento di fondi europei", conclude l'eurodeputata.
Maltempo, Galvagno: "L'Europa si occupi della Sicilia"
"Ci auguriamo che l'Europa possa occuparsi della Sicilia: noi siamo isolani, ma non vogliamo essere isolati". Lo ha detto il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, nel corso della sua visita a Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano, tra i Comuni maggiormente penalizzati dal passaggio del ciclone Harry. Il maltempo ha danneggiato il porto e la marineria del borgo marinaro, seconda in Sicilia solo a Mazara del Vallo. "I 100 milioni stanziati dal governo del presidente del Consiglio sono solo per somme urgenze: quando si avranno le relazioni legate ai danni e ai ristori sono certo che sia il governo nazionale sia quello regionale adotteranno tutte le misure per contrastare e superare questa fase", ha aggiunto. "Siamo qui per renderci conto - ha concluso - dell'entita' dei danni: c'e' una priorita', quella di uscire da questa emergenza e stare accanto alle amministrazioni locali e agli imprenditori, che sono davvero in ginocchio. E' importante stabilire le relazioni con gli enti, perche' se avessimo la disponibilita' di tutti i soldi che servono, e' necessario poterli allocare. Pertanto, attendiamo le relazioni che ci saranno fornite dagli organi competenti affinche' si esca dall'emergenza e andare a ristorare coloro che in questo momento sono in grandissima difficolta'".
Maltempo, Ricciardi: "Basta gioco delle parti. Meloni responsabile"
"La Sicilia è sotto gli occhi di tutti, tranne che di questo Governo. E continuare a tenere accesi i riflettori non è una scelta politica: è un dovere morale. Perché quando l'attenzione cala, l'abbandono diventa definitivo. Siamo stati gli unici a mettere sul tavolo proposte concrete, praticabili, immediate. Di fronte a questo, il Governo Meloni ha scelto l'immobilismo. Un silenzio assordante mentre interi territori contano danni, paura e disperazione. Il fatto è semplice e non può più essere aggirato: negare le risorse ai siciliani colpiti dal maltempo per difendere i fondi del Ponte sullo Stretto è una scelta politica precisa. Il simbolo plastico di un Governo che ha deciso di voltare le spalle al Sud. Qui non si parla di opere futuristiche o di propaganda, ma di persone che hanno perso tutto. Case, lavoro, sicurezza. Ogni giorno che passa senza interventi è una responsabilità diretta di chi governa. È ora di dirlo chiaramente: i soldi del Ponte vanno usati subito per l'emergenza siciliana. Non domani, non dopo l'ennesimo vertice, non con promesse vuote. Subito. E basta con il gioco delle parti. Basta indicare Salvini come unico responsabile. Dopo l'incontro di ieri a Palazzo Chigi è evidente che la linea è una sola, ed è Giorgia Meloni a tenere bloccate le risorse, assumendosene tutta la responsabilità politica. Il Sud non può più aspettare. La Sicilia non può più essere sacrificata sull'altare della propaganda. O il Governo cambia rotta ora, o dovrà rispondere di un abbandono che ha ormai un nome e un cognome". Così Toni Ricciardi, vicepresidente del Pd alla Camera.
Frana Niscemi: attivati camper medico e supporto psicologico
Da ieri sera, presso l'ospedale Suor Cecilia Basarocco di Niscemi e' stata riattivata la rianimazione h24; nella mattinata di domenica sara' nuovamente operativo anche il reparto di medicina interna. Da stamane, infine, sara' a disposizione della popolazione anche un camper con un'unita' medica e un infermiere, mentre e' gia' stato attivato un servizio di supporto psicologico. Lo rende noto il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti.
Niscemi, Faraone: "Musumeci non ha fatto nulla, si dimetta"
"Dire, come fa Nello Musumeci, che quella di Niscemi era una 'sciagura annunciata', 'lo sapevano anche i bambini' è deresponsabilizzazione. Un ministro della Protezione civile non è pagato per spiegare perché era inevitabile, ma per fare in modo che non accada". Lo scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva.
"Cosa ha fatto Musumeci in oltre tre anni di governo contro il dissesto idrogeologico? Quasi nulla. Nessuna strategia nazionale, nessuna visione preventiva, nessun coordinamento serio. Né ha riattivato Italia Sicura, l'unica struttura, voluta dall'allora governo Renzi, che aveva messo insieme mappatura del rischio, progettazione e rapidità d'intervento. E perché davanti alla frana certificata 'attiva' dal Piano per l'Assetto idrogeologico del Comune di Niscemi nel 2022, quando era governatore della Sicilia, non ha disposto lo sgombero delle abitazioni a rischio? Il caso Niscemi non è un incidente ma l'inerzia elevata a sistema. Per questo la richiesta di dimissioni non è una polemica, ma una conclusione logica. Firmate la petizione per le sue dimissioni", conclude.
Ancora maltempo soprattutto al sud con venti di Maestrale, pioggia e mare grosso
Continua il maltempo, soprattutto al sud, con venti di Maestrale, pioggia e mare grosso ma non sarà freddo. In questi Giorni che coincidono con quelli della Merla, infatti, si stanno registrando temperature miti. E' quanto annuncia Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it. "In Italia - afferma - non avremo freddo ma tanto vento e piogge frequenti. Il Maestrale sarà protagonista al Sud, in particolare tra le Isole Maggiori con onde fino a 7 metri al largo, e raffiche di 90 km/h anche sulla terraferma sarda e sicula". Venerdì sarà la giornata migliore di questa settimana con una parziale tregua: pioverà ancora su Toscana, Basso Tirreno e Isole Maggiori, ma i fenomeni saranno deboli. Il vento sarà teso di Maestrale ma in rinforzo dalla sera. Sabato arriverà una nuova forte perturbazione tra Sardegna e Sicilia con abbondanti precipitazioni su Sardegna, Sicilia e Calabria. Sono previste mareggiate a tratti intense sulla costa occidentale siciliana. Il Maestrale sarà forte sullo Stretto di Sicilia e con raffiche oltre i 100 km/h in mare aperto. Domenica il tempo migliorerà un po': si registrerà una graduale attenuazione del vento e del moto ondoso. Ma durerà poco. Già da lunedì una nuova perturbazione richiamerà correnti intense sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno settentrionale.
Catanzaro (Pd): "Musumeci dov'era negli ultimi nove anni?"
"Leggendo le dichiarazioni del ministro Nello Musumeci a proposito della frana a Niscemi, viene da chiedersi: ma c'è o ci fa? Scarica sulle 'autorità locali' la responsabilità di avere sottovalutato i rischi legati alle fragilità del territorio, dimenticando che negli ultimi nove anni è stato presidente della Regione dal 2017 al 2022, e ministro per la Protezione civile dal 2022 ad oggi". Lo dice Michele Catanzaro, capogruppo del Partito democratico all'Assemblea regionale siciliana. "Proprio Musumeci, prima da governatore e poi da ministro - aggiunge l'esponente Dem - avrebbe dovuto attivare le verifiche e i controlli necessari a prevenire quello che lui stesso ha definito un 'disastro annunciato'. Ma invece di assumersi le sue responsabilità mette in piedi un imbarazzante scaricabarile che dimostra la sua inadeguatezza a continuare a sedere tra i banchi del governo nazionale".
A Niscemi strumenti di monitoraggio delle frane dimenticati da 20 anni
In fondo ai tunnel che erano stati scavati fino a cinquanta metri di profondità, intorno al centro storico di Niscemi franato nel 1997, giacciono strumenti di monitoraggio dimenticati da 20 anni .Si tratta- riferisce 'La Stampa' - di inclinometri che servono ad avvertire se il terreno si muove e di piezometri, dispostivi che monitorano il livello dell'acqua di falda. Avrebbero dovuto essere controllati ogni mese, ma dal 2007 a oggi - dopo i primi due anni di controlli a cura della ditta che li installò su incarico del Comune - sono stati abbandonati. ."Non ricordo nulla di questo sistema di monitoraggio", ha detto al quotidiano torinese Valeria Spadaro, responsabile dei Lavori pubblici del Comune di Niscemi
La storia della frana di Niscemi: dal 1790 al 1997
Secondo il database Ispra, l'Istituto per la protezione dell'ambiente, la frana di Niscemi è monitorata da tempo. Già nel 1790 - viene raccontato in un vecchio saggio di Saverio Landolina Nanava - ci fu un episodio simile legato a una frana. E ancora nel 1997, molto più vicino ai giorni nostri, una frana - sostanzialmente negli stessi punti di quella verificatasi ora, ma leggermente più a sud - lasciò senza casa 1000 persone, circa 400 famiglie.
La storia della frana di Niscemi: dal 1790 al 1997
Vai al contenutoNiscemi, Calenda: "Commissariare la Regione siciliana non per due ma per dieci anni"
''Il problema non è dare soldi alla regione siciliana ma commissariarla, sciogliere l'Ars e commissariare la Regione siciliana. Non per due anni ma per dieci anni. Questa regione deve essere gestita in modo commissariale''. Lo ha detto il leader di Azione Carlo Calenda ad Agorà su Rai3. Io commissario? ''Mi divertirebbe, sarebbe una bella sfida'' ha aggiunto.
Niscemi, Crosetto: "Prosegue il supporto della Difesa al fianco della popolazione"
"Mentre il personale dell’Esercito è all’opera per ripristinare la viabilità e i collegamenti stradali, costante l’azione di tutela da parte dei Carabinieri per garantire la sicurezza dei cittadini, prevenire ogni tentativo di sciacallaggio e aiutare le famiglie a recuperare in sicurezza gli effetti personali dalle proprie abitazioni. La Difesa è vicina alla comunità, proteggendola e sostenendola. Massima disponibilità all’impiego di mezzi e personale militare per portare aiuto e assistenza alla popolazione di Niscemi". Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post su X.
Provenzano (Pd): "E' un governo nemico del Sud, Meloni in fuga"
''La presidente Meloni si presenti in parlamento con un nuovo decreto. La Sicilia vive un’emergenza senza precedenti. Stanziare 33 milioni a fronte di oltre 2 miliardi di danni sulla Sicilia non è serio, non bastano neanche per le prime emergenze''. Lo dice Giuseppe Provenzano, deputato Pd, già ministro del Sud, nato a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, in un'intervista al 'Domani'. Per Provenzano le parole di Musumeci sono ''surreali: ha dato la responsabilità al fato, ai mali storici della Sicilia, ai sindaci, ai cittadini, come se lui fosse un passante, un sociologo, un modesto epigono di Verga. È stato presidente della Regione per cinque anni, da tre e mezzo è ministro della Protezione civile: ha il dovere di assumersi le responsabilità''. La ''destra in Regione ha sprecato i soldi per il dissesto idrogeologico, c’era un commissario ma è stato arrestato per corruzione. È una Regione che non ha le carte in regola neanche per gestire l’ordinario, figurarsi lo straordinario''.
Torna sulla richiesta di dirottare i soldi del Ponte su Niscemi. ''Quelle risorse nel 2026 non verranno mai spese per lo stop arrivato dalla Corte dei Conti''. ''Usare parte di quelle risorse non è benaltrismo, è serietà''. Provenzano parla di ''governo più antimeridionalista della storia: hanno tagliato 4 miliardi della decontribuzione che avevo fatto da ministro. Tre miliardi e mezzo del fondo perequativo destinato proprio agli interventi infrastrutturali. Due miliardi e mezzo ai comuni del Sud''.
Quanto alla visita di Meloni ''non colpisce solo il ritardo ma la modalità. Qui non poteva utilizzare la tragedia per speculare politicamente, dunque ha fatto una visita blindata, evitando il confronto con i cittadini. Ma ci sono momenti drammatici in cui la politica ha il dovere di ascoltare le persone, le comunità, correndo anche il rischio di essere destinataria della rabbia. A Meloni non è mancato solo il coraggio, ma la responsabilità istituzionale''.
Niscemi, Lantieri (Fi): "Emergenza è adesso, per il Ponte ci vorrà tempo"
''Sono uscita dall'aula al momento del voto, per correttezza istituzionale. Ma sono d'accordo con i colleghi che hanno votato sì. Per il Ponte ci vorrà tempo, questa emergenza è adesso, la gente ha perso tutto''. Lo dice in un'intervista a Repubblica Luisa Lantieri, vicepresidente forzista del parlamento siciliano, difende la scelta dei deputati di centrodestra che, nascosti dietro il voto segreto, hanno chiesto che i fondi del Ponte sullo Stretto siano investiti nell'emergenza.
È andata a Niscemi? ''No, mi vergognavo. È giusto che siano andati Meloni e Schifani, loro possono intervenire. Ma la passerella, no. Gli abitanti di Niscemi lavorano tutti nelle campagne, a questa gente non ha regalato niente nessuno. Molti li conosco, hanno fatto sacrifici per tutta la vita''. Sui tempi degli interventi "non ci dobbiamo prendere in giro: non possono passare 50 anni per la ricostruzione. Il danno è stato fatto. Ma la programmazione dei fondi europei è chiara: al primo punto c'è il dissesto idrogeologico. Sapevamo tutti che tra il cambiamento climatico e i danni fatti dall'uomo, ci sarebbero stati problemi. Quei fondi non sono stati spesi''. Quanto alle responsabilità"temo - ammette - che molta colpa sia della politica, che è chiamata ad assumersi le sue responsabilità. Di certo non è colpa dei cittadini. I controlli chi li fa?''. La funzione di controllo spetta alla Regione. ''Ecco, appunto''.
L'esperto di frane: "A Niscemi un evento di proporzioni inattese"
Nicola Casagli, professore di Geologia all'Università di Firenze e membro del centro di competenza della Protezione civile nazionale per grandi emergenze dovute a frane e vulcani, spiega a Sky TG24 Insider cosa è successo nel comune siciliano. E cosa servirebbe per mettere in sicurezza l'Italia. L'intervista.
L'esperto di frane: 'A Niscemi un evento di proporzioni inattese'
Vai al contenutoMaltempo, lunedì Tajani in Calabria, Sicilia e Sardegna
Lunedì prossimo Antonio Tajani sarà nelle tre regioni più colpite dal maltempo - Calabria, Sicilia e Sardegna - per incontrare, insieme ai Presidenti delle rispettive Regioni, le imprese e le associazioni del mondo produttivo locale. L'incontro, si legge in una nota della Farnesina, "consentirà di approfondire le esigenze delle imprese e dei territori colpiti dalle recenti calamità e di presentare le misure e gli strumenti di supporto alle imprese offerti dal Ministero degli Affari Esteri e dalle agenzie di sostegno all'export in risposta all'emergenza". Agli incontri interverranno anche i vertici dell'Ice e di Simest e i rappresentanti di Cassa Depositi e Prestiti e Sace.
Niscemi, Musumeci a SkyTG24: "Il Comune ha sottovalutato la frana"
Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ai microfoni di Sky TG24 traccia il quadro della frana che ha colpito l'abitato di Niscemi: "Temo che Niscemi non sia il solo caso in Italia, in cui si è consentito di costruire in zone geologicamente fragili e quindi suscettibili di trasformarsi in frane. Intanto oggi firmo un decreto per istituire una commissione di studio, per capire amministrativamente che cosa è accaduto dopo il 1997". E aggiunge: "Si è continuato a costruire, significa che le autorità locali non hanno tenuto conto o hanno sottovalutato il problema che pure si presentava nella sua drammaticità"
Niscemi, Musumeci a SkyTG24: 'Comune ha sottovalutato frana'
Vai al contenutoFrana Niscemi, Musumeci: "Indagine per capire le responsabilità". VIDEO
Frana di Niscemi, le immagini prima e dopo la calamità
Il crollo della collina del centro siciliano e le conseguenze dell’evento su strade e abitazioni viste attraverso una serie di fotografie anteriori e posteriori al disastro.
Frana di Niscemi, le immagini prima e dopo la calamità
Vai al contenutoCiciliano: "Movimento franoso ha superato quello del Vajont"
"In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont". Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky TG24, parlando della frana di Niscemi.