Lo speciale sulla frana a Niscemi
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Maltempo, governo lavora a un decreto per le regioni colpite

Politica
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"Sono un po' dispiaciuta per le polemiche - ha detto la premier Giorgia Meloni -. Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni". Intanto le opposizioni chiedono all’esecutivo di dirottare parte dei fondi destinati al ponte di Messina sull’emergenza in atto. Tajani: l'Italia intende "chiedere l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà" per Calabria, Sicilia e Sardegna, colpite dall'uragano Harry. Nel pomeriggio Cdm di un'ora

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Il governo sta lavorando alla definizione di un decreto legge di assegnazione delle risorse necessarie alle regioni colpite dal maltempo e per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza. Lo ha comunicato ieri Palazzo Chigi con una nota, specificando che "l'iniziale stanziamento di 100 milioni di euro, rappresenta solo la prima risposta ai territori colpiti, in attesa di un quadro più definito della situazione e una esatta quantificazione dei danni". Intanto, oggi si è tenuto il Consiglio dei ministri: la riunione, iniziata con un'ora di ritardo, è durata poco più di un'ora.

Tajani: "Chiederemo fondo Ue di solidarietà"

L'Italia intende "chiedere l'aiuto del Fondo europeo di solidarietà" per Calabria, Sicilia e Sardegna colpite dall'uragano Harry, ha fatto sapere oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al suo arrivo alla riunione con gli omologhi Ue. "Adesso dovranno essere preparati le analisi e i dati dalla protezione civile - ha spiegato - Ne abbiamo parlato anche al consiglio dei ministri, è giusto procedere come sempre abbiamo fatto" e "c'è sempre stata una risposta generosa da parte dell'Europa".

Musumeci: "Per Niscemi stop alle rate per i mutui"

"C''è una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione. Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma ,altre hanno bisogno di un provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri", aveva detto nelle scorse ore il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, intervistato da Rtl, parlando della frana di Niscemi. Musumeci aveva anche annunciato che avrebbe proposto al Cdm una "indagine amministrativa" per valutare perchè dopo la frana del 1997 a Niscemi non si sia intervenuti, e ha fatto riferimento a "omissioni e superficialità", "si era probabilmente convinti che la frana si fosse arrestata. È importante fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni e perchè siamo arrivati a un punto di non ritorno. Nel 1997 non si è intervenuti: vorrei capire se c'è stata una sottovalutazione del fenomeno". "Ancora risorse a Stromboli per i danni causati dal maltempo dell'ottobre 2024", ha poi annunciato Musumeci, dopo la seduta del governo che ha deliberato l'ulteriore stanziamento di 11 milioni e 135mila euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, necessario per il completamento delle attività di intervento e ripristino. "Questa integrazione - ha spiegato il ministro - si aggiunge al precedente stanziamento di 1 milione e 200 mila euro, già destinato all'attuazione delle misure urgenti, sempre a valere sul Fondo per le emergenze nazionali".

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Meloni: "Spiace per polemiche, 100 milioni primissimo stanziamento"

"Sono un po' dispiaciuta per le polemiche perché nelle riunioni che abbiamo fatto anche prima abbiamo ampiamente chiarito che si trattava di un primissimo stanziamento emergenziale per dare un contributo immediato, una tantum, ai cittadini e alle aziende colpite", ha detto ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla riunione a Catania sull'emergenza maltempo, come si vede in un video diffuso da Palazzo Chigi. "Nessuno pensa di poter affrontare seriamente questa questione con 100 milioni di euro per tre regioni, l'ho abbondantemente chiarito", ha sottolineato la premier, ricordando che "anche quando si è trattato dell'Emilia Romagna, che spesso si cita, il decreto che affrontava in maniera complessiva le necessità del dramma di allora è arrivato dopo qualche settimana".

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Meloni: "Con il decreto arriverà anche sospensione imposte"

"Sono qui per ascoltare la situazione dal vostro punto di vista e quali sono secondo voi le principali emergenze - ha detto ancora Meloni alla riunione - Alcune cose noi già le diamo per scontate: ieri si diceva ad esempio l'esenzione dal pagamento delle imposte, quelle non sono mai misure che arrivano con lo Stato d'emergenza, con cui possiamo sospendere i mutui. Sulle imposte serve il decreto famoso del quale stiamo parlando". "Le misure che sono state previste già nelle situazioni analoghe, simili, le dobbiamo dare per scontate - ha spiegato - ma rifare la lista di tutte le necessità aiuta anche noi a lavorare meglio".

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Le opposizioni chiedono l’uso dei fondi stanziati per il Ponte

Intanto le opposizioni chiedono al governo di dirottare parte dei fondi destinati al ponte di Messina sull’emergenza maltempo. "A fronte di danni per 2 miliardi e mezzo" dovuti al maltempo, "non sono sufficienti 100 milioni stanziati dal governo - ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein - Proponiamo di prendere subito le somme che hanno stanziato per il progetto del Ponte che comunque non potranno essere utilizzate. Lo chiede anche l'assemblea regionale siciliana. Chiediamo poi di sospendere i tributi per i cittadini e le imprese delle zone colpite e di fare un grande piano di prevenzione del dissesto idrogeologico". "Di fronte a certi drammi le parole non bastano più. Servono i fatti", ha scritto su Facebook anche il leader del M5s, Giuseppe Conte, che annuncia: "Abbiamo stanziato un milione di euro tagliandoci gli stipendi di noi eletti, e ora li mettiamo in votazione. Sabato gli iscritti del Movimento sono chiamati a votare" sulla loro destinazione ai territori colpiti dal maltempo. "Ma la parte del leone la deve fare il governo, con grande speditezza e responsabilità. I soldi ci sono e si possono prendere da quel progetto faraonico del Ponte che ha fallito."

Salvini: "Fondi del Ponte non si toccano"

È arrivata però secca la risposta del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini: i fondi destinati al ponte sullo Stretto non saranno dirottati sui danni del maltempo al Sud. "No, perché sono fondi per investimenti, bisogna conoscerle le cose - ha detto - Poi noi abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, cosa facciamo? Li blocchiamo? Troveremo i fondi che servono per Sicilia, per Calabria e per Sardegna ma senza bloccare le scuole, gli ospedali, i ponti, le gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero". Poi ha concluso: "Il Ponte serve ai siciliani. Anzi, col ponte probabilmente in caso di eventi disastrosi anche i soccorritori riuscirebbero a intervenire più velocemente. Quindi non si capisce perché i siciliani dovrebbero avere i problemi e non avere manco il ponte".

Tajani: "Forza Italia contraria a usare i fondi del Ponte"

Sulla stessa linea di Salvini anche Tajani. "FI vuole che il Ponte sullo Stretto diventi una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria, Sicilia e di tutta l'Italia. I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo .Ci sono tante proposte in proposito che verranno esaminate dal governo. Quella di utilizzare i fondi del ponte ci trova contrari", ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri.

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